POETANDO/ Rubrica di poesie sulla poesia (12)
Pubblicato da lucaniart su settembre 11, 2011
In quel transito notturno, improvviso, viscerale ed ermetico, dal silenzio alla voce, sono germogliate da sempre mille domande e interrogativi sulla poesia, eppure “ciò che in fondo desidero/ da una poesia/ è/ che possa essere letta/ lentamente/ che si possa invecchiare/ tra una parola e l’altra”. Ecco una delle tante, belle e significative idee di poesia, quella di Goran Tunstrom, ma di seguito riporteremo i testi di alcuni amici poeti del nostro tempo, che hanno raccolto la provocazione e che con piacere hanno contribuito ad arricchire il dibattito.
POESIA di Eleonora Bellini
I
S’affaccia un verso
e spacca
la tenebra compatta.
Lo assecondi
e a lui t’arrendi, riluttante
come notte ad alba
come vita a morte.
Sai
che è cosa ineluttabile.
II
Sgretola il muro del silenzio,
stilla tenace ed essenziale
come goccia d’acqua,
si espande costante ed innocente
come respiro.
Sai che si tratta essenzialmente
di modalità dello scatto dei neuroni,
i nostri, qui, al punto in cui la specie
umana è giunta, sul gradino
di poco successivo al babbuino.
Sai che da sé si tiene e non la regge
nessun fiato divino:
è zolla di terra
offerta al sole e all’uragano,
poesia.
(Eleonora Bellini)







fernirosso detto
Sai che da sé si tiene e non la regge
nessun fiato divino:
è zolla di terra
offerta al sole e all’uragano,
poesia.
e qui mi fermo ad invecchiare, anche se sento nelle ossa un terremoto incombente. fernanda f.
anna m. detto
breve ma intensa