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	<title>LucaniArt Magazine</title>
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	<description>Riflessioni. Incontri. Contaminazioni</description>
	<pubDate>Wed, 14 May 2008 19:18:59 +0000</pubDate>
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		<title>Governo ombra di Rocco Grieco</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 19:18:59 +0000</pubDate>
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		<title>Una domenica di sangue – Terra e libertà nelle infime convalli lucane di Vincenzo Capodiferro</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 21:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teresa Armenti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Preciso, dettagliato, ben documentato, si presenta il testo ”Una domenica di sangue – Terra e libertà nelle infime convalli lucane”, pp. 186, inserito nella Collana di Cultura Meridionale di Paolo Laurita di Potenza, Quaderni di Bacheca, febbraio 2002.
L’autore è il giovane di Castelsaraceno, laureato in filosofia, Vincenzo Capodiferro, che si interessa anche di poesia, saggistica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify">Preciso, dettagliato, ben documentato, si presenta il testo <strong>”Una domenica di sangue – Terra e libertà nelle infime convalli lucane”, </strong>pp. 186, inserito nella Collana di Cultura Meridionale di Paolo Laurita di Potenza, Quaderni di Bacheca, febbraio 2002.<br />
L’autore è il giovane di Castelsaraceno, laureato in filosofia, <strong>Vincenzo Capodiferro</strong>, che si interessa anche di poesia, saggistica ed antropologia.<span id="more-86"></span> Attualmente collabora con l’Eco di Basilicata e con il periodico locale “Il Paese”, mantenendo viva la curiosità del lettore con il suo particolare modo di scrittura ritmata sarcastico – allegorica, che fa ricordare le antiche romanze medioevali.<br />
Il volume comprende un’interessante intervista al compianto storico <strong>Tommaso Pedio</strong>, i <strong>Fragmenta Historica dello storico Antonio Motta</strong>, che ha pubblicato importanti lavori sulla viabilità lucana ed i tragici fatti avvenuti a Carbone e Castelsaraceno dal 21 al 23 ottobre 1860, preceduti da un’ampia panoramica socio-politico-economica del Lagonegrese.<br />
Il lavoro rappresenta un tentativo di illuminazione chiarificatrice della conquista piemontese del Sud; ci offre una visione diversa dagli studi fatti da <strong>Racioppi</strong> e da <strong>La Cava</strong>. La borghesia lucana, con alterne vicende, viene considerata “come un camaleonte, che non ha desistito da cambiare colore politico, passando da un regime all’altro, pur di difendere la sua condizione di privilegio sociale ed economico”.<br />
Il Capodiferro ha studiato attentamente gli atti processuali presso l’Archivio di Stato di Potenza ed ha riportato con meticolosità quanto avvenuto in quel periodo.<br />
Il 21 ottobre 1860 tutte le popolazioni delle province meridionali furono chiamate a votare per il re <strong>Vittorio Emanuele II</strong>. La votazione non era segreta, in quanto, come la descrive Carlo Pesce nella Storia di Lagonegro, si svolgeva in questo modo. Su una panca c’erano tre urne, una delle quali, in mezzo, era vuota per ricevere i voti; un’altra, a destra, conteneva le schede col Sì e l’altra, a sinistra, conteneva quelle del No. Votando in quel modo, prendendo la scheda del Sì o del No dall’urna, per deporla nella centrale, il voto era palese. Il giorno del Plebiscito, in alcuni centri, non fu giorno di festa, ma di lutti. Rancori di parte, odi antichi, piccoli partiti municipali, ma anche aspirazioni di contadini oppressi dai ricchi proprietari fecero scatenare una serie di movimenti reazionari. Ci fu un intreccio tra chiesa, elementi filoborbonici e rivoltosi.<br />
A Carbone, c’erano i seguenti schieramenti familistici: i <em>Cascini </em>ed i <em>Chiurazi </em>erano democratici, i <em>Molfese</em> erano liberali, mentre i <em>De Nigris</em> e gli <em>Spena</em>, unitamente alle autorità ecclesiastiche, erano filoborbonici. Il disappunto tra le famiglie De Nigris e Spena da un lato e Chiurazi e Cascini dall’altro, ebbe origine da privati interessi ed in particolare dalla carica di arcipretura che venne affidata a Giacomo De Nigris, anziché a Michele Chiurazi..<br />
Lo scoppio violento del primo tumulto si ebbe a Carbone il 21 ottobre, quando nel paese c’era una grande folla, giunta anche dai paesi vicini per la fiera in occasione della festa della Madonna del Soccorso. All’alba fu vista sventolare dall’acacia della piazza una bandiera bianca che recava, da un lato, l’effigie dell’Immacolata, e dall’altro le lettere <em>“Viva F.S.E.S.”</em> tinte di rosso e interpretate <em>“Viva Francesco II e Maria Sofia Amalia”</em> con una scritta “che con pochi carabinieri vince ed ha fatto rivivere il sangue di Cristo”.<br />
