(DEI) POETI – Ballata beffarda di Gina Labriola

I    c a p r i c c i    d e l    m a r e

(Quinta parte)

MARE: Sono stufo di barche e di poeti.

POETA: Le barche, ti fanno compagnia. I poeti, un po’ di vento!

MARE: Sempre col cielo a scambiar mutande d’azzurro sdolcinato!

POETA: Hai l’onda e la spuma!

MARE: Mi fanno il solletico! Voglio cambiar vestito!

POETA: Ma come? Se non stai fermo un momento? Ora sei verde, sei rosso al tramonto, sei giallo di sole, sei nero di notte, e quella stupida luna si lascia rubare l’argento, te lo versa addosso, a fiumi …

MARE: Sempre con quel ridicolo ammiccar delle stelle!

POETA: Se stai fermo, ti faccio un mantello di spuma rappresa.

MARE: Mi trasformi in un mare di neve?

POETA: Solo se smetti di brontolare. Trattieni il respiro.

MARE: Neppure un guizzo, uno sciabordio?

POETA: Solo la neve, lo sai, non ha voce o sospiri.

MARE: Voglio giocare col sole. Voglio nascondermi, come fa lui. E che venga a cercarmi!

POETA: Ti copro di sabbia, se ti stai fermo, sotto una coltre d’oro.

MARE: Ahi!

POETA: Che hai?

MARE: Qualcosa mi punge!

POETA: C’è rimasto un triangolo!

MARE: Il gioco non vale!

POETA: E’ rimasta una vela, con l’albero maestro.

MARE: Hai barato! Sei stato tu, con uno spigolo puntuto, un ricordo, un rimpianto, o un sospiro.

POETA: Non stai fermo un momento! Hai rotto l’incanto.

MARE: Capovolgi, un istante, il cielo ed il mare. Fammi vedere che c’è, dall’altra parte.

POETA: Te lo racconto!

MARE: Non ti credo, dici solo bugie!

POETA: Non faccio promesse, come i tuoi marinai!

MARE: Se almeno mi raccontassi qualcosa di nuovo. Che c’è su quella crosta di terra? Sembra ne succedano di cose! Così, almeno, mi raccontano i fiumi, che mi portano in dono fiori più belli delle mie meduse, pesci che stanno a galla, conghiglie d’oro…

POETA: Meglio se non ti dico niente…(Sai inventare meglio di un poeta. E non ti racconterò da dove vengono quei fiori, né come si chiamano i pesci che stanno a galla, e neppure ti dirò, che le conchiglie d’oro sono arance marce…)
E se te lo dico, poi, tu, me la dai una sirena?

MARE: Figurati! Manterrò la promessa! (Non ci crederai, se ti dirò che le sirene dei tuoi sogni sono (lo so bene, io !) tutte vecchiacce puzzolenti, con lische di pesci per dentiere!)

POETA: Se te lo dico, poi ti arrabbi.
Le conosco, le tue furie, e ci vanno di mezzo, i pescatori innocenti; gli dai quattro pesci in elemosina, e non ti costa niente. Sei tanto avaro!

MARE: Se te lo dicessi, (illusione perduta e amori morti) ti butteresti piangendo sul mio petto, e dovrei chiamare (ancora!) i palombari. Non posso neanche darti in pasto ai pesci! Sei coriaceo, e, poi, riaffiori sempre, da un’altra parte, e sempre con la stessa solfa!

(inedito di Gina Labriola)

Advertisements

Una risposta a “(DEI) POETI – Ballata beffarda di Gina Labriola

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...