Il clochard di Nicola Amato

 
Clochard. Basta la parola per far emergere una miriade di ricordi letterari, d’arte, di cultura. Emerge così una ricchezza straordinaria di impressioni, di sentimenti mescolati a sotterranea ammirazione, ansie, pene e timori per il mondo sconosciuto, irraggiungibile e composito di questi funamboli della vita, in bilico tra l’essere e il non essere, tra l’esistere e l’essere invisibili.

Secondo l’articolo 270 del Codice penale francese, “i vagabondi”, coloro che non hanno un domicilio, né mezzi di sussistenza e non esercitano un mestiere”, sono dei clochard, deboli, ovvero coloro che, secondo l’etimologia, camminano “à cloche-pied”.

Vi sono molte possibili cause che possono portare alla perdita della casa. Un grosso problema sociale è rappresentato dai classici ex detenuti: molto spesso le persone appena uscite dal carcere non trovano lavoro, hanno pochi soldi e nessun luogo dove andare.
Ed è su quest’ultimo dramma sociale che induce una moltitudine di individui ad abbracciare una vita da clochard, che questo romanzo intende soffermarsi.

Le difficoltà della vita spesso ci portano a fare delle scelte drastiche. Decisioni che mai avremmo preso in una situazione normale di vita quotidiana. Sono di quegli eventi che pensiamo capitano solo agli altri e mai a noi stessi, come se noi ne fossimo immuni. Eventi che, al di là della loro essenza di precarietà fisica e mentale, fanno proprio delle difficoltà di vita un’esaltazione dei valori umani e della vita. Ma la vita è fatta di sconfitte e rivincite in un loop continuo: si cade e ci si rialza, e così via.

Questo romanzo è strutturato in quattro parti: la caduta, vita da barbone, il riscatto, la riabilitazione sociale. Proprio come le vicende della vita, capita a chiunque di cadere, magari per delle scelte di vita sbagliate, oppure incorrere in errori e disavventure di cui si è costretti poi a pagarne le conseguenze con un’esistenza fatta a rincorrere i propri errori. Ma arriva poi il momento che, una volta ritrovato se stessi e metabolizzato i propri errori, avviene il riscatto umano e ci si riappropria di quei valori che sembravano perduti perché gli occhi dell’anima erano bendati da falsi miti.

E’ la storia di un manager di successo che, accecato dal potere e dal dio denaro, pone in ultimo piano il risvolto umano della vita. Commette degli errori fatali e la vita gli si rivolta contro. Forse un po’ troppo. Affronta perciò un’esistenza da barbone, fatta di lotta per la sopravvivenza e di stenti, ma molto importante dal punto di vista umano e edificante per la sua crescita interiore. Un incontro importante ed alcuni colpi di scena lo conducono sulla via del riscatto sociale e della redenzione umana.

Nicola Amato, 44 anni, nato a Venosa (PZ), residente a Jerago con Orago (VA), è laureato in Ingegneria Informatica, ha conseguito poi una seconda laurea in Tecnologie della Comunicazione Audiovisiva e Multimediale. Frequenta successivamente il Corso di perfezionamento post laurea in Metodi e Tecniche della formazione in rete specializzandosi in Piattaforme tecnologiche per l´e-learning.
Lavora per conto della NATO occupandosi di CIS (Communications and Information System).
E´ docente universitario della materia “Scritture Segrete” nel corso di laurea in Scienze della Comunicazione presso l´università Insubria di Varese.
E´ relatore di numerose conferenze inerenti i sistemi di scrittura occulta e sicurezza informatica presso varie università italiane.
Autore di diversi articoli scientifici, ha scritto tre libri di cui, due saggi dai titoli “Piero Angela” (2005) e “La steganografia da Erodoto a Bin Laden” (2007) editi entrambi da Iuculano Editore di Pavia, ed un romanzo appena uscito dal titolo “Il clochard” edito da Il Melograno di Milano.
*
Una intervista di Morena Fanti a Nicola Amato potete leggerla qui:
http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/01/09/dalla-steganografia-alla-vita-di-strada-il-passo-e-la-scrittura/

2 risposte a “Il clochard di Nicola Amato

  1. Davvero un gran bel libro. L’autore tratta questo dramma sociale con sapiente maestria. Un libro sicuramente da consigliare.
    Sarebbe bello, inoltre, se i quattro ragazzi di Rimini che hanno dato fuoco al clochard lo leggessero.

    Mi piace

  2. Pingback: La steganografia da Erodoto a Bin Laden di Nicola Amato « LucaniArt Magazine·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...