Le votazioni si stavano svolgendo regolarmente ed il capitano della Guardia nazionale Nicola Molfese, accompagnato da poche guardie, si era recato nella piazza del paese per tutelare l’ordine. All’improvviso irruppe nella piazza “un’orda di malvagi”, che armata di fucili e di attrezzi campestri, rovesciò le urne al grido di <em>“Viva Francesco II”.</em> Le guardie, i liberali ed i nobili incominciarono a fuggire. Il Molfese, rimasto solo, credendo di poter sedare la rivolta, si rivolse al contadino Egidio Palermo, dicendogli “Compare, cosa c’è?” e quello, rispondendo “che compare e compare”, gli scaricò contro un colpo di fucile, che andò a colpire un certo Pasquale Trono, giunto in quel luogo per appoggiare i reazionari. Il povero Molfese fu colpito con una mazza da Francesco Continanza; caduto a terra e rialzatosi, fu percosso con dei pali da Domenicantonio Di Mitolo e Vincenzo Gugliotta. Infine fu assalito da Francescantonio D’Angelo chiamato “Staccione”. Altri si accanirono contro di lui fino a provocargli la morte. Non contenti, ne insultarono anche il cadavere. Caterina Brando lo calpestò furiosamente. Alla notizia dell’aggressione, accorsero in aiuto del Molfese la suocera Caterina Palermo e la moglie Costanza Chiurazi. La Palermo ricevette un colpo di scure al capo da Giovanni Giordanelli, un colpo di palo da Giuseppe Di Mitolo ed un colpo di vanga da Caterina La Colla; percossa da Giuseppe Castelli, ricevette il colpo finale.<br />
La Chiurazi, anche se fu malmenata, ebbe salva la vita, perché; caduta a terra, fu creduta morta; alcuni le rubarono gli orecchini d’oro. Fu portata in un’abitazione vicina e rimase con una mano storpia. Il gruppo dei reazionari saccheggiò la casa Molfese e quella di tutti i galantuomini e dei liberali; girando per le strade al grido di ”Viva Francesco II” portava l’effigie dell’Immacolata in processione. La bandiera tricolore fu ridotta a brandelli ed alcuni si misero a rincorrere le guardie nazionali che fuggivano; Vincenzo Boscuino di Rotonda venne ucciso a colpi di scure. L’insurrezione si estese anche nei paesi vicini. Quelli rimasti proclamarono cancelliere comunale Domenico Castronuovo, portarono nella sua abitazione i documenti della cancelleria e nominarono capo urbano provvisorio il fratello Gabriele Castronuovo. Il gruppo dei rivoltosi, fattosi più consistente, saccheggiò la casa del liberale Ferdinando Chiurazi, che fu malmenato, cadde a terra e riuscì a salvarsi, rimanendo storpio. Suo figlio, invece, Filippo Chiurazi, fu ucciso a colpi di scure e di mazza e il corpo fu gettato da una “cateratta” al piano inferiore. Il farmacista Federico Crocchi, fu trovato in casa Guarino, dove si era rifugiato, fu invitato, senza violenza, a recarsi nella sua abitazione. Qui giunto, fu costretto a radersi la barba in segno di disprezzo. Mentre i rivoltosi saccheggiavano la casa, tentò di fuggire ma, raggiunto, fu ucciso a colpi di scure e di mazza davanti alla cappella di S. Vito. La ferocia contro di lui non si fermò, ma un parente del farmacista fu costretto a ballare intorno alla suocera dell’estinto ed a percuoterla. Venne anche negata la sepoltura agli uccisi. Infine furono saccheggiate le case di Vincenzo Ciancia e dei fratelli Castronuovo. I danni accertati ammontavano a 7177,20 ducati per la casa Molfese, a 711,15 per la casa Chiurazi ed a 741,50 per la casa Crocchi.<br />
Il 22 ottobre i rivoltosi si erano appostati sui colli circostanti per respingere ogni attacco, ma non riuscirono a mantenere l’ordine, per il numero rilevante degli uomini della Guardia Nazionale che erano venuti in massa da Senise, Chiaromonte e Francavilla.<br />
Il giudice Smilari, assumendo la funzione di Commissario di guerra a guida della Guardia Nazionale, il 22 ottobre si recò verso Carbone ed inviò alcuni soldati nel paese per far sgomberare le colline e predisporre la consegna delle armi. Il 23 ottobre il giudice Smilari, con un drappello di 150 uomini, occupò Carbone ed arrestò i presunti colpevoli, consegnandoli al giudice di Chiaromonte Roberto Marotta, il quale diede inizio ad un’istruttoria giudiziaria.<br />
Gli arrestati furono tradotti a Lagonegro, dove furono fatti segno ai più inumani trattamenti. E successivamente a Potenza, dove furono condannati, con sentenza del Dicembre 1863, 5 alla pena di morte, 25 ai lavori forzati ed altri a pene minori. Con la Corte d’Assise di Salerno del 1865, le pene di morte furono commutate in lavori forzati. Interessante è, dunque, la ricostruzione critica dei fatti storici, confrontati con i moti contadini del 1848. Nel testo vengono riportate le interpretazioni di <strong>Tommaso Pedio, Giacomo Racioppi, Molfese, Alessandro Smilari, Carlo Pesce, Ermenegildo Cascini, Giuseppe Guida</strong>. Il Pedio, in polemica con l’interpretazione storica fatta da <strong>Racioppi </strong>e da <strong>La Cava</strong>, vede nei moti del 1860 una novità rispetto al 1848, perché ne ravvisa come fautori i ceti subalterni esclusi dalle cariche amministrative e gli elementi del clero antiliberali.<br />
I moti di Carbone non sorsero spontaneamente, ma erano stati organizzati con il diretto intervento della <em>“Setta del Sangue di Cristo”, </em>un’associazione patrocinata dal Vescovo di Tursi Gennaro Acciardi e da elementi del clero filoborbonici. Nei moti si ravvisa una certa componente ritualistica, giacché i proscritti prestavano giuramento sopra un Cristo, una pistola ed un pugnale, promettevano la distruzione di tutti i liberali e la ripristinazione del Regno di Napoli e cantavano in chiesa il <em>“Te Deum”.<br />
