10. Leonardo Sinisgalli (invito alla lettura)
Pubblicato da lucaniart su Novembre 8, 2009
© Rubrica settimanale a cura di Donato Muscillo
Tematiche delle liriche presentate nei precedenti interventi :
1. distacco vissuto con rassegnazione, tenerezza di abbandono;
2. dell’ombelico, delle radici, della terra madre;
3. il tema caro, sentito, viscerale della terra-madre, questa volta con nome e cognome: Lucania;
4. un ritorno, una visita, al proprio paese;
5. sulla memoria;
6. sull’amore filiale e paterno;
7. intimità dell’affetto filiale materno;
8. tematica della “fanciullezza”;
9. il poeta presenta se stesso;
10. la vecchiaia e l’ultimo saluto.
Non spetta a me dire se le siano servite a qualcosa; erano solamente note personali, lontane da criteri estetici, critici e propriamente letterari, note, dicevo che ho avuto il piacere di scrivere, di grande stima e di tributo per una figura eccezionale quale quella di Sinisgalli, ingiustamente trascurato e messo in un cantuccio.
Ringrazio la “domina” Maria Pina Ciancio per la cortese ospitalità e per l’incoraggiamento-pressione che ha voluto usare nei confronti della mia persona.
Il vecchio Sinisgalli, si guarda attorno nel ricordo della sua vita di poeta, e si accomiata dalle cose e dalle persone amate. Ma quanta eredità di emozioni ci consegna!
Pianto antico
I vecchi hanno il pianto facile.
In pieno meriggio
in un nascondiglio della casa vuota
scoppiano in lacrime seduti.
Li coglie di sorpresa
una disperazione infinita.
Portano alle labbra uno spicchio
secco di pera, la polpa
di un fico cotto sulle tegole.
Anche un sorso d’acqua
può spegnere una crisi
e la visita di una lumachina.
Il fosso di Libritti
Era destino che avessi l’altarino
a picco sul fosso
davanti alla Chiesa del Soccorso.
Mangio, bevo, leggo, scrivo
in comunione con i morti.
Anche la latrina
ha una piccola finestra
che inquadra le croci sulla collina.
Fredda alita la sera
Fredda alita la sera
Su questi prati che toccai con la fronte
Calda e felice della corsa.
*
Eri un poco più cieca ogni sera
seduta lassù sulla loggia
come la piccola dea di sale
Persefone dalla fronte severa.
Il grido arabo
Il grido nel cavedio
dove si accumulano
polvere e piume
tarantole e tedio,
il grido arabo delle rondini …
La tegola è tiepida
La tegola è tiepida,
la creta è dolce.
Per questo va e viene tutti gli anni
la rondine chiostraiola.
L’albero di rose
C’è un albero di rose
accanto alla mia casa.
Il vento del meriggio lo accarezza,
il vento di sera lo scuote
e l’odore mi arriva da ogni lato.
Geme di notte il vento,
l’odore torna in mente.
Lapide
Non è un orto
o un giardino
il cimitero
dove io sono sepolto.
È un luogo assorto,
un muro.
Ogni bene è scontato,
ogni debito pagato
e il nome tutelato.
Mio amico, fratello
contami i vecchi giuochi,
il fumo, i fuochi antichi.
Prendi di me l’effige,
le rughe, la fuliggine,
le lacrime, la ruggine.
Non è un orto
o un giardino
il cimitero dove io sono sepolto.
È un regno spento, muto.
Qui l’amore è perduto.
Qui la festa è finita.
Nomi e cose
I nomi si sono scollati
dalle cose. Vedo oggetti
e persone, non ricordo
più i nomi. A piccoli
passi il mondo
si allontana da noi,
gli amici scendono
nel dimenticatoio.
(10 proposte di lettura Sinisgalliane, ultimo appuntamento)



Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare? (Faber)
maria pina ciancio detto
grazie Donato per queste proposte di letture sinisgalliane e anche per la sintesi riepilogativa delle tematiche proposte nei precedenti interventi. un lavoro intelligente e meritevole che ho molto apprezzato. Mapi