Il saggio storico di Pino Aprile è qualcosa di più di una rielaborazione della storia del Sud: è una ribellione culturale ad un passato di crimini e violenze, tenuto segreto a scapito dei vinti, dei soggiogati dal Risorgimento. “Terroni” svela una storia taciuta, fatta di mire espansionistiche, speculazioni, intrighi, subita dal popolo meridionale.
Già dall’incipit si capisce come il libro, divenuto un vero best seller, con quattordici ristampe da maggio ad oggi, non sia una semplice cronaca degli eventi dell’Unità italiana, ma un caposaldo della nuova pubblicistica sulla Questione Meridionale. Subito, senza tentennamenti, Pino Aprile evoca immagini crude:
“Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto. Ma tante volte, per anni. E cancellarono per sempre molti paesi, in operazioni “anti-terrorismo”, come i marines in Iraq. Non sapevo che, nelle rappresaglie, si concessero libertà di stupro sulle donne meridionali, come nei Balcani, durante il conflitto etnico…”
L’apertura del libro è un crescendo emotivo che coinvolge e stordisce. Leggi il seguito di questo post »