</em>Lascia perplesso il fatto che i rivoltosi non si accontentavano di uccidere le loro vittime a colpi di pali, scuri ed altri utensili campestri, ma ne seviziavano i cadaveri e ne impedivano addirittura la sepoltura. I tumulti di Carbone rappresentano un caso storico ed astorico, politico ed apolitico, tipico ed atipico, presto bandito dalla storia tramite la “damnatio memoriae”, un caso scomodo, tanto soggetto alla storia quanto all’antropologia ed alla psicologia; un caso dimenticato che Vincenzo Capodiferro ha portato finalmente alla luce.</p>
<p align="right"><em>Teresa Armenti</em></p>
<pre style="text-align:justify;"><a title="Link permanente a La dittatura di Dio di Vincenzo Capodiferro" rel="bookmark" href="http://lucaniart.wordpress.com/2008/01/12/la-dittatura-di-dio-liberta-e-dispotismo-in-n-antoine-boulanger/">La dittatura di Dio di Vincenzo Capodiferro</a></pre>
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		<title>La sabbia nella clessidra di Raffaele Pinto</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 18:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
		
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:: un estratto da La sabbia nella clessidra
&#60;&#60;Roberto salì le quattro rampe di scale che lo avrebbero portato all&#8217;aula 12, che era sì un&#8217;aula a parlamento ma di un parlamento da paese di gnomi, perchè i quattro ordini di banchi arcuati che si sovrapponevano fino quasi a toccare il tetto riempivano completamente quelli che non potevano essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/a/af/Maggio.jpg/250px-Maggio.jpg" alt="" width="239" height="152" /><br />
:: un estratto da<span style="color:#bf3a21;"> <strong>La sabbia nella clessidra</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&lt;&lt;</strong>Roberto salì le quattro rampe di scale che lo avrebbero portato all&#8217;aula 12, che era sì un&#8217;aula a parlamento ma di un parlamento da paese di gnomi, perchè i quattro ordini di banchi arcuati che si sovrapponevano fino quasi a toccare il tetto riempivano completamente quelli che non potevano essere più di trenta metri quadrati di spazio vivibile.<span id="more-186"></span> Meno male che si trattava di un insegnamento del quarto anno, altrimenti si sarebbe rischiata la disgrazia: per cento gasate matricole proprio non c&#8217;era spazio, ma per sedici laureandi quel luogo così intimo e confidenziale era l&#8217;ideale per approfondire le ultime conoscenze prima della laurea. <br />
La professoressa Alotta stava già spiegando e vide con fastidio la porta aprirsi ed il ritardatario sedersi non più agitato di tanto all’ultima fila di posti: evitò la romanzina per non perdere la concentrazione e continuò.<br />
<em>“Il maggio di Accettura è una festa arcaica, precristiana, che attiene alle radici enotrie, conie e lucane delle genti di Basilicata. Nella festa, che costituisce un eccellente scenario per la ricerca antropologica, ci sono ruoli precisi che vengono recitati con il massimo coinvolgimento da parte di tutti gli attori del rito. Fondamentale, poi, è il palcoscenico o meglio i palcoscenici sui quali viene portata a termine la complessa liturgia della festa stessa.<br />
Vediamo, nella diapositiva alle mie spalle il paese, il piccolo, suggestivo paese della Lucania, in cui ogni anno si ripete questo rito straordinariamente importante….”<br />
</em>La Alotta spiegava veramente bene e si accompagnava nella sua lezione con diapositive nitide ed appropriate che custodivano il valore aggiunto di quanto diceva: in alvuni momenti pareva di stare nel posto in cui i fatti venivano da lei descritti.<br />
Fu un’ora interessante in cui, cullati dalle parole dell’assistente, gli studenti fecero un lunghissimo viaggio mentale fino ad arrivare nel cuore dell’Appennino Lucano; lì seguirono pastori e contadini nel Bosco di Accettura, e vi tagliarono due enormi alberi, il maschio e la femmina; poi, sempre in compagnia di una folla di accetturesi festanti, seguirono i buoi che trascinavano gli alberi in paese e non persero neanche un momento del magico rito di accoppiamento dell’albero-maschio con l’albero-femmina per propiziare una stagione prospera e feconda.<br />
Le parole della professoressa facevano quasi apparire capimandriani, donne vestite a festa, bambini in attesa della scalata alla’lbero della cuccagna, vecchi ossuti e bianchi seduti su consunte panche davanti ai bar ed ai giardinetti: fu una lezione veramente memorabile. (p.p. 27-28 )</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Raffaele Pinto</strong> (1968 ) è nato a Taranto, ma vive da sempre in Basilicata, a Scanzano Jonico (MT), dove insegna Lettere nelle scuole medie. Dopo la laurea, si è perfezionato e specializzato presso le Università di Bari, Roma e Ferrara.<br />
Autore di studi storici (dei quali il più noto è “Il passaggio degli Ebrei in Basilicata”) ed apprezzato conferenziere, con “La sabbia nella clessidra” è alla sua terza opera letteraria, dopo due pregevoli laori nel 2003 e nel 2007.<br />
