Sulle tracce della pietà popolare in Basilicata
Pubblicato da maria pina ciancio su Gennaio 11, 2008
Un concorso fotografico ed una successiva mostra itinerante delle foto nei comuni lucani in cui a decretare i vincitori saranno i visitatori stessi.
E’ questa l’originale iniziativa presa dal Parco Letterario “Don Giuseppe De Luca” con l’indizione del Concorso Fotografico regionale “Sulle tracce della pietà popolare di Basilicata”.
I partecipanti dovranno riprodurre nei lavori, riti, feste, tradizioni della religiosità popolare lucana. L’adesione al concorso è gratuita. Le foto vincitrici del concorso verranno pubblicate nei siti Internet del parco e riprodotte in propri atti, documenti, materiali pubblicitari. Il Parco Letterario si riserva la possibilità di pubblicare le migliori fotografie in un’antologia da distribuire e porre in vendita e/o di rilasciare menzioni speciali o premi aggiuntivi in caso di opere meritorie.Regolamento del concorso scaricabile su http://www.parchiletterari.com/
Le foto devono pervenire entro il 28 febbraio del 2008.


Maggio 6, 2008 a 7:58 am
A proposito di pietà e di devozione popolare…
http://it.youtube.com/watch?v=Z6crIfVydbY
Maggio 6, 2008 a 11:40 am
Grazie Giuseppe, ho appena visto il video, molto ben fatto. Mi fai sapere dove avete scattato le foto? Ricorda la via Crucis di Laino Borgo a cui ho assistito un paio d’anni fa. Ciao Mapi
Maggio 6, 2008 a 2:48 pm
Sono state scattate nel nord della Lucania in una cittadina assolutamente fuori dagli itinerari turistici “di massa”, cosa della quale quella Comunità, rispetto a quell’evento, non è affatto dispiaciuta.
Mi perdonerai, quindi, se evito di indicare pubblicamente il nome di quel paese, almeno fino a quando non si riuscirà a stimolare un turismo finalmente consapevole e sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche etno-culturale, così come prescritto da tutte le istituzioni internazionali che si occupano di turismo e di cultura.
Per quanto ci riguarda, tutte le foto che vedi in quel montaggio sono state riprese con uno zoom da una distanza molto elevata, cercando di evitare ogni attegiamento invasivo rispetto ad un evento nel quale i protagonisti sono solo ed esclusivamente i membri di quella comunità e non un branco di forestieri armati di fotocamere e videocamere fino ai denti a caccia dell’esotico.