SCRITTORI & SCRITTURA – Incontro con Antonella Pizzo [13]

Viaggio dentro i ‘paesaggi interiori’ di 20 scrittori italiani
(rubrica settimanale a cura di M.P. Ciancio – XIII appuntamento)

pizzoa

Scrivere è un atto solitario, intimo e privato. Ci vuoi raccontare che senso ha per te la parola scritta e come vivi il rapporto della scrittura con l’altro e con il mondo esterno?

Questa settimana, sarà in nostra compagnia, per il dibattito sulla scrittura, Antonella Pizzo:

Non volevo scrivere poesie, non dico Poesia ma genericamente poesie, mi sono trovata per caso e mio malgrado, qualche anno fa, a scrivere versi, è un qualcosa che non mi apparteneva (e non so se ora mi appartiene), un qualcosa che mi era estraneo, infatti non ho mai scritto nulla durante l’adolescenza e neppure dopo.

Può essere che, prima o poi, tutto questo così come è cominciato finirà. Per caso, per sfinimento, per stanchezza, per distrazione, per negligenza, perché la poesia si sentirà trascurata, per esaurimento della vena. Cominciò che mi alzavo di notte per scrivere i versi che mi nascevano ben formati in testa, le poesie ben fatte, io stessa me ne meravigliavo, era la poesia che, come un’entità dotata di una sua propria volontà, premeva per venire alla luce, come un parto, come un figlio.

Per questo dico che è stata lei a cercarmi e non io a cercare lei. Non la conoscevo, non si può cercare e amare chi non si conosce. Ma forse lei conosceva me e mi amava, per questo è venuta a trovarmi, a raccontarsi e a raccontarmi. Così io ora la ospito, ospite inattesa, generosa, benevola, la coccolo, la assecondo, la tratto bene, spero che non mi lasci mai perché mi fa compagnia, da lei imparo, a volte mi fa ridere, è ironica, spiritosa, allegra, giocherellona, altre volte dice cose terribili, si butta sul tragico, grida, incide, segna, scava nel profondo, pesca nel torbido, altre volte canta, si dispone in endecasillabi, in quartine, terzine, sonetti, stanze, strofe, altre volte ancora si spezza, si rompe, si libera, si innalza, si toglie le catene, si libra, e io con lei.

Nella mia casa vecchia, nella mia stanza
antica scrivo forse di me
scrivo nella tastiera uso due dita
il terzo dito e l’occhio dentro
lo svolto e lo rivolgo al mondo
alle previsioni del tempo, di un tempo
unico, il mio assieme a quello
che agli altri appartiene
in questo secolo tutto tondo
che iniziò con molti zero
e poi finì quando l’uno
mi si appiccicò davanti e mi cambiò
tempo di torri e di sciacquette
tempo di macerie di miss italia
di sbarchi e missili
di muri e pianti
spazi ristretti fra muro e muro
quando i vicini fecero la strage
quando ammaniti scrisse del comando
quando il commando fece l’irruzione
e si divisero le ossa del maiale.
La mitraglietta sputa e sangue
spande e mi riprende il verso
lì dove ieri lo lasciai a marcire

[novembre 2008]

NOTA
Antonella Pizzo è nata a Palazzolo Acreide nel 1954 e vive a Ragusa.
Ha pubblicato il romanzo “Di rosso smunto” , Prospettiva Editrice, 2004;
Le sillogi in dialetto siciliano “Strati” (menzione speciale premio Montalbano Elicona e Città di Marineo) “E su paroli nuovi” 2004 (premio speciale Helikon, 2° classificato premio Poesia @ Rete)“Comu ‘n ciumi lientu” (2° classificato Trofeo Centro Studi Popolari Turiddu Bella);
Le raccolte di versi in lingua:
“Fra poco l’autunno” – Kult Virtul Press, 2004
“A forza fui precipizio” Lietocolle, 2005 (Primo Premio Simone Cavarra, 2007 – 3° Class. Premio Giuseppe Sunseri).
“Catasto ed altra specie” Fara Editore, 2006 (premiato al premio Acaja 2006 presidente della giuria Giorgio Barberi Squarotti). L’e book I morti non sono nervosi, Feaci Edizioni, 2007. Partenope per Collana di inediti di Biagio Cepollaro.
In stasi irregolare”, 2007 – Raccolta vincitrice del Premio Giorgi 2007- Le voci della luna.
Sue poesie sono state pubblicate in riviste e rubriche on-line.
Fondatrice del blog letterario “Viadellebelledonne”.
Sito personale: “Letture e scritture” (e noticine di una finta critica)