Con la sua opera prima “Il padrone della montagna” ha vinto il Premio A.C.S.I. Versilia 2005.<br />
Socio di alcune prestigiose istituzioni culturali regionali e nazionali, collabora con diverse pubblicazioni periodiche.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Raffaele Pinto, La sabbia nella clessidra, (con prefazione di Antonio Rondinelli, interfazione di Pasquale Critone, postfazione di Michele Pinto), Archivia 2008</strong></p>
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		<title>L&#8217;editoria lucana alla Fiera del Libro di Torino</title>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 12:29:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quattro le case editrici ospiti: CalicEditori, Altrimedia Edizioni, Osanna Edizioni e La Biblioteca di Tolbà

Torino - Inuagurata oggi al Lingotto &#8220;La Fiera Internazionale del Libro&#8221;, la vetrina più importante per l&#8217;editoria italiana, che ha come paese ospite l&#8217;Israele, e come tema di questa edizione una domanda tratta dall&#8217;«Idiota»: ci salverà la bellezza? La manifestazione ospita per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>Quattro le case editrici ospiti: CalicEditori, Altrimedia Edizioni, Osanna Edizioni e La Biblioteca di Tolbà<br />
</strong><a href="http://lucaniart.files.wordpress.com/2008/05/logo_fiera-libro.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-185" src="http://lucaniart.files.wordpress.com/2008/05/logo_fiera-libro.gif?w=230&h=87" alt="" width="230" height="87" /></a><strong><br />
Torino</strong> - Inuagurata oggi al Lingotto &#8220;La Fiera Internazionale del Libro&#8221;, la vetrina più importante per l&#8217;editoria italiana, che ha come paese ospite l&#8217;Israele, e come tema di questa edizione una domanda tratta dall&#8217;«Idiota»: ci salverà la bellezza?<span id="more-183"></span> La manifestazione ospita per il secondo anno consecutivo, grazie al consiglio regionale della Basilicata, anche quattro distinte realtà dell&#8217;edotoria lucana presso il <strong>Padiglione 3 Stand T76</strong> : CalicEditori, AltrimediaEdizioni, Osanna Edizioni e La Biblioteca di Tolbà. Un&#8217;occasione preziosa per acquisire maggiore visibilità e per esporre le proprie pubblicazioni, spesso poco note a livello nazionale. Inoltre sabato alle ore 17 ci sarà un incontro dal titolo &#8220;Cinema Basilicata&#8221; , una selezione di cortometraggi del Potenza Film Festivale e dell&#8217;Atelier del Cinema di Potenza a cui parteciperanno Maria Antezza e Adriana Bruno.</p>
<p style="clear:both;text-align:justify;">La <strong>CalicEditori </strong>nasce nel 1992 da un&#8217;idea del suo fondatore: Nino Calice, con la collaborazione di un gruppo di intellettuali, riunitisi qualche anno prima per la costituzione del Centro Annali per una storia sociale della Basilicata. Nel solco di quella tradizione la CalicEditori si orienta verso la ricerca di quelle che sono state le linee di pensiero essenziali per la formazione di una comune identità originaria del Mezzogiorno. Ecco quindi nascere le specifiche Collane, come la Piccola Biblioteca Meridionalista che comprende i classici del meridionalismo ; o come la Collana Le Mimose, dedicata alla cultura e alle esperienze delle donne, con i dibattiti a più voci di alcune delle protagoniste delle vicende del Femminismo; o come le Collane Nuovo Mezzogiorno e Qualitalia, dedicate alle problematiche dell&#8217;Italia e del Sud, nelle trasformazioni politiche, sociali, ed economiche nella fase di transizione che va dalla seconda metà del secolo scorso ad oggi.</p>
<p class="contenutocasa" style="clear:both;text-align:justify;">La <strong>Osanna Edizioni</strong> nasce agli inizi degli anni Ottanta, con l&#8217;ambizione di creare una &#8220;ideale biblioteca&#8221; - libri non provvisori, ma destinati a &#8220;fare catalogo&#8221; - e con un progetto culturale di sicuro spessore scientifico, che tende a mediare antico e moderno, in un alternarsi di preziosi recuperi e nuove proposte. La Casa Editrice , ormai punto di riferimento per intellettuali, scrittori e studiosi, si sono andate qualificando in modo particolare per l&#8217;attività svolta nella saggistica oraziana, storica, meridionalistica, coniugando la scrupolosità artigianale della progettazione alle raffinatezze della tecnologia più moderna.</p>
<p class="contenutocasa" style="clear:both;text-align:justify;">Dal 1992 <strong>La Biblioteca di Tolbà</strong> si finazia attraverso la pubblicazione di libri di favole tradotte in molte lingue, per raggiungere il duplice scopo di cercare di diffondere le culture “altre” come portatrici di valore e di arricchimento alla nostra cultura e di sensibilizzare i lettori su progetti di sostegno e di cooperazione in Paesi che necessitano di cooperazione per lo sviluppo. Tutte le pubblicazioni sono il risultato di una catena di solidarietà che si attiva fra illustratori, traduttori, grafici, musicisti, professori universitari esperti della pedagogia multi culturale, stranieri desiderosi di comunicare la propria cultura e le proprie tradizioni.</p>
