4. Fra realtà surrealità ed oniricità: le canzoni di Ettore Guidarei

© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro

“In questi anni ho avuto la fortuna di conoscere persone coraggiose e veramente libere senza le quali probabilmente non sarei riuscito a fare niente” – Ettore Giuradei

Mi ha colpito molto un disco che ho ascoltato recentemente: “Era che così” di Ettore Giuradei. Dopo gli ottimi riscontri, specialmente da parte della critica, ottenuti dal suo album d’esordio “Panciastorie” e che a me non piace affatto, questo giovanissimo cantautore le cui canzoni fra folk e rock, miscelano elettricità ed acustico, poesia ed ironia, ha pubblicato recentemente un disco che mi ha colpito molto e che trovo davvero molto bello, appunto “Era che così” . Cantastorie in chiave musicale e teatrale, surreale ed onirico: Ettore Giuradei pare dar vita al suo universo, un immaginario istintivo e straripante, tra filastrocche e poesie, che ricordano un Vinicio Capossela che scherza con Paolo Rossi e ballate al piano, nelle quale rock, folk e canzone d’autore si fondono con parole paradossali, ma agganciate alla realtà. Canzoni che appaiono come sospese, poesie oniriche, contrappuntate dal suono di un violino e stralunate in cui pare di ascoltare una “sorta” di Tom Waits che canta un valzer! Questo disco, mezz’ora o poco più di fotografie sbiadite, in grado di evocare amori osservati con la lente obliqua dell’ironia o canzoni dai contenuti sociali o vere e proprie poesie, ed a questo riguardo come non commuoversi dinanzi alla poesia musicata di “Pasolini”? Autore dalla vena surreale, nella quale teatro e letteratura scompaginano e si amalgamano alla meglio per un viaggio onirico tra dolci ballate, rumori violenti, fiabe cantate, in cui emerge un linguaggio continuamente spiazzante. Ettore Giuradei canta di cantine e di sbronze ma anche di fiorellini di stelle e di mucche, di culi sudati sulla lavatrice, mentre fa le boccacce a chi lo riprende, salutando chi viene e chi va, staccando le luci della corrente per ammantarsi di oscurità e nell’oblio. Le sue canzoni sono degli intrecci di parole e musica in grado di creare situazioni sospese, intime ma sempre legate ad una realtà che non viene mai tralasciata. Racconti che si snodano attraverso un linguaggio originale, un calderone di emozioni che trascina, lunare magico clownesco, in altre realtà, mediante dei testi che, per stessa ammissione dell’autore, “risultano volutamente criptici e surreali”, quasi l’autore stesso volesse prendere le distanze, con gli strumenti della metafora e della trasfigurazione immaginifica, da situazioni non sempre piacevoli forse vissute in prima persona. Ettore Giuradei è nato il 30 marzo 1981 a Brescia, nel 1998 inizia a scrivere canzoni. Dal 2001 lavora come attore per la compagnia “Teatro Distratto” con la quale mette in scena diversi spettacoli di Teatro Comico. Nel 2004 inizia a lavorare, con il fratello Marco Giuradei, grosso talento al piano, sugli arrangiamenti delle canzoni che finiranno nel primo disco “Panciastorie” che è uscito nel 2006. Mentre è del 2008 il meraviglioso “Era che così”. Buon ascolto!

Mariano Lizzadro

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