POETANDO/ Rubrica di poesie sulla poesia (25)
Pubblicato da lucaniart su luglio 8, 2012
In quel transito notturno, improvviso, viscerale ed ermetico, dal silenzio alla voce, sono germogliate da sempre mille domande e interrogativi sulla poesia, eppure “ciò che in fondo desidero/ da una poesia/ è/ che possa essere letta/ lentamente/ che si possa invecchiare/ tra una parola e l’altra”. Ecco una delle tante, belle e significative idee di poesia, quella di Goran Tunstrom, ma di seguito riporteremo i testi di alcuni amici poeti del nostro tempo, che hanno raccolto la provocazione e che con piacere hanno contribuito ad arricchire il dibattito.
Quest’ultimo intervento, a conclusione della rubrica sulla poesia, lo dedichiamo alla voce universale di un grande poeta americano della beat generation:
Una poesia è una città_Bukowski











fernirosso detto
8.30 dell’otto luglio: la città è già un forno
dormono tutti solo i vecchi sono in piedi
traballano come vecchie sedie che non stanno in pari
con il mondo e hanno tarli che gli camminano lungo le vene
rose violacee spesso sfiorite alle caviglie
e c’è una donna con in braccio un bambino e c’è una donna
su una carrozzella che appoggia la sua unca gamba su un cuscino in terra
poi il mio cane che annusa ovunque sia passato un suo simile e lascia
a sua volta il suo messaggio di passaggio.
c’è il quieto discorrere del bosco
dove i platani si spellano e i tigli piangono per la perdita dei fiori
un tasso incolume da chissà quanti abbattimenti
un picchio ha già iniziato a ripetere in morse il suo fraseggio quotidiano e
poi ci sono anch’io che combatto contro zanzare più innocue del solito
comunque affamate e che si posano su me in cerca di un succhietto.
Mi sbrigo strattono il cane e scappo da quel cesto di beatitudine vegetale
a casa ho ancora mille cose da fare.
GRAZIE MARIA PINA PER IL TUO BELLISSIMO LAVORO. Buona continuazione.fernanda f.
maria pina ciancio detto
Grazie a te Fernanda. Un abbraccio carissimo Mapi
Eleonora Bellini detto
versi molto veri: un po’ sconsolati, un po’ aperti alla speranza del nuovo mattino