<p class="contenutocasa" style="clear:both;text-align:justify;"><strong>Atrimedia Edizioni</strong>, giovane realtà editoriale matera, pubblica opere che spaziano dalla saggistica alla poesia, con particolare attenzione ai giovai talenti e alle promesse della letteratura.Infatti le collane più importanti sono : i poeti, i narratori , i saggisti. Quando la scrittura tiene anche conto della salvaguardia del patrimonio culturale.</p>
<p style="clear:both;">fonte <a href="http://www.artepress.it/">http://www.artepress.it/</a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lucaniart.wordpress.com/183/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lucaniart.wordpress.com/183/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucaniart.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucaniart.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucaniart.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucaniart.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucaniart.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucaniart.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucaniart.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucaniart.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucaniart.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucaniart.wordpress.com/183/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucaniart.wordpress.com&blog=2392081&post=183&subd=lucaniart&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Riconoscimenti allo scrittore Claudio Elliott</title>
		<link>http://lucaniart.wordpress.com/2008/05/10/riconoscimenti-allo-scrittore-claudio-elliott/</link>
		<comments>http://lucaniart.wordpress.com/2008/05/10/riconoscimenti-allo-scrittore-claudio-elliott/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 07:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucaniart</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il romanzo per ragazzi Il barcone della speranza (Editrice Raffaello, Ancona) ha vinto il 1° Premio della Giuria dei Ragazzi e ha ottenuto una Menzione d&#8217;onore al Premio Nazionale di Letteratura per l&#8217;infanzia &#8220;Mariele Ventre&#8221; di Potenza (nella giuria il prof. Livio Sossi dell&#8217; Università di Udine  e il prof. Daniele Giancane dell&#8217; Univiversità di Bari).
Lorenza Colicigno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Il romanzo per ragazzi <a href="http://www.raffaelloeditrice.it/scheda.asp?lib=394&amp;gid=1&amp;sid=3&amp;cid=3&amp;lid=27" target="_blank">Il barcone della speranza</a> (Editrice Raffaello, Ancona) ha vinto il <strong>1° Premio della Giuria dei Ragazzi</strong> e ha ottenuto una Menzione d&#8217;onore al <strong>Premio Nazionale di Letteratura per l&#8217;infanzia &#8220;Mariele Ventre&#8221;</strong> di Potenza (nella giuria il prof. Livio Sossi dell&#8217; Università di Udine  e il prof. Daniele Giancane dell&#8217; Univiversità di Bari).<span id="more-182"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Lorenza Colicigno e Luciana Gallo presenteranno il suo recente romanzo <strong>&#8220;La grande Caccia al dinosauro</strong> <strong>viola</strong>&#8221; presso i locali della Scuola Media &#8220;Sinisgalli&#8221; di Potenza, mercoledì 14 maggio alle ore 17,00.<br />
L&#8217;ingresso è gratuito.</p>
<p style="text-align:justify;">(i nostri complimenti a Claudio)</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lucaniart.wordpress.com/182/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lucaniart.wordpress.com/182/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucaniart.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucaniart.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucaniart.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucaniart.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucaniart.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucaniart.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucaniart.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucaniart.wordpress.com/182/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucaniart.wordpress.com/182/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucaniart.wordpress.com/182/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucaniart.wordpress.com&blog=2392081&post=182&subd=lucaniart&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>I prossimi appuntamenti di Giuseppe Lupo in Basilicata</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 17:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Segnalo di seguito agli affezionati di LucaniArt i prossimi appuntamenti di Giuseppe Lupo nel sud Italia. Lo scrittore Lucano incontrerà i lettori per la presentazione del suo ultimo romanzo La carovana Zanardelli (Marsilio 2008) il 17 a Potenza, il 18 a Stigliano, il 19 a Moliterno, il 20 a Rionero in Vulture, il 21 a Roma, il 22 a Tramutola, il 23 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Segnalo di seguito agli affezionati di LucaniArt i prossimi appuntamenti di Giuseppe Lupo nel sud Italia. Lo scrittore Lucano incontrerà i lettori per la presentazione del suo ultimo romanzo <a href="//lucaniart.wordpress.com/2008/04/03/la-carovana-zanardelli-di-giuseppe-lupo/" target="_self">La carovana Zanardelli </a>(Marsilio 2008) il 17 a <strong>Potenza</strong>, il 18 a <strong>Stigliano</strong>, il 19 a <strong>Moliterno</strong>, il 20 a <strong>Rionero in Vulture</strong>, il 21 a <strong>Roma</strong>, il 22 a <strong>Tramutola</strong>, il 23 a <strong>Salerno</strong> e il 24 a <strong>Montalbano Jonico</strong>.