Tornano gli ‘Echi nella valle’ di Giuseppe Brancale

Già prenotabile on line ed in arrivo nelle librerie una nuova edizione con una ricca appendice di materiale inedito e iconografico, dalla Basilicata agli anni fiorentini: un romanzo dai tratti gotici, uno straordinario affresco.
Carlo Levi: “Mirabile sintesi dell’antico col moderno. Una vicenda che commuove e fa meditare”.
Firenze, 03.02.2010 – È in uscita ed è già prenotabile on line (www.polistampa.com) Echi nella valle (pp. 224, euro 12), secondo romanzo di Giuseppe Brancale, marinaio e scrittore nato a Sant’Arcangelo (Potenza) nel 1925 e scomparso a Firenze a soli 54 anni. A lungo introvabile (l’ultima edizione risale al 1975), il volume torna in libreria grazie al progetto della casa editrice Polistampa, che sta pubblicando l’intera opera dello scrittore. Dopo il primo volume, l’inedito ‘Il rinnegato’ (2007), ecco il secondo, la nuova edizione di ‘Echi nella valle’, curata da Luca Nannipieri, rivista con gli appunti dell’autore e arricchita con una raccolta di “pagine ritrovate”: estratti di lettere, temi, poesie e foto d’epoca che aggiungono particolari preziosi alla biografia dello scrittore. Riprodotti anche i disegni realizzati da Carlo Levi per la prima edizione del libro.
Il romanzo, ambientato in Basilicata, racconta le vicende parallele di Marco Laviano (in epoca romana) e Andrea Salinatore (tra la guerra d’Etiopia, la seconda guerra mondiale e il secondo dopoguerra). Marco è un romano di adozione: è stato infatti raccolto da piccolo, dopo che la sua famiglia è stata dispersa da un attacco dei pirati. Diventato ufficiale dell’esercito, viene mandato in Lucania a tenervi il controllo di Roma durante la sanguinosa guerra che vede contrapposta la città che si avvia a diventare “caput mundi” agli antichi abitanti della Basilicata. Mentre è assente dal suo presidio la vendetta dei suoi stessi compatrioti si compie implacabile: i suoi soldati sono uccisi, nemmeno la moglie è risparmiata. Marco non resiste allo spettacolo, il dolore lo abbatte. Sarà seppellito nella fortezza che era chiamato a presidiare, e una lapide ricorderà il suo nome. Passano venti secoli e nel frattempo nessuno è entrato nella torre, un luogo tetro da cui si diffondono voci indefinite che spaventano la popolazione. Il contadino e pastore Andrea Salinatore, discendente del centurione, è ossessionato da incubi in cui vive un’esistenza non sua, una vita antica da cui è lontano e in cui, pure, si immedesima. Dopo le guerre in Etiopia e Libia, le visioni lo spingono verso la misteriosa torre, dove si reca in compagnia di un mago. Sarà un cammino verso i fantasmi del passato, culminante in una rivelazione che Andrea non potrà raccontare.
Nel romanzo di Brancale, editato con il contributo della Provincia di Firenze e il patrocinio della Regione Basilicata e del Comune di Sant’Arcangelo, il memorialismo e il tono intimistico si traducono in una dimensione narrativa semplice e di respiro: è un viaggio a ritroso nel tempo, quello che compie l’autore, per cogliere ciò che non passa. “Nel tuo libro – scrisse Carlo Levi all’amico scrittore – hai saputo fondere mirabilmente l’antico col moderno, per una vicenda che mi ha commosso e fatto meditare. E mirabilmente hai saputo mettere a fuoco sentimenti e problemi della tua gente, della nostra gente, alla quale è rivolto sempre il mio pensiero”. Oltre a un’introduzione che ripropone, tra l’altro, i preziosi contatti con Levi (1902-1975) e i rapporti con lo scrittore piemontese Pierangelo Soldini (1910-1974), ‘Echi’ porta un saggio critico del Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo. In copertina, il quadro di Giampaolo Talani ‘Il mare nella conchiglia’.

La copertina di Giampaolo Talani

Foto di Giuseppe Brancale

Uno dei disegni di Carlo Levi per l’opera di Brancale

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