(foto in alto, Antonella Pizzo)

17 risposte a “SCRITTORI & SCRITTURA – Incontro con Antonella Pizzo [13]

  1. Come per Neruda, la poesia “è stata lei a cercarmi”. L’atteggiamento nei suoi confronti è qui rispettoso e disincantato (“Può essere che, prima o poi, tutto questo così come è cominciato finirà”); in realtà Antonella Pizzo ne è inebriata, sa di non poter congedare quest’ “ospite inattesa”, sa che la poesia è anche terapia, può salvare la vita.

    Un caro saluto

    Antonio

    Mi piace

  2. Mi piace molto questo apparente disincanto, di Antonella, nei confronti della propria scrittura, la poesia, che quasi le sembra sentire “estranea”, abitudine nascosta, cominciata “per caso” misterioso, improvvisa ed imprevista chiamata tardiva, notturna, poco volentieri assecondata all’inizio; ne ipotizza
    persino l’eventualità che, per caso, un giorno, ugualmante potrebbe anche abbandonarla “per esaurimento della vena”. Ma “caso” può voler dire anche “destino”, e quando “l’occhio dentro” è rivolto al mondo…è molto difficile che quell’ospite inattesa, che “si toglie” e toglie “le catene”, possa scomparire, d’un tratto, per negligenza, e il verso essere ancora lasciato “a marcire”. Per sua e nostra fortuna.
    Grazie, Antonella. Complimenti per tutto quello che fai; e per come lo fai.

    Un caro saluto.
    francesco

    Mi piace

  3. beh scrittura di poesia alta e raffinata per la nostra di cui, coincidenze estravaganti, ho proprio ora sistemato il file con suo testo completo di mio ex libris! bello ritrovare nella bellissima serie degli incontri curati dalla carissima maria pina Autrici così care da aver avuto la forza di condividere un progetto che ha follia ideativa! eppure senza i folli sai che noia! in fondo anche lei, antonella, un po’ di follia ne ha, altrimenti potrebbe scrivere?

    Mi piace

  4. E’ vero Antonella certe volte non si sa proprio da dove ci arrivino le parole ma è una sensazione bellissima perchè ti senti vibrare dentro tuttta la vita vissuta fino a quel momento. Mi ha molto coinvolta questa tua dichiarazione quasi come mi coinvolge la tua poesia. Un abbraccio a te e un saluto a Maria Pina.

    Mi piace

  5. la poesia è vero, a volte arriva, inaspettata. ma va anche “coccolata”, abbracciata, incontrata.
    sono sicuro che Antonella non aspetta solo l’ispirazione, ma insegue i versi dei poeti perchè ammaliata…
    un fraterno abbraccio ad Antonella amica lontana e vicina e a tutti voi.
    roberto

    Mi piace

  6. la poesia o… l’altra, tutte le altre me stessa, tutti gli altri che mi sono entrati usciti e rientrati in corpo come anni luoghi oggetti persone catastrofi e avvenimenti in festa,intenzioni e tensioni ,mistero e im-pre-vedibilità.Scrivere mettendo in riga le parole, allineandole come in squadre di legionari o di ragioni penso serva solo a dare ordine a ciò che irrompe e che la mente sceglie di governare. Terzine quartine endecasillabi sciolti o legati…baciati dalla grazia dell’ospitalità sono solo metodi dell’accoglienza,credo che in tutto resti, come una spina conficcata nella polpa di qualcosa che ci resta, fortunatamente, oltre, ampiamente eccedente, solo l’indizio, il primo sobbalzo cui far seguire il nostro movimento costi quel che costi. Mi pare sia questo ciò che esce anche dalle righe di Antonella.ferni