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lucaniart.wordpress.com/146/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lucaniart.wordpress.com/146/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucaniart.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucaniart.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucaniart.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucaniart.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucaniart.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucaniart.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucaniart.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucaniart.wordpress.com/146/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucaniart.wordpress.com/146/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucaniart.wordpress.com/146/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucaniart.wordpress.com&blog=2392081&post=146&subd=lucaniart&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Volti lucani nella fotografia di Dario Caruso</title>
		<link>http://lucaniart.wordpress.com/2008/05/06/volti-lucani-nella-fotografia-di-dario-caruso/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 11:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucaniart</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Volti lucani - Chiaromonte, incoronazione della Madonna (3)
fotografia di Dario Caruso
       ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://lucaniart.files.wordpress.com/2008/04/060820_31_chiaromonte_incoronazione_madonna_3.jpg"></a><img class="alignnone size-full wp-image-169 aligncenter" src="http://lucaniart.files.wordpress.com/2008/04/060820_31_chiaromonte_incoronazione_madonna_3.jpg?w=400&h=393" alt="" width="400" height="393" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:7.5pt;color:#000000;font-family:Verdana;">Volti lucani - Chiaromonte, incoronazione della Madonna (3)<br />
fotografia di Dario Caruso</span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lucaniart.wordpress.com/168/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lucaniart.wordpress.com/168/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lucaniart.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lucaniart.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lucaniart.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lucaniart.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lucaniart.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lucaniart.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lucaniart.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lucaniart.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lucaniart.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lucaniart.wordpress.com/168/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lucaniart.wordpress.com&blog=2392081&post=168&subd=lucaniart&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La curva della notte di Andrea Di Consoli</title>
		<link>http://lucaniart.wordpress.com/2008/05/01/la-curva-della-notte-di-andrea-di-consoli-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2008 20:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
		
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Andrea Di Consoli, La curva della notte, Rizzoli, aprile 2008

La scrittura di Andrea Di Consoli viene da lontano, dalla poesia, dalla memoria, dell’inconscio, dalle radici. E’ costellata da barlumi di verità e da illuminazioni che percorrono in accensioni istantanee le sue storie di vita - comuni, “sbagliate”, di provincia - dove i personaggi sono uomini e donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"> <a href="//giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788817021685')"><img src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copt13.asp?f=9788817021685" border="0" alt="La curva della notte" width="80" /></a><br />
<strong>Andrea Di Consoli, La curva della notte, Rizzoli, aprile 2008<br />
</strong><br />
