(DEI) POETI – Ballata beffarda di Gina Labriola

C o m e   f u    c h e    d i o    c r e ò    i l    p o e t a

(terza parte)

Non è vero affatto, come dicono, che il settimo giorno, Dio si riposò.

Dormiva un sonno agitato, era scontento. Aveva creato tutto, anche il dubbio, e prima di tutto, ne faceva l’esperimento su se stesso.

Il mondo era imperfetto. La fantasia, quella no, non gli mancava. C’era tutto, ma qualcosa non funzionava a perfezione.

Ciò che più lo preoccupava, era Adamo, sempre a mettersi nei guai.

Avrebbe potuto, con un altro piccolo sforzo, farlo più intelligente. Gli restava un po’ di fango, e tanta aria in corpo. Ce n’era voluta poca, per fare un’anima ad Adamo. Un’animuccia rozza, quasi da scimmione, e aria, gliene restava tanta. Cercava, in tutti i modi, di cacciarla via…

Quello del piano di sotto lo sentiva agitarsi, e sghignazzava.

« Senti, gli disse, se per una volta tanto accettassi un buon consiglio! Con quello che ti resta, crea qualcuno che aggiusti tutto. Una specie di schiavetto, un giullare, che inventi il mondo come lo vorresti, copra le magagne, o che, almeno, distragga la gente, faccia maschere con le parole, inventi tutto, favole, frottole, miti, magie, illusioni, metamorfosi, e panzane. Non ti costa niente! Lo potremmo, anzi, tenere a mezzadria: quando non è occupato agli inni sacri, lo mettiamo a compilare versi satanici e maudits ».

« Sarebbe un’idea. Peccato, eri un bravo consigliere! Se non fosse per quella vecchia storia! »

« Va là, non mi lamento. Dopo tutto, mi lasci il pian di sotto. Ci fa un po’ caldo, ma via, ogni tanto, fai finta di non vedermi, se vengo ad affacciarmi al tuo balcone! »

« Già, ma il fango che mi resta, per la bisogna, è poco. Verrebbe brutto! »

« E che, lo vorresti bello? Solo se è brutto, si lamenta meglio, e inventa tutte le cose a modo suo, trasforma, o, come si dice, sublima ed idealizza… »

« E poi…gli devo dare una compagna. Magari col solito sistema. Sperando che questa volta ti stai buono, e non ricominciamo con le mele! »

« Questa, poi! Ti vuoi mettere nei guai? Rovineresti tutto! Se capovolge il mondo, è per amor di lei, della compagna, che cerca sempre e che non trova mai…io, gli posso, se mai, spedirgli, fermo posta, qualche fiamma, qualche fantasma stimolante, lo sai, ne ho tante »

« La cosa richiede un po’ di riflessione… »

« Non riflettere tanto! Se lo fai pesante, poi, ne fanno mattoni per le biblioteche! Piuttosto, fa presto, libera tutta l’aria che hai dentro: chiedi aiuto al vento, che disperda nell’aria il tuo scontento… »

un inedito di Gina Labriola

Parte prima (Poeti lucani)

Parte seconda (Calamità innaturali)

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