Uno sventramento doloroso per Potenza e una fitta per Matera. E il sogno del Glacier Express per la Regione – di Giovanni A. Rubino

 Testo selezionato dalla Commissione di lettura  al Concorso Letterario “Volti e luoghi di Basilicata 2008″ (sez. Narrativa).

Mostra immagine a dimensione intera

Mi vengono strani disegni in testa. Alcuni rivestiti d’un paradosso così voluminoso che non può essere filtrato a nessuno. Guardando piazza Mario Pagano o della Prefettura, il Centro potentino, le idee di modifica e di stravolgimento diventano voluminose. Penso alla Galleria Danzi o Riviello o Serrao che potrebbe coprire uno spazio così movimentato e solare e risolvere i nostri problemi invernali. Si sa che qui fa freddo anche d’agosto, che a novembre tacita e sorniona compare la neve. Una Galleria costituirebbe il decantato scudo spaziale invocato dagli americani per fini meno pratici e nobili dei nostri. Questa grande calotta non dovrebbe discostarsi da quelle più illustri di Milano e Napoli. Dovrebbe essere caffetteria, snack, pasticceria, tavola calda e centro culturale nel quale esporrebbero artisti della pittura e ci sarebbero venditori di stampe come a Navona. L’alter ego del voltone della cattedrale di San Gerardo dovrebbe offrire pitture e disegni d’un novello Majer o anche di quel Treves che ha rubato a Signorelli e Michelangelo per animare la sua abside. L’ipogeo della Prefettura dovrebbe diventare una cripta illustre con oltre millecinquecento metri di spazio. Un grande Centro commerciale con boutiques e una navicella corsara che inviterebbe a prendere il caffè a bordo. Il sogno si sposta alla lunga ininterrotta fenestrazione a tunnel di via Roma. Attualmente, nessuno si gode il doppio della Pretoria.C’è un ultimo tratto,verso Porta Salza, che sembra fatto apposta per avere la capote. Anche il Sedile ha un sogno. Quello di diventare piazza al posto di corridoio di transito. Se non fosse follia pura distillata proporrei l’abbattimento tout court della Banca D’Italia, del palazzo Ignomirelli, del Catalano sacrificando fino a Penitente e Gioscia. La bella piazza di Spagna andrebbe dal Comune al Vico o Arco Picernesi. Potremmo sistemare di tutto. Anche la fontana e i bagni pubblici. E lasciare spazio all’esercito dei pensatori, di quelli che amano intrattenersi a discutere, dei giovani, delle coppie, degli angeli che intanto uscirebbero dalla compressione a cui li condanna la chiesa di San Francesco. L’antico convento chiostrato che si è fatto mangiare il meglio dall’ex tribunale. Abbatterei senza appelli l’istituto della CARIME. E’ un imbratto architettonico. Il fumè delle vetrate vorrei che venisse deglutito a fatica dagl’ingegneri inventori o pensatori. Solo gioia per la loro fine agonica. Alla Jimenez. Per Matera sarei meno radicale. Matera ha la fortuna di avere un boulevard per Corso. Vittorio Emanuele è bella, larga, piastrellata. La fontana sta bene dove sta. Sugli scavi,si può trasferire la piramide di Caio Cestio. Lo hanno fatto anche al Louvre. All’Annunziata non si può fare niente. Se le gru arrivassero a tanto, sposterei la struttura più sopra. Ma non le torcerei un capello. A chi taglierei anche le trecce morbide sull’affannoso petto è alla Banca Popolare del Materano. Che fa il paio della bruttura e della negligenza con la CARIME potentina. Davanti San Francesco, essendoci spazio a sufficienza, porrei una volta celeste. A danno del Centro Commerciale che ha vita altrove. Sotto quel cupolone, una grande gelateria come quella di viale Ceccarini a Riccione. Anche a Matera bisogna pensare all’inverno e non farsi sorprendere. Non lo si sconfigge guardandolo in tralice. Ma il sogno più grande e dinamico, esce dalla piccola esposizione e viaggia lontano. Praticamente investe l’intera Regione e riguarda le ferrovie delle appulo-lucane. Le quali hanno avuto la vita d’un pigmeo. Sonodurate dagli anni trenta ai sessanta. Ero a Pergola di Marsiconuovo nel sessantacinque quando venne deciso di sopprimere il tratto ferroviario che andava da Brienza a Marsico. Parve subito una pazzia da bere con l’assenzio. Le oltre diecimila famiglie che tratteggiavano il Melaggine si offesero e passarono a vie di fatto. Segni di lotta. Che per poco non diventarono cruenti. Insegnavo da quelle parti e assistetti al lamento lugubre della littorina ultima che andava. Una partenza senza ritorno. Poi, fu la volta di altre soppressioni. La storico o mitico tratto Potenza-Pignola-Anzi-Laurenzana non sopravvisse per molto. Non era ferrovia, ma un gioiello aereo come quello Cileno. A Tora avrebbero potuto imbrigliare l’acqua e ottenere l’altro Titicaca. Dovunque c’era un binario da rimuovere, non si badò a spese. Il trasporto su gomma sembrava la scoperta della penicellina. Il mio sogno è rivolto al recupero di ciò ch’è stato smantellato. Recupero e completamento dell’ellettica com’era nei sogni dei costruttori del Regime.