La scrittura di <a href="http://lucaniart.wordpress.com/2008/04/09/esce-nelle-librerie-un-nuovo-romanzo-di-andrea-di-consoli/" target="_blank">Andrea Di Consoli</a> viene da lontano, dalla poesia, dalla memoria, dell’inconscio, dalle radici. E’ costellata da barlumi di verità e da illuminazioni che percorrono in accensioni istantanee le sue storie di vita - comuni, “sbagliate”, di provincia - dove i personaggi sono uomini e donne carnefici e vittime &#8220;innocenti&#8221; di se stessi, di un destino che sovrasta le loro stessa volontà.<span id="more-178"></span> Questo nuovo romanzo di Andrea Di Consoli, <strong>La curva della notte</strong> (2008), racconta una storia spietata, senza scampo, che non lascia spazio alle mezze misure, che spalanca voragini da cui non è possibile restare fuori, né estraniarsi. E allora sotto questa spinta radicale ed estrema, non ci si può che arrendere alla “causalità del male”, addentrandosi nei meandri inconfessati della solitudine e della disperazione dei personaggi. Quella di Teseo, il protagonista del romanzo, un ex-ferroviere taciturno del sud, adesso proprietario del Byron un locale alla moda di una piccola cittadina di periferia in riva al mare. Un uomo separato due volte con una figlia, personaggi che “esistevano nel mondo, ma non abitavano più in me” e una miriade di relazioni fugaci, torbide, senza importanza “sapevo da sempre che l’amore è la porta d’ingresso al nostro inferno personale”.<br />
Un romanzo dall’introspezione psicologica, in cui l’io narrante è sempre sull’orlo di un precipizio ineluttabile: un uomo fragile, solo, insicuro, introverso, con due matrimoni falliti alle spalle e una vita sregolata, che Andrea Di Consoli racconta abbandonandosi a un flusso interiore fatto di affermazioni crude e dirette di quello che si è, di una condizione esistenziale dai “limiti” amari, in cui corpo e anima si flettono nello smarrimento, in un groviglio di sofferenze e angosce che hanno il sentore di una “condanna a morte” che paralizza tutti gli organi del corpo. Un dolore kafkiano, dove la metamorfosi si compie nell’abbrutimento e nella deformazione grumosa e statica del corpo.<br />
Ne emerge il ritratto di un uomo che non appartiene più a nessuno se non alla sua interiorità. Il prevalere dell’inconscio sulla volontà cosciente.<br />
Teseo parla, si muove, cammina, fuma schiacciato dalla follia, dagli incubi, dalle ossessioni che gli offuscano la vista in un’esplosione di rabbia, odio e gelosia per l’amico d’infanzia, Rocco, che lo ha “tradito” con la madre. Un impervio intreccio psicologico di persone costrette a vivere, come in una trappola oscura, a stretto contatto tra loro.<br />
E così dopo vent’anni dalla morte, del suo non più giovane amico e rivale, si paventa tra le righe una salvezza solamente lambita e pregustata, che non arriva: il male interiore si aggrava di voci e di sensi colpa “Dentro di me c’erano, vivi di una dannazione, due morti: Rocco e mia madre –e me li sentivo nella pancia” e ancora “non m’era mia capitato di sentirmi così estraneo a me stesso, così privo di orientamento (…) ero immerso, senza scampo, in pensieri che non mi appartenevano, in una spirale di colpe, e di voci che mi davano la sensazione di avere due mani strette alla gola”.<br />
Ne segue un torbido e disperato intreccio di amore-odio-passione tra Teseo e la giovane vedova di Rocco, Iole, entrambi annientati da se stessi, dalla disperazione e dalla follia, dai sensi di colpa che si annidano sul fondo e non si estirpano, non si placano né nella condivisione, nè nella violenta lacerazione della carne. Quelli di Andrea Di Consoli sono personaggi che restano chiusi e vittime di se stessi, che percorrono un “cosciente” viaggio al termine della notte (a voler utilizzare in prestito un’espressione di Celine). Al termine di quella curva interiore e metaforica, che attende prima o poi ogni uomo e oltre la quale non resta altro che un sacco sgonfio, la pallida sagoma di un uomo che muore, sotto il peso <em>degli scarponi di due soldati tedeschi</em> che gli schiacciano il petto, mentre tutt’intorno la vita scorre, senza che nessuno veda, si accorga, sappia. E’ il compiersi di quel senso del disfacimento, della morte temuta e al tempo stesso attesa, sperata, desiderata, come condizione di stasi, di fine e quiete. Andrea Di Consoli, non è mai regista dei suoi personaggi, non li con-duce dall’esterno, ma muove dall’interno, spingendo sotto i pori della pelle e degli occhi. E’ per questo che considero la sua scrittura porosa e assorbente. Permeabile come una spugna, che lascia respiro soltanto nella scansione dei brevi capitoli intervallati da richiami di memorie, i <em>“ricordi lontani”</em> e da anticipazioni-prolettiche sull’ <em>“uomo che muore”</em>, tamburate in un ritmo forte/piano che scorre parallelo alla storia. Una storia dalla scrittura potente, appassionata e che resta.<br />
<em><br />
Maria Pina Ciancio, 28 aprile 2008</em></p>
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		<title>Due concorsi di poesia a Valsinni e Tursi</title>
		<link>http://lucaniart.wordpress.com/2008/05/01/due-concorsi-di-poesia-a-valsinni-e-tursi/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2008 12:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucaniart</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<category><![CDATA[basilicata]]></category>

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		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione Culturale ONLUS &#8220;Magna Grecia Lucana&#8221; di Torino
organizza due concorsi di poesia
 Isabella Morra &#38; Albino Pierro


Concorso di poesia in lingua italiana dedicato ad Isabella MORRA, poetessa lucana del &#8216;500 
-Termine di scadenza per la presentazione delle opere: 31/05/2008
-Luogo e Data della Premiazione: Valsinni, 13/08/2008.




