La notte il fuoco i canti di Yzu Selly

Testo selezionato dalla Commissione di lettura  al Concorso Letterario “Volti e luoghi di Basilicata 2008″ (sez. Poesia).

il vecchio mi guarda negli occhi
e riempie i bicchieri. mi parla –
è di picerno – della guerra.
seduti, gli uomini ascoltano.
le donne ci girano intorno –
con un ghigno ogni tanto, grida
ai bambini, chiacchiere fra loro –
e ci servono. ascoltarlo
mi piace – mi imbarazza andar via.

io mi guardo intorno, confuso
e curioso. di fronte un monte,
una rocca sfranta dal tempo;
oblique le rocce tracciano
di unghie la rapace picchiata
su una schiena mezz’appoggiata
nel vuoto; sconvolta d’angoscia,
dentro al bosco la lana fissa –
ratto panico – un’ossessione.

parlano gli occhi. un figlio – sandro –
ha studiato a siena e ci vive.
sorride con un ghigno acerbo.
mi tocca il bicchiere e vuota il suo.
e lei a chi appartiene? spiego
la mia famiglia. il mio vino
lo faccio io con le mie mani.
mi vado a prendere l’uva a rionero.
mi sale un accenno di nausea.

finalmente solo, e calmo.
appiattato su roccia e muschio
mi godo un riposo dal vino,
la testa leggera sul verde.
s’abbandonano le mie gambe,
formicolanti e intorpidite,
all’inconsistenza del vuoto.
di soppiatto la lana intanto
prove ingloba e qualche memoria.

jeans bianchi, sistemati su plaid
e stuoie, schifano la terra,
hanno il terrore di sfiorarla –
giornata di sciocchezze e giochi –
nello slargarsi d’una gola
per le festività addobbato
di comodità cittadine
altalene e are per il fuoco;
e un torrente secco che scorre.

gli occhi indovinano la gola,
gli ansiti di acqua fra le pietre.
come gomiti alternantisi
monti cupi di boschi. un falco,
forse. nessuna assenza. muschio.
giù in basso i canti il vino il fuoco.
lo sguardo capace d’aprire –
mi racconta la lana di te –
lacerazioni nella carne.

dormo. un ghigno idiota stampato
in viso. mi svegliano: qualcuno
ha perso il fumo. a ritroso,
un percorso assurdo. perché sei
passato da qui? mica lo so,
dovevo pisciare! subire
i rami in faccia mi dà gusto.
ricerca inutile. al tavolo,
una chitarra aspetta mani.

il fuoco canta altre melodie,
la trascendenza d’una danza
distante dagli occhi impazziti
per i vapori, separata –
l’interdizione a un assoluto.
gli occhi si negano il guardare.
dall’estremità d’un tizzone
succhia intanto la lana bava
schiumante e vomito. incanto.

… la notte il fuoco i canti.

YZU
www.yzu-poiesis.org

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2 risposte a “La notte il fuoco i canti di Yzu Selly

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