© Rubrica settimanale a cura di Donato Muscillo
Poesia per una cicala. Il poeta presenta se stesso, avrà frugato e cercato tra tante immagini, scelte e scartate chissà quante metafore per descriversi, e infine la trova e decide per “la cicala”.
“Lo zelo per l’immortale formica” non gli si addice, ama “lo stridore”, “ che trema fino alla morte”.
“Ma quanto vale la tua spoglia” dice il poeta e subito rimette in moto la sua immaginifica memoria, il canto melodioso dei ricordi “risento quel melo stormire” e ancora le straordinarie, toccanti incantate immagini di “nell’aria di giugno” e “la tua allegria funesta” “nascere dietro una foglia”. Leggi il seguito di questo post »



Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare? (Faber)