Concorso di poesia in lingua dialettale dedicato ad Albino PIERRO, poeta dialettale lucano del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="center"><strong>L&#8217;Associazione Culturale ONLUS &#8220;Magna Grecia Lucana&#8221; di Torino</strong><br />
<em>organizza due concorsi di poesia</em><br />
 <strong>Isabella Morra</strong> &amp; <strong>Albino Pierro</strong></p>
<ul>
<li>
<div style="text-align:justify;">Concorso di poesia in lingua italiana dedicato ad <strong>Isabella MORRA</strong>, poetessa lucana del &#8216;500<span id="more-150"></span> <br />
-Termine di scadenza per la presentazione delle opere: 31/05/2008<br />
-Luogo e Data della Premiazione: Valsinni, 13/08/2008.</div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div style="text-align:justify;">Concorso di poesia in lingua dialettale dedicato ad <strong>Albino PIERRO</strong>, poeta dialettale lucano del &#8216;900<br />
-Termine di scadenza per la presentazione delle opere: 31/05/2008<br />
-Luogo e Data della Premiazione: Tursi, 21/08/2008</div>
</li>
</ul>
<pre>Per dettagli e maggiori informazioni, vedere allegati
<a href="http://www.montescaglioso.net/files/INVITO-BANDO-CONCORSO-PIERRO-TURSI-2008-4°-Ediz_.pdf">INVITO-BANDO-CONCORSO-PIERRO-TURSI-2008-4°-Ediz_.pdf</a>
<a href="http://www.montescaglioso.net/files/Invito-Regolamento-Concorso-Morra-Valsinni-2008-3°-Ediz_.pdf">Invito-Regolamento-Concorso-Morra-Valsinni-2008-3°-Ediz_.pdf</a></pre>
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		<title>Un estratto dall&#8217;ultimo romanzo di Andrea Di Consoli</title>
		<link>http://lucaniart.wordpress.com/2008/04/29/la-curva-della-notte-di-andrea-di-consoli/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 10:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
:: un estratto da La curva della notte
Certe volte mi domandavo cosa rimanesse da fare a un uomo -me lo domandavo standomene seduto da solo al Byron, tra l&#8217;indifferenza dei clienti -alla fine dei suoi sentimenti; alla fine di tutto, quando non si crede più ai ricordi, alle nostalgie, ai sogni. Quando si è nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="display:block;text-align:center;margin:0 auto 10px;" src="http://img120.imageshack.us/img120/3386/arc33jv8.jpg" alt="George Frederic Watts, After the deluge" width="271" height="135" /></p>
<p style="text-align:center;">:: un estratto da <a href="http://lucaniart.wordpress.com/2008/04/09/esce-nelle-librerie-un-nuovo-romanzo-di-andrea-di-consoli/">La curva della notte</a></p>
<p style="text-align:justify;">Certe volte mi domandavo cosa rimanesse da fare a un uomo -me lo domandavo standomene seduto da solo al <em>Byron</em>, tra l&#8217;indifferenza dei clienti -alla fine dei suoi sentimenti; alla fine di tutto, quando non si crede più ai ricordi, alle nostalgie, ai sogni. Quando si è nel deserto. Mi domandavo cosa rimanesse da fare a un uomo adulto, dopo aver vissuto e provato.<span id="more-165"></span><br />
&#8220;La maturità è affinare lo sguardo&#8221; mi dicevo, &#8220;cogliere sfumature nascoste&#8221;; ma sentivo che a furia di affinare lo sguardo era come se avessi perso, ogni giorno di più, la capacità di vedere le cose per quello che erano. La città in cui vivevo, per esempio, me la immaginavo come una sperduta stazione di servizio ai bordi di un mare pieno di fiori. Anche le ragazze che venivano al <em>Byron</em> non potevo fare a meno di vederle con uno sguardo stanco e profondo; e quanto più erano ben pettinate e ben vestite e ben truccate, tanto più me le immaginavo sorridenti in una carcassa di organi caldi e deperibili, imprigionate in un corpo di bisogni vergognosi -se mi fissavo anche sul corpo della più sofisticata ragazza della mia città, dopo un pò sentivo di averla degradata ai livelli più bassi della caducità umana.<br />
Forse, più semplicemente si era imadronita di me la stanchezza della maturità; eppure sentivo che anche così fermo, anche così indifferente, era sempre vivo in me un impulso d&#8217;amore violento per le cose del mondo.<br />
Avevo tutto il diritto di dire, a quel punto, e per tutte le cose che avevo fatto: &#8220;Ieri è stato il miglior tempo della mia vita&#8221;. Invece non lo dicevo, nè pensavo che il futuro mi avrebbe schiuso nuovi sentimenti. Mi era indifferente la distanza dei tempi e dei posti. Il mondo mi sembrava piccolissimo, un piccolo borgo di gente tutta uguale, mentre il passato era sempre più vicino, come un&#8217;ombra. Era come se con il trascorrere degli anni il meccanismo della memoria avesse compresso, per raccoglierli meglio, tutti i ricordi della vita, rendendoli vicini e insopportabili -piccolissimi sputi.<br />
<em>(capitolo Sedici, pp. 46-47)</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Andrea Di Consoli, La curva della notte, Rizzoli 2008</strong></p>
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