La vedova, il santo e il segreto del Pacchero estremo di Gaetano Cappelli

Esce il nuovo romanzo dell’autore di Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo (cinque edizioni), questa volta con un’ironica e sferzante incursione negli sfavillanti mondi dell’arte contemporanea e dell’alta gastronomia. Dario Villalta ha due grandi passioni nella vita: le vedove e i maestri del Rinascimento. Finito in una galleria d’arte milanese dov’è costretto a vendere opere contemporanee che disprezza incontrando inoltre grandi difficoltà nel reperire l’oggetto della sua stravagante passione amorosa, langue finché dal Sud arriva Vera Gallo, che è non solo una vedova devota, ma anche – parrebbe – proprietaria di una inestimabile scultura di santo di Mantegna. Vera sembra dunque in grado di appagare al massimo grado entrambe le passioni del gallerista; ma non è tutto oro quel che luccica, e avremo modo di accertarcene nella girandola di avvenimenti che si origina dalle ristrettezze in cui precipita la polputa vedova, ormai ridotta sul lastrico. Nel frattempo incontreremo una variopinta galleria di irresistibili personaggi, dal trance-psicanalista Aaron Kaminsky al padre di lui Shloime, mago e guaritore; dallo stravagante inventore Carmine Palomino alla languida pasticcera Ritarosa Latella; dall’oligarca russo Viktor Aleksandrovic Dudorov all’esuberante Maria Sofia Madrasca, chef misconosciuta benché detentrice del segreto del pacchero estremo.
Un romanzo ironico e sferzante che offre una impagabile occasione di sbirciare nei mondi parallelamente alla moda dell’arte contemporanea e degli chef stellati, allineando i colpi di scena con la verve leggera e lo spirito dissacrante a cui Gaetano Cappelli ci ha ormai abituati.

Gaetano Cappelli, La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo, Marsilio, 2008 pp. 244, euro 17

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8 risposte a “La vedova, il santo e il segreto del Pacchero estremo di Gaetano Cappelli

  1. Enzo il libro io l’ho letto e mi ha entusiasmato come pochi, piu’ vai avanti e piu’e’ avvincente .Ti diro’ mi diverte e mi intriga anche il fatto che ad essere oggetto di attenzione, contrariamente agli stereotipi, siano le vedove e su una di esse se ne leggono di belle……

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  2. E’ un tantino forte ma Cappelli è diventato pesante che sembra Busi, fa qualsiasi cosa per aver successo e a parte l’antipatia di un personaggio sempre più vanesio ed esibizionista il livello della sua scrittura è ormai precipitato in bassissimo, non ti sembra?

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  3. ho sempre sostenuto con questo blog (dal taglio inizialmente “lucano”) la necessità di uno spazio laboratoriale che consentisse confronto dialettico, critica costruttiva, conoscenza e crescita culturale (e umana) tra i partecipanti.

    A distanza di più di tre anni mi rendo conto però che la Basilicata è uno zoccolo veramente duro da scalfire (permane individualismo, sindrome del sospetto, incapacità di riconoscere e/o di valorizzare -forse anche di capire).

    Vedi Rita, non ho mai censurato le opinioni personali di nessuno, ho sempre lasciato a chiunque al possibilità di espressione anche negativa, ma “argomentata”, non buttata lì per caso, senza rispetto e senza attenzione per l’altro.

    Ribadisco che il rispetto della “persona” innanzitutto è a fondamento di questo spazio collettivo e che il tuo intervento (a cui avevo risposto giorni fa) andava già oltre.

    Mi scuso con i lettori e con Gaetano (che saluto a nome mio e di tutto il gruppo)

    Maria Pina

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  4. Pingback: La vedova, il santo e il segreto del Pacchero estremo di Gaetano Cappelli « LucaniArt Magazine | sanchiricotoday·

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