18. Tra folk, rock e blues: la musica de “Il Pan del Diavolo”

© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro

Il Pan del Diavolo sono in due, Pietro Alessandro Aloisi: voce solista, autore dei pezzi, chitarra e grancassa, e Gianluca Bartolo alla chitarra. Percuotono le loro chitarre e la gran cassa come menestrelli d’altri tempi, con in testa folk, rock e blues. Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo, coadiuvati da: Ufo al basso acustico, Karim alla batteria minimale, Andrea Appino alla chitarra elettrica sotto il nome appunto di Il Pan del Diavolo. Ascoltai l’anno scorso il loro disco d’esordio, dal titolo omonimo: “Il Pan del Diavolo”. Quattro canzoni tra folk, rock e blues, con una voce graffiante che per assonanza mi evocò quella di Fella dei Jumbo, anni 70. Bene, vecchi ricordi del progressive italiano che per assonanza facevano una danza in questa mente bacata, pensai. E misi da parte come si fa col buon mosto in attesa che diventi poi buon vino. A gennaio di quest’anno è uscito il loro secondo lavoro: “Sono all’osso”, il loro primo long playng come si sarebbe detto durante gli anni 70. L’ho ascoltato. Sono dodici canzoni, fra folk rock e blues con la voce che urla quasi psicotica sospesa fra passato e presente. Una dinamite. Come un cazzotto in faccia o nello stomaco. Chitarre e grancassa a sonagli che portano il tempo, una voce graffiante che urla e si dimena come una ossessa. Musica affamata che digerisce e vomita tutto il rock italiano anni 70. Per la precisione folk rock blues che esala quasi di nitroglicerina. Una musica, questa de Il Pan del Diavolo, quasi scarnificata ridotta all’osso, forse per questo rigenerata.   I testi dissacranti, diretti, fra tic e nevrosi, guaiti e ossessioni parlano in maniera anticonvenzionale e ruvida della realtà che ci circonda. Dunque grande abilità compositiva di questa band palermitana sanguigna e verace che nell’ultima canzone di questo: “Sono all’osso”, si lascia un po’ andare sciogliendosi in un ballo lento ma solo musicalmente. Fra folk, rock e blues la musica de Il Pan del Diavolo è come sale sulla ferita sui nervi scoperti di quest’epoca e di chi l’ascolta che all’inizio brucia e fa male ma che poi, potere curativo della buona musica, risana essa stessa tutte le ferite.

Mariano Lizzadro

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