Colui cui manca l’intelligenza, che farà dei libri? (Anonimo indiano)
Mi soffermo talvolta e faccio sosta di fronte a certe verità scomode, che caratterizzano il nostro tempo e lo scenario culturale nazionale, soprattutto in riferimento al fare poesia.
Abitualmente dissertiamo e ci chiediamo «ma ai ‘concorsi’ si premiano le poesie o le case editrici? …le poesie o l’ultimo nome di turno?» e io aggiungerei ancora «ai concorsi si premiano le poesie o le prefazioni?» e dico prefazioni con un bonario cenno di sorriso, perché le “firme” illustri campeggiano abitualmente in prima fila e solo molto raramente in postfazione… Ecco, questa è una delle tante scomode domande, che ogni tanto mi frullano ad alta voce nella testa. Gli interrogativi però, non nascono mai a caso, si sostanziano di osservazione, di conoscenza e di esperienza (personale e relazionale).
Ciò che posso dire è che nel corso di questi anni ho letto libri mediocri confezionati in prefazioni d’eccezione, e libri bellissimi prefatti talvolta da autori sconosciuti o quasi. Accanto a queste due categorie, io aggiungerei i libri solitari, Leggi il seguito di questo post »



Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare? (Faber)