A uno spazio solare di festa di Michele Brancale


23.
A uno spazio solare di festa
si lasciavano andare apparendo
e sparendo i bambini nascosti
nelle sporti. Ma io avevo paura
che mi portassero via, lontano,
per punirmi del dispetto e del broncio
rivolto agli adulti. Era la gelosia,
però, dei piccoli, a insinuare
il pericolo del male, la pietra
gettata sugli occhi per invidia.
La piccola traccia di sangue stava
rappresa sul grembiule dei grandi:
subito correvano a raccoglierti
e quella protezione ti salvava.

Il rancore poteva -può- finire
così. Poi, appoggiati alla ringhiera,
aspettavamo che la luna uscisse
dalla Piazzetta, sul colle di fronte.
E sognavo -chissà perchè- le insegne
luminose dei bar, i sacchi di caffè.

da “La fontana d’acciaio” di Michele Brancale, Ed. Polistampa, 2007

aricolo correlato
https://lucaniart.wordpress.com/2008/10/04/la-fontana-dacciaio-di-michele-brancale/

2 risposte a “A uno spazio solare di festa di Michele Brancale

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