3. Canti e controcanti di Alessio Lega

© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro

Tempo fa ebbi modo di ascoltare una canzone che mi colpì molto: “Vigliacca!” di Alessio Lega. Allora mi sono informato su chi fosse, poi ho iniziato ad ascoltare dapprima “Resistenza e amore” il suo primo disco e poi pian piano tutti gli altri suoi lavori. Alessio Lega è un cantautore che gira lontano dal mercato, preferisce esibirsi nei centri sociali, in piccoli circoli culturali, nei palchi e sui soppalchi coniugando canzoni della tradizione musicale – teatrale con venature esistenziali, toccando a volte il tema dell’amore ma esprimendo soprattutto temi sociali. La sua musica, le sue canzoni hanno la forza tipica della canzone impegnata d’autore: fondono personale e politico, umore e passione nella poesia cantata.Le canzoni di Alessio Lega sono un percorso personale nella piccola storia d’ogni giorno, una strada con dei lampioni per illuminare il buio dei rapporti con se stessi e con l’amore, fino a parlare di donne libere come oasi nel deserto che scelgono la propria vita a dispetto di ogni morale. Ma se i temi sono noti la sua novità è nell’impasto fra suoni e parole, libero dagli stereotipi musicali. Parole e musica di Alessio Lega si fondono in una totale libertà espressiva che può andare da alcune ouverture ariose ad altre canzoni quasi da cabaret. Riff elettronici e semplici accordi di chitarra classica si alternano e si fondono dando come risultato una voce che esce quasi dagli schemi del tempo e dello spazio. Una musica che può ricordare qualcosa di atavico e passato. O di interiore e rivoluzionario, dato che “l’amore è una forma di rivolta, e che la rivolta è una forma d’amore”, citando lo stesso Lega. Un artista che considera la parola musica e che considera la canzone come un genere più teatrale che discografico, la cui vera creazione non è né la scrittura né l’incisione, ma l’esecuzione. Oppure sempre citando lo stesso Lega: “Le poesie non sono solo belle, sono ri-belle. La magia della musica interna alle parole, che è il nodo cruciale della poesia, è una vera arma per cambiare il mondo. La poesia – e l’umanesimo in genere – è la più grande nemica della nostra società divistica e spettacolare. Si dice che la poesia è difficile perché nel nostro mondo si ha più paura dell’irrazionale che del tecnologico, dell’amore più che del sesso, della rivoluzione più che della guerra. Si dice che la poesia è un prodotto fallimentare, nel senso che non è commercializzabile. In compenso tutti scrivono poesia: a me questa pare una vittoria grandiosa, sogno un mondo in cui non ci siano artisti e pubblico, ma solamente uomini, ognuno con le proprie cose da dire. La poesia è l’arte che più di ogni altra si avvicina già ora a questo”
Alessio Lega è nato a Lecce il 26 settembre del 1972 Ha iniziato a scrivere canzoni fin dal 1985. Fumettista, anarchico e poeta ha pubblicato anche alcuni libri oltre che dischi. Ho ascoltato quattro suoi dischi: “Resistenza ed amore”, “Sotto il pavè la pioggia”, “E ti chiamaron matta” ed infine “Compagnia cantante”. Diversi l’uno dall’altro, ma belli e densi di poesia, di uno sguardo che va oltre, anarchia musica e parole fuse in questi suoi canti controcanti!

Mariano Lizzadro

3 risposte a “3. Canti e controcanti di Alessio Lega

  1. “Il mio traguardo è la pensione” canta Lega, a cui, per quel che dice, non serve né dizione né voce. Un comunista vittama di Mastro Lenin. Ma ci crede Lega, che ama la disumana tirannia delle plebi.

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