Uno sguardo d’insieme

© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro

Parlare di tutto ciò che mi ha colpito fin’ora durante questo 2009, non è cosa semplice, data l’enorme quantità, diversità e qualità dei dischi ascoltati. Cosa resta di svariati ascolti, in un’epoca come questa in cui a scadenza settimanale escono tanti bei dischi e tutti scaricabili direttamente da internet? O meglio: ha ancora senso parlare di musica nell’epoca del tutti sanno tutto di tutti, ivi compreso di gruppi musicali e cantanti? Per un momento abbandono questi dilemmi e lascio libero sfogo a fantasia, ricordo, gusti personali affermando a chiare lettere che questo scritto non ha nessuna pretesa esaustiva ma si configura piuttosto come un semplice elenco. L’unica distinzione che mi permetto di fare è tra artisti italiani e stranieri e parlando semplicemente delle cose che più mi hanno colpito, tralasciando stili, generi ed altre etichettature. Di musica italiana i dischi che più mi hanno colpito sono stati: “Mind the gap” di Maria Pia De Vito, “Per amor del cielo” di Bobo Rondelli, “L’amore non è bello” di Dente, “Personal train” dei Fitness Forever, “Tempi bui” dei Ministri, “La vista concessa” di Roberto Angelini, “Libro audio” degli Uochi Toki, “Comunicato num. 2” della Fuzz Orchestra, “Trovarobato” dei Mariposa, “La musica dei popoli” dei Riserva Moac, “Riddim Runner” di Babaman, “Quattroemezzo” di Brusco, “In doma” di Petrina e “Sulla strada” di Fido Guido. Di musica straniera mi hanno colpito: “Vesper” di Leonard Mynx, “As Ney” dei Criminology, “Lhasa” di Lhasa, “Ashfield Avenue” di Alondra Bentley, “Against the Day” dei Land of Kush, “Catacombs” dei Cass Mc Combs, “Dark Night Of The Soul” dei Danger Mouse & Sparklehorse, “Winter Hourse” dei The Deep Dark Woods, “Bitte Orca” dei Dirty Projectors, “The Spinning” di Graham Coxon, “New Moon Hand” di Willliam Maker, “The crying light” di Antony, “Outer South” di Conor Oberst & The  Mystic Valley Band, “Ready For The Flood” di Mark Olson And Gary Louris, “Wilco (The Album” dei Wilco, “Beware” di Bonnie Prince Billy alias Will Oldham, “Changing Horses” di Ben Kweller, “Lovetune For Vacuum” dei Soap & Skin, “Good Morning Jokers” dei Mi and L’Au, “All is Wild, All is Silent” dei Balmorhea, “Life On Heart” delle Tiny Vipers, “Around The Well” degli Iron & Wine, “How To Get To Heaven From Scotland” di Aidan Moffat & The Best Ofs, “Welcome to the Welcome Wagon” dei Welcome To The Wagon, “Two Dancers” dei Wild Beasts, “Solanaceae” dei Solanaceae, “The Duckworth Lewis Method” dei The Duckworth Lewis Method, “Eskimo Snow” dei Why, “Sometimes I Wish We Were An Eagle” di Bill Callahan, “Embrace” degli Sleepy Sun, “A Loud Call” di Holly Throsby, “Journal for Plague Lovers” dei Manic Street Preachers, “The Ruminant Band” dei Fruit Bats, “The Last Laugh” dei Joker’s Daughter, “We Brave Bee Stings and All” dei Thao & the Get Down Stay Down, “These Four Walls” dei We Were Promised Jetpacks, “The Bachelor” di Patrik Wolf, “Elsewere” di Scott Matthews e “To Be Still” di Alela Diane. Questi sono I dischi che più mi sono rimasti impressi fin’ora in questo 2009. Bene, fuori c’è un caldo pazzesco, siamo ad inizio Settembre e chissà quanti altri bei dischi usciranno ancora. Buon ascolto!

Mariano Lizzadro

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