    Mi piace

  7. Antonio non sapevo di Neruda, giuro non lo sapevo, così ho fatto delle ricerche su google ed ho trovato, accidenti, allora è vero che tutto è stato detto. e che è la poesia che cerca, è stato proprio così, come descrive Neruda, è stata la poesia a cercarmi. un caro a te saluto antonella

    LA POESIA

    E fu a quell’età… Venne la poesia
    a cercarmi. Non so, non so da dove
    uscì, da quale inverno o fiume.
    Non so come né quando,
    no, non erano voci, non erano
    parole, né silenzio,
    ma da una strada mi chiamava,
    dai rami della notte,
    all’improvviso tra gli altri,
    tra fuochi violenti
    o mentre rincasavo solo,
    era lì senza volto
    e mi toccava.

    lo non sapevo che cosa dire, la mia bocca
    non sapeva
    chiamare per nome,
    i miei occhi erano ciechi,
    e qualcosa pulsava nella mia anima,
    febbre o ali perdute,
    e mi formai da solo,
    decifrando
    quella bruciatura,
    e scrissi il primo verso vago,
    vago, senza corpo, pura
    sciocchezza,
    pura saggezza
    di colui che nulla sa,
    e vidi all’improwiso
    il cielo
    sgranato
    e aperto,
    pianeti,
    piantagioni palpitanti
    l’ombra trafitta,
    trivellata
    da frecce, fuoco e fiori
    la notte travolgente, l’universo.

    E io, minimo essere,
    ebbro del grande vuoto
    costellato,
    a somiglianza, a immagine
    del mistero,
    mi sentii parte pura
    dell’abisso,
    ruotai insieme alle stelle,
    il mio cuore si distese nel vento

    – Pablo Neruda –

    Mi piace

  8. Ciao Francesco, io metto in conto anche questo, che prima o poi finirò di scrivere versi, ho scritto forse un migliaio di poesie, così tante che me ne dimentico, che a volte le trovo nel pc e mi chiedo: ma questa l’ho scritta io? sì, credo che smetterò per disordine. un caro saluto a te antonella

    Mi piace

  9. Roberto un po’ di follia non guasta, la follia è il sale della vita, ma come il sale bisogna che sia dosata altrimenti i cibi risultano essere immangiabili e la vita invivibile. ciao e grazie anche per l’ex libris antonella

    Mi piace

  10. Caro caro Roberto red maltese dei miei giorni più belli :-))) come potrei dimenticarti?! resti sempre nel mio cuore. sì, simpatico, sei er più fratello!

    Mi piace

  11. Ferni poetessa di commenti, i tuoi commenti sono sempre in prosa poetica mi complimento e ti ringrazio per l’attenzione. così come ringrazio tutti per il tempo che mi avete dedicato. buona poesia. antonella

    Mi piace

  12. Antonella Pizzo coglie con leggerezza e ironia la poliedricità della scrittura, le diverse sfumature con cui ci rapportiamo ad essa, i mille volti in cui si manifesta. e lo fa con accoglimento e rispetto (sempre).

    “mi fa compagnia, da lei imparo, a volte mi fa ridere, è ironica, spiritosa, allegra, giocherellona, altre volte dice cose terribili, si butta sul tragico, grida, incide, segna, scava nel profondo, pesca nel torbido, altre volte canta, si dispone in endecasillabi, in quartine, terzine, sonetti, stanze, strofe, altre volte ancora si spezza, si rompe, si libera, si innalza, si toglie le catene, si libra, e io con lei”.

    *

    dopo due giori di lavoro massacranti, riesco finalmente a fermarmi e a prendere fiato. grazie Antonella della tua partcipazione, del tuo intervento e della tua simpatia (mi hai fatto sorridere con questo 14° commento) 🙂

    *

    grazie inoltre a tutti gli amici che sono intervenuti

    Mi piace

  13. MI PIACEREBBE SE POSSIBILE AVERE INDICAZIONI COME POTER ACQUISTARE IL LIBRO SULLA FAMIGLIA FILIZZOLA SCRITTO DA CELESTE PANSARDI E SALVATORE LOVOI. RINGRAZIANDOTI ANTICIPATAMENTE NE APPROFITTO PER MANDARTI TANTI SALUTI.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...