LucaniArt Magazine

Riflessioni. Incontri. Contaminazioni

5. Leonardo Sinisgalli (invito alla lettura)

Pubblicato da lucaniart su Ottobre 4, 2009

© Rubrica settimanale a cura di Donato Muscillo

sinisgalli Il richiamo alla stagione del declino non è casuale, (L’autunno) è in tema, trattandosi di un pezzo di memoria lucida, fortemente impressionata, da riportare in città e farne occasione di racconto per i suoi amici. “Mi ricorderò di questo autunno” vivido di luce ” curva al vento sul dorso delle canne…”, la campagna assetata che finalmente s’appaga e s’inonda “la piena dei canali è salita alla cintura”, c’è anche la stagione della vendemmia “di mio padre che a pestar l’uva s’era fatti i piedi rossi ” e un’immagine quanto mai delicata e sognante “di mia madre timorosa… ed è più felice d’una sposa “; la voce del padre che parla del ciliegio piantato il giorno delle nozze (simbolo augurale) e del suo sogno di farne letto ( luogo per la discendenza ) per il suo primogenito; la campagna pulita sotto la sferza di tramontana e la luna; e una conclusione che è speranza, agognata, da trarre dal febbrile e duro lavoro dei campi, dall’arcaica e fragile fatica, dalla resistenza al vivere con ostinazione soffrendo. “Domani si potrà seminare, diceva mio padre”, “sul palmo aperto della mano guardavo… io sentivo scoppiare il seme nel suo cuore”, parole di una pregnanza stupenda, e “io vedevo nei suoi occhi fiammeggiare la conca spigata”.

Mi ricorderò di questo autunno

Mi ricorderò di questo autunno
Splendido e fuggitivo dalla luce migrante,
Curva al vento sul dorso delle canne.
La piena dei canali è salita alla cintura
E mi ci sono immerso disseccato dalla siccità.
Quando sarò con gli amici nelle notti di città
Farò la storia di questi giorni di ventura,
Di mio padre che a pestar l’uva
S’era fatti i piedi rossi,
Di mia madre timorosa
Che porta un uovo caldo nella mano
Ed è più felice d’una sposa.
Mio padre parlava di quel ciliegio
Piantato il giorno delle nozze, mi diceva,
Quest’anno non ha avuto fioritura,
E sognava di farne il letto nuziale a me primogenito.
Il vento di tramontana apriva il cielo
Al quarto di luna. La luna coi corni
Rosei, appena spuntati, di una vitella!
Domani si potrà seminare, diceva mio padre.
Sul palmo aperto della mano guardavo
I solchi chiari contro il fuoco, io sentivo
Scoppiare il seme nel suo cuore,
Io vedevo nei suoi occhi fiammeggiare
La conca spigata.

(10 proposte di lettura Sinisgalliane – appuntamenti periodici ogni lunedì)


Una Risposta a “5. Leonardo Sinisgalli (invito alla lettura)”

  1. valcas detto

    versi che con la loro apparente immediatezza tracciano il solco profondo della riflessione.
    Sull’autunno contadino (racconti, raccolti e propositi) incombe la città ancorchè ripresa da un’angolatura particolare .

    valcas

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