Spunti (di)versi con… Marina Minet

I POETI SI RACCONTANO 13
Interviste sulla poesia a cura di M. P. Ciancio per il blog letterario LucaniArt Magazine

teresa anna biccai - marina minetPoesia: passione, libertà…
Vita, purezza, amore, sconfinamento, rifiuto, approfondimento, fuga, morte, rinascita e condanna.

I desideri di un poeta.
Approvazione, umanità e solitudine. Banalmente il poeta desidera quasi sempre l’impossibile.

Una tua definizione di poesia.
L’ombra e la luce dell’anima. La visione personale del paesaggio circostante e dell’emozione. L’alleviamento del dolore, la dimostrazione della gioia e la conoscenza del cuore. Il sepolcro e la liberazione dell’essere.

Il ruolo della poesia oggi.
Ha un ruolo marginale ma solo per quantità.

Da dove viene la parola del poeta.
Dalla sofferenza e dalla gioia. Da attimi personali irripetibili. Da tensioni passionali  incontrollabili.

I tuoi poeti preferiti.
San Giovanni della Croce, Neruda, Leopardi.

Almeno tre libri di poesia da cui non ti separeresti mai.
Nessuno in particolare. Non potrei mai dimenticare alcune opere di San Giovanni della Croce e una poesia di Rainer Maria Rilke: Esperienza della morte.

Un poeta sopravvalutato.
Non potrei mai assegnare giudizi negativi partendo da percezioni personali.

Un poeta sottovalutato.
Il poeta che scrive lontano dai riflettori senza chiedere niente. Tutti i poeti silenziosi.

La tua prima poesia.
La prima vera poesia la scrissi a sette anni, la buttai giù come un pensierino e capii il valore che aveva per gli altri.

Il punto di partenza della tua poesia.
Un impulso improvviso. Un’illuminazione. Il desiderio di equilibrare qualcosa. Gli affetti, la fede e le ingiustizie.

Un verso che avresti voluto scrivere.
“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita.

La poesia che più ti rappresenta.
Oggi sceglierei questa: Sono morta di poesia esplorando il cielo eterno/ Sono morta e poi rinata per morire/Perché il padre mi ristora/ E sbianca l’orrido banale

Il tuo ultimo libro.
Il pasto di legno, ottobre 2009

Le tracce tematiche che lo caratterizzano.
La negazione/esplorazione dell’anima e del corpo. La condanna della folla come giudizio. L’importanza della vita e dell’essere. Un viaggio di salvezza che analizza il concetto dell’apparenza.

Una definizione della tua poesia.
Chi ero e chi sono, la completezza invisibile, la tenacia, l’esistenza e la vulnerabilità dell’anima.

Keats sostiene che il timone della poesia è l’immaginazione, la fantasia le vele, e l’invenzione la stella polare. Cosa aggiungeresti?
Il cielo saprà unire ogni cosa e i nomi non avranno più importanza.

La qualità che apprezzi maggiormente in una poesia.
Il significato dimostrato sapientemente con le immagini.

Il futuro della poesia.
Spero buono.

Un consiglio ai giovani poeti.
La spontaneità e l’umiltà. Passione, coraggio e pazienza perché la poesia non ha mete. Quando arriva è sempre una nascita.

Un tuo dono poetico ai lettori di LucaniArt

Il perdono di Giuda

Com’è che Cristo ha amato l’Ingiustizia.
La lenta mareggiata dei serpenti
Per rendersi nel pane manto estremo
E voce all’immortale valle in festa

Com’è che Il Cristo, là sponda dei bugiardi
Compone le medaglie da affidare
Limandole d’attesa
Al gergo del silenzio e poi al chissà

Le bocche dei perdenti tramontano giù a diga
Cercandosi un lamento sottomesso
Che possa dirsi timbro celestiale
Domani ripagato all’eden
E all’oggi così sia

