POETANDO/ Rubrica di poesie sulla poesia (4)
Pubblicato da lucaniart su luglio 7, 2011
In quel transito notturno, improvviso, viscerale ed ermetico, dal silenzio alla voce, sono germogliate da sempre mille domande e interrogativi sulla poesia, eppure “ciò che in fondo desidero/ da una poesia/ è/ che possa essere letta/ lentamente/ che si possa invecchiare/ tra una parola e l’altra”. Ecco una delle tante, belle e significative idee di poesia, quella di Goran Tunstrom, ma di seguito riporteremo i testi di alcuni amici poeti del nostro tempo, che hanno raccolto la provocazione e che con piacere hanno contribuito ad arricchire il dibattito.
Il rapporto tra poesia e scienza di Roberto Maggiani
Abiti una casa fatiscente
nel centro di Sintra
e non t’importa
se per il mondo
i poeti usano il tuo nome
e con il tuo nome
si vestono di gloria.
Ti affacci alla finestra
nel mattino azzurro di luce
silenziosa,
se non v’è nessuno che ti veda
scendi le scale e passeggi assorta
nel giardino malmesso
attenta alle variazioni del reale.
Dove s’appoggia il tuo piede
la sua forma crea labirinti
e pozzi imperfetti e amari
dove i poeti
cadono spersi,
ma non io che non sono poeta
ma scienziato
e ti parlo per tua gioia
di quel mondo così piccolo
o così lontano –
di atomi o stelle.
tratta da Scienza aleatoria, LietoColle 2011







Roberto Maggiani detto
Ringrazio Maria Pina Ciancio, per avermi inserito, in compagnia di tre poeti che ho qui letto e le cui poesie ho trovato affascinanti, Marina Minet, Gina Labriola e Aldo Ferraris, in questa rubrica di poesie sulla poesia. Un caro saluto e grazie dell’ospità a questo bel sito.
Loredana Savelli detto
“attenta alle variazioni del reale”: mi sembra esattamente lo sguardo del poeta e, che io sappia, può appartenere anche ad uno scienziato.
Franca Alaimo detto
La poesia va più in là della scienza, e la scienza, allo stesso
tempo, comprende in sè stessa la poesia, ed è per questo che l’una
arricchisce l’altra; così che Roberto Maggiani può dire di
sè di non essere poeta, ma scienziato, componendo, intanto, versi
di una bellezza contemplativa e visionaria toccante, e ricorrendo
alle figure dell’allegoria e della metafora, che sono la
quintessenza della poesia stessa. Il padre della poesia italiana,
il nostro Dante, è un poeta-scienziato, anche Galileo Galilei lo è
e molti filosofi come Platone e Vico.
Roberto costruisce pazientemente questa unità sul filo della meraviglia e della gioia.
annamaria ferramosca detto
un esempio di dialogo tra poesia e scienza, in questo bellissimo testo di Roberto Maggiani.
anch’io ho formazione scientifica, accanto aquella umanistica(sono biologa) e so per esperienza che la sfera scientifica è davvero una miniera, una splendida ricchezza aggiuntiva di suggestioni e linguaggio- per chi scrive in poesia.
a conferma dell’intesa tra i due mondi, ricordo la frase dell’astrofisico David Barrow:”nessuna descrizione non poetica della realtà potrà mai essere completa”
un caro saluto
annamaria