I Santi e Stigliano di Mauro Savino

Oggi come oggi posso dire di sapere gli inverni. Ma non è stato sempre così. Nell’entroterra materano trascorre il suo tempo il paese che mi ha dato l’infanzia. E la malinconia luccicante dei balconi e delle stradine di pietra la sera e l’allegria spicciola dei gradini. E il fuoco. Molto prima di passare il tempo a parlare da solo con Eraclito, il fuoco “vramava”, come dicevano i vecchi: “Quando il fuoco fa così, vuol dire che nevicherà.” dicevano. I preti mi volevano bene. Don Pasquale mi regalò dei libriccini. Erano Vite di Santi, Dio l’abbia in gloria. Mi ricordo un libriccino rosso coi disegni e i caratteri grandi: era la Vita di San Benedetto Da Norcia. Ricordo che c’era un capitolo che si intitolava “Racconti intorno al fuoco”. E che San Benedetto e la sorella Scolastica, da bambini, passavano intere giornate ad ascoltare le storie dei vecchi. Volevo bene a San Benedetto e Scolastica. Ricordo che il nostro viso era sempre caldo, e che il pomeriggio, se il tempo era cattivo e non si stava per strada a giocare, si stava davanti al fuoco. Senza dire niente. Nella penombra. Ogni tanto bussava qualcuno alla porta. Ogni tanto si sentiva una voce. Lontana. Un giorno sentii una voce chiamarmi dalla strada. La strada con le pietre grandi e sfalsate dove giocavamo a biglie e facevamo porte da calcio delle porte di legno delle cantine o degli “stabili” dove si “faceva la salsa.” Uscii e una donna mi disse: “Devi venire con me adesso.” “No, non posso – le dico – devo andare a leggere i racconti di San Benedetto e Scolastica!” “Non c’è più tempo. Andiamo.” “Ma dove andiamo?” “Lontano”. Io piangevo, non volevo andare via. Non volevo per nessuna ragione. Allora la donna mi disse: “Non piangere. E’ inutile. Dobbiamo andare.” Poi mi disse: “Ecco, guarda questa strada, giù, giù fin dove puoi. Poi guarda questi lampioncini e questi gradini. Ora pensa al tuo pomeriggio più bello e al fuoco più caldo. Guarda e pensa intensamente. Perchè potrai farlo solo una volta.” Feci come mi disse. Prima di andare via mi disse ancora: “Sai, è così anche per i Santi. Anche a loro un giorno dico le stesse cose. Perchè io sono l’Infanzia. Ed anche i Santi hanno la loro Stigliano.”

Mauro Savino

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