Non c’è risposta fra luci ad alternanza.
Le piaghe all’ombra non sanno la certezza
Del polso nominato alla creazione.
Non c’è riposo a perdonare
Né veglia giusta a sterminare;
Ché il tempo degli ulivi ha colli incerti
Dondolandosi a stagione il vero e il falso
Sul ramo germogliato sant’inganno

Là nel fondo, posato cima e volto
Lui vide il Cristo sanguinargli addosso
Con tutte le ferite inflitte e amate
Spogliandosi alla morte
Menzogna generosa

Lui Giuda il vero.
Dal marmo riscaldato senza fiato
Compose il suo segreto verme e marchio
Pentito al chiodo ancora da piantare
Con l’indice al sé stante
D’amore primordiale rimpatriato

Lui colpa e poi ponente.
Vangelo chiuso al nome.
La somma vana e il gesto da attardare.
Lo scrupolo crudele e poi ferito
Fra le labbra dissetate con la trebbia
Di un giorno senza sera

Lui orfano al respiro
E figlio poi impiccato
Con l’utile sepolto
E il vuoto diramato nel calcagno
Come una preghiera da capire

Com’è che il Cristo ha amato l’Ingiustizia

Il sangue in posatura e comunione
Prima d’inondarci di salvezza
Che martire fu prima a corda stretta

(Marina Minet, Teresa Anna Biccai)

(intervista a cura di Maria Pina Ciancio, esclusivamente per il sito internet LucaniArt Magazine)

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10 risposte a “Spunti (di)versi con… Marina Minet

  1. Pingback: Spunti (di)versi con… Marina Minet | Feedelissimo·

  2. mi piace la immediatezza e la freschezza di questa Dlonna che sa ideare nei modi umili ma precisi con cui si presenta, davvero ottima scoperta di cui terrò presente! grazie infinite mapi! cn stima e affetto
    r.m.

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  3. ascolto con serena gioia chi scrive come Marina-in lei,voce dolce e senza fine, si ascolta la Poesia che questo ventunesimo secolo ricerca e non ascolta- bella la sua espressione della poesia :”L’ombra e la luce dell’anima”-grazie dell’incontro-con sincera riconoscenza-vincenzo

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  4. L’alleviamento del dolore…Sepolcro e liberazione
    Il cielo saprà unire ogni cosa

    …ottimo il testo di chiusura

    Complimenti a Teresa Anna Biccai
    Antonio

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  5. Ringrazio tanto Teresa per l’intervista e per questo dono poetico, che affronta un tema complesso e delicato come quello del pentimento/perdono.
    Una poesia fatta di domande, che scava in sè, a volte si scarnifica, perchè se ne colgano non le conclusioni, ma i suoi punti di partenza: Cristo non giudica e non condanna, ama e perdona.
    Decisamente moderna e illuminante è altresì la riflessione sulla figura di Giuda Iscariota che ne fa l’autrice: la ricerca di “salvezza” dell’apostolo (‘come una preghiera da capire’) è tutta nell’attraversameto del dolore, che culmina nel gesto del suicidio come atto di estrema fede e speranza nel perdono.
    Un saluto carissimo a tutti gli amici di lucaniart. Mapi

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  6. Mi ha molto colpita la denizione di poesia: “L’alleviamento del dolore, la dimostrazione della gioia e la conoscenza del cuore. Il sepolcro e la liberazione dell’essere.”.
    Complimenti, per la profondità d’animo.
    Grazie Mapi

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  7. Poesia carnale e d’impatto, quella di Teresa Biccai, a volte ermetica – anzi spesso – e soprattutto istintiva, come un fiume che rifiuti argini protettivi.
    Interessanti domande in intervista: il poeta sa sempre cosa può e deve chiedere al poeta.
    E’ vero che ‘la poesia non ha mete’ ma non nel senso che non le raggiunga, ma nel senso che non le prefigura.
    Abbraccio tutti i poeti.

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