Basterebbero due anelli per girare in lungo e in largo la Regione con due navette ferrate. Rinnovando la Potenza-Laurenzana, l’ingegnosità dovrebbe mirare a sfondare Sella Lata e a portarsi sul Sauro. Fissando rette parallele su quel fiume, si arriverebbe al mare. Passando per Tursi e per la “temuta” Colobraro. Non credo che costerà di meno, se si farà, la superstrada Sauro-Camastra. Quanto al ramo Brienza-Marsico, bisognerebbe sfondare il muro-divisorio che separa i due Valli e uscire su quello meglio accreditato: tra Polla e Sala. Per continuare avanti. Fino al Pollino. E anche lì, una cremagliera per il Prete e per il Crispo. Da Marsico, non sarebbero problemi irrisolvibili quelli di far proseguire le rette parallele per Sant’Ancargelo e proseguire fino ai dimenticati paesi di origine albanese. Si faccia conto che la Basilicata non sia un’isola, ma un atollo. Caratterialmente lo è. Essendo assai più tondeggiante che spigolosa. Due anelli di ferrovie: uno alla base e uno verso linee altimetriche più alte sarebbero utili e sceniche. Come scenica è la visione michelangiolesca del Peccato Originale col serpente avvinghiato all’albero del Bene e del Male. La spirale, come la chiocciola, è vincente. In Inghilterra e in USA, in Germania e in Francia, le ferrovie ridotte sono gestite da forze e presenze amatoriali. In Francia esiste l’Unione degli esercenti ferrovie turistiche e da museo (Unecto) che raggruppa una quarantina di serpentine turistiche. Spettacolari da percorrere e da guardare. Basti prendere la Blonay- Chamby nella regione svizzera del Lago Lemano per avere una prima non ultima misura della suggestività e dell’utilità del percorso. Vi circolano locomotive a vapore italiane di tipo tranviario che gli svizzeri comprarono come rottame e che hanno restituito alla funzionalità. Così al Vivarais francese, capolinea Tournonsur-Rhone, trentadue chilometri aperti al turismo. Lo spirito amatoriale dell’impresa non conosce sosta e confini. Specie per quanto riguarda le mansioni di scorta(capitreni e conduttori) e di fuochista sulle vaporiere, il lavoro è affidato al volontoriato. La ferrovia del Bregenzer-wald, con capoliena a Bezau, in Austria, non lontana dal lago di Costanza, è a scartamento ridotto di 760 millimetri, costruita nel 1902 per il legname, è diventata un’ottima linea per passeggeri. Tutti amatori a bordo. Anche chi effettua le pulizie. Tutto questo ci dovrebbe fare ragionare di più e meglio. Noi avevamo strutture obsolete che con pochi interventi secchi potrebbero rimettersi costituzionalmente. Abbiamo fornito locomotive e vagoni agli stranieri, non si comprende perché non ne dovremmo attivare per noi. Fino a poco tempo fa, la stazione di Rocchetta Sant’Antonio era un cimitero di cimeli. Tante vaporiere costipate sembravano resti umani in un ossario a cielo aperto. Non so che fine abbiano fatto. Lo stato aveva tante vaporiere che le regalava in compagnia dei caselli ferroviari. Regalata (?) era quella di Tricarico che per una vita ha sostato nei giardini delle scuole elementari di quel paese. Chiù chiù e nun c’è chiù. Oggi la terza età è all’incirca una minaccia per le nuove generazioni che si apprestano a sorreggerla. Forse con contributi che non le saranno mai più mutuati. Fondi incommensurabili sono richiesti dall’INPS che boccheggia. Forse, potrebbe essere generosa la funzione di tanti vecchi bemportanti la riscoperta dell’ausiliarato nelle ferrovie. Tutte da venire. Bigliettai, manovratori, guardiabarriere appoggiati dal WWF potrebbero dare vita a una visione nuova del trasporto. Con grande recupero del paesaggio e utili non indifferenti. Con la poesia dello sbuffo fumogeno e dei fischi da buchi anonimi. Una strada contro la ragnatela fitta intrigata delle nazionali, provinciali, delle comunali, delle prediali, delle super che si stanno mangiando la natura e i loronaturali abitatori. A cominciare da lepri, volpi, istrici, donnole per finire al lupo che, per quanto si cerca di ripopolare, va soggetto all’estinzione. Perfino i serpenti hanno rotto la catena alimentare. Essendo quelli che più improvvidamente finiscono sotto le ruote delle automobili. Ho fatto una bellissima esperienza in Val D’Orcia, Toscana. Confuso ai turisti domenicali, me ne sono andato sul cosidetto “Treno Natura”, costituito da automotrici degli anni cinquanta, restaurate dalle maestranze del Deposito di Siena, sul percorso Siena-Asciano-Monte Antico. Un tratto ferroviario interessantissimo sotto il profilo culturale e paesaggistico. Molti avevano scelto il percorso alternativo che gli faceva accorciare le distanze. Ma non avrebbero vissuto della meraviglia che sapeva insufflare il coniglio di Alice. Il Nostro. Che ci conduceva per aree intoccate o apparentemente vergini. Pensavo alla Basilicata del mio cuore e alla maniera costruttiva di trascorrere parte del proprio tempo libero da parte dei vecchi. Aggiustando e rimettendo in funzione vaporiere e pezzi di binari,non potremmo non lasciare un buon capitolo di archeologia industriale ai nostri figli. I quali, come noialtri a volte ci lamentiamo di quadri e sculture famose che non ci sono più, si lamenterebbero di percorsi reali passati nel sillabario dei sogni.

 Giovanni Angiolo Rubino, Trivigno 1937

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...