5. Gli schiaffi in faccia di Germano Bonaveri

© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro

g-bonaveriUn po’ di tempo fa, nei miei vagabondaggi musicali, mi sono imbattuto credo in una raccolta di Germano Bonaveri e i Resto Mancha. La ascoltai, mi colpì molto e la lasciai, metaforicamente a fermentare pensando che come il mosto avrei dovuto aspettare che diventasse buon vino. Ho aperto la cantina, l’ho assaggiato e quella che era stata solo un’impressione si è trasformata in una certezza. Dal mosto è fuoriuscito dell’ottimo vino! E questo mi permette di ringraziare chi con me condivide quest’ottimo vino, mi riferisco alla padrona di casa: Maria Pina Ciancio! Ma dopo aver degustato, passiamo ad un’analisi un po’ più approfondita del sapore, del gusto, del contenuto di questo vino, onde evitare che poi alla fine ci si ubriachi di solo odore! Leader del gruppo “Resto Mancha”, Germano Bonaveri, emiliano doc esordisce nel 2007  come solista con un album dalle forte tematiche sociali “Magnifico”, tra brani dal sapore etno – folk molto ritmati e venature jazz con virate dal tocco cantautoriale che si alzano potenti e forti in versi come: “Sarà che un telegiornale/non può convincermi fino in fondo/e ormai ci sembra normale/qualunque guerra di questo mondo/”, oppure “Sarà che un’ altra umanità/altrove ha fame davvero/e noi facciamo la guerra/per un fottuto barile di oro nero”. Le canzoni di Bonaveri parlano di influenza della televisione e della politica sulle nostre vite, invitandoci a rompere gli schemi, da un lato cercando di riconoscere le diversità o le differenze, da un altro lato invitandoci alla partecipazione. Canzoni di resistenza dunque, perché esprimono una volontà di non adeguarsi ai parametri comuni di un vivere veloce. leggero ed alla moda (fast, easy, trendy!) e che si ergono contro i filosofi all’acqua di rose, contro gli opinionisti presenzialisti, contro gli psicologi pressappochisti, contro appunto quel pensiero comune che ha bisogno di capri espiatori su cui puntare il dito per alleggerire la propria coscienza, per sentirsi amati ed amabili, rispettati e rispettabili. Canzoni nate per comunicare, per inviare messaggi diretti e precisi.
“E’ un album di indignazione, mi sono ispirato al quotidiano ma anche alla lettura e alla poesia, una denuncia dell’uso della comunicazione da parte del potere in modo distorto, dedicato all’informazione e da come ci viene dipinto un mondo che in realtà non esiste, in cui non cerco di dare delle risposte ma voglio invece sollevare delle domande, soprattutto in un mondo dove la piazza ha smesso di esistere, e al suo posto adesso c’è Internet”, come afferma lo stesso Bonaveri.
“Magnifico” è un album che cavalca la lirica e l’invettiva, che getta uno sguardo anarchico su sentimenti e disagio sociale. Con l’accortezza di non offrire mai risposte, come se uno ti spegnesse in faccia una sigaretta accesa per poi lasciarti ad elaborare il dolore che nasce dalla coscienza di aver ascoltato queste canzoni, poesia e musica, che suonano come sonori ceffoni in faccia. Stringendo l’occhio a Gaber, Fossati e a De Andrè, Bonaveri spazia sul senso meraviglioso della vita che è tale comunque si viva ma scagliandosi in modo diretto contro le ingiustizie e i disagi. Infatti afferma lo stesso autore: “questo disco è un’invettiva contro l’uso/abuso dell’informazione da parte del potere, con la complicità di una certa categoria di intellettuali sempre ben disposti a giustificare o condannare secondo le convenienze e le mode del momento ma anche un’opera magnifica come una musica improvvisata, come una foto nata sfocata, come una lirica leopardiana, come la vita che è proprio puttana”.Magnifico” è il titolo del disco che segna il debutto solista di Germano Bonaveri nel 2007, leader dei Resto Mancha con i quali ha pubblicato nel 2005 l’album “Scivola via”.
Le canzoni di Germano Bonaveri suonano come schiaffi in faccia!

Mariano Lizzadro

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