Immersioni di Nadia Lisanti

9.evanescenza
Nella vita di un uomo, a volte, le ore diventano silenzi.

Era seduto sulla panchina della sua città, in attesa di un nuovo ciclo di fermate della linea 118, in direzione casa, e pensava alla donna incontrata quella mattina al bar.

– Lei crede di conoscermi?
– Non direi, è la prima volta che la incontro!
– Può capitare di riconoscersi, no?
– Non tutti i giorni, me lo lasci dire…

Due battute, e poi di quel volto diafano, comparso all’improvviso, dietro il gusto di un caffè ancora tutto da girare, così, senza soluzione di continuità, di quella donna senza età non rimaneva che un odore familiare. Non si erano sfiorati, non si erano toccati, e di lei sentiva tutto.
Come se in piccole e grandi parti di sé, quella donna avesse da sempre abitato, come se ogni parola spesa fino a quel giorno, non fosse stato che vano esercizio mentale, e che valesse la pena rimanere muti, per ascoltare soltanto il senso pieno di uno spazio vuoto.
Quello in cui prima lei non c’era, quello in cui si sta soli, quello che ognuno di noi ha dentro per conoscersi attraverso i propri pensieri. In un’intimità così profonda e labile, una manciata di secondi e una virata, in senso diametralmente opposto, al tragitto verso casa, un uomo quel giorno viaggiava in se stesso. A volte, il senso di chi compie il nostro stesso cammino, è proprio questo: un là che ci accorda su ragioni del nostro sentire fino a quel momento presagite, eppure tralasciate.
Perché un uomo solo su una panchina, in un giorno qualunque della sua vita possa, insistentemente, pensare ad una donna dall’altra parte della città, o magari vicina, dietro le foglie e i rami delle sue osservazioni senza meta, a due centimetri dalle sue verità…? Perché una donna possa provare la sensazione di conoscere un uomo, a prima vista, in un giorno qualunque di un solito bar, e poi svanire dietro l’incertezza di non rivedersi più…?

Perché esistono stadi e gradi di conoscenza che hanno a che fare solo con l’acqua e si chiamano: immersioni.

Un uomo e una donna che non si conoscono oggi si pensano e questa straordinaria energia passa attraverso un mare di emozioni senza voce.
Dentro c’è uno spazio che il tempo non può scandire.
Fuori c’è un tempo che lo spazio non può contenere.
In tutto ciò che nutre l’anima,
in ogni anfratto della nostra coscienza,
c’è un desiderio di assenza.

Sulla panchina e in qualche punto della stessa città, in un giorno qualunque, due dimensioni parallele s’incontrano, nello spazio bianco delle ore.

# un inedito di Nadia Lisanti

# immagine in alto, Evanescenza – olio su tela di Giuseppe Bartolini

Nadia Lisanti nata a Potenza il 4 Marzo del 1978. Dopo la maturità classica si iscrive a Gurisprudenza interlineando il percorso universitario a quello letterario a Napoli.
Qui segue il corso di redazione per agenzie letterarie e case editrici tenuto da “Il Segnalibro” di Roma in collaborazione con le case editrici Guida Marotta&Cafiero, Pironti, Dante&Descartes e più tardi il corso on-line tenuto dalla Scuola Holden di Baricco “Scrivere” con De Agostini.
Esordisce in poesia con “Incorniciai nel vento” pubblicata nell’antologia “Tra un fiore colto e l’altro donato vol. V” Aletti editore 2007 cui segue Creatura in ” Verrà il mattino e avrà un tuo verso vol. IV” Aletti Editore 2008 e Il suono infinito in “Poesie del nuovo millennio”Aletti editore 2008. Nello stesso anno pubblica la prima raccolta di poesie dal titolo “Un attimo di più” Libroitaliano World Casa Editrice Internazionale e sigla la sua collaborazione con AMREF. Crea la rubrica interattiva “Spazio al tempo…Tempo allo Spazio” su www.galloitalica.wordpress.com e partecipa al Progetto Farfa “Sei scrittori in sei comuni” organizzato da Officine Culturali Assessorato alla Cultura Regione Lazio/Teatro delle Condizioni Avverse/Arthè Associazione Culturale. Presto in antologia il suo racconto.
Organizza a Potenza su invito del Progetto Culturale SUR Internazionale e della Rivista di Poesia Isla Negra di Giovanna Mulas e Gabriel Impaglione il III Festival di poesia Palabra en el mundo/Parola nel Mondo con Patrocinio gratuito del Dipartimento Formazione Cultura Lavoro Sport-Regione Basilicata e grazie all’adesione degli attori Rocco Piciulo e Antonia Bruno e dei musicisti Antonio Bruno, Marco Lopomo e Renato Pezzano.
Quando non corregge le bozze del suo prossimo libro, in prosa che uscirà per Aletti, Nadia Lisanti lavora con immensa gratificazione umana per la cooperativa da cui dipende e per la quale svolge assistenza scolastica ai minori e alle famiglie affidate ai Servizi Sociali.

7 risposte a “Immersioni di Nadia Lisanti

  1. La tua profondità può spaventare solo chi non conosce la fortuna di immergersi dentro la propria coscienza, è così dolce e icastico il tuo modo di sentire il mare, è poetico perdersi e poi trovarsi, in mille briciole dell’esistenza, in nuovi attimi di più…puri e innocenti come la tua essenza.

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  2. In qualche punto dell’etere anch’io ti ho conosciuta, seminando strade e anfratti di coscienza immobile. Tutto ciò che è movimento si affida al senso di un’alterità che è soggiogata dal nostro comune desiderio di esistenza.
    Mi piace come affronti i temi dell’esistre e questo è ciò che credo sia la tua nota di carattere poetico.
    Ad maiora AlessandRo

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  3. A volte la vita si ferma proprio in questi attimi di estraneità per donarci il senso di una comune esperienza. La tua prosa onirica e al tempo stesso mnimale, credo non poteva coniugare meglio l’alternanza tra l’essere se stessi e altri da sè.
    Complimenti!
    A presto

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  4. Una città, potrebbe essere ovunque, identificata dal numero di un autobus, bello! In questo anonimato reso in modo sottile dalla tua penna, si annidano le immersioni che ci fanno uomini.
    Carver docet.
    Complimenti Nadia!

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