Spunti (di)versi con… Antonio Fiori

I POETI SI RACCONTANO 15
Interviste sulla poesia a cura di M. P. Ciancio per il blog letterario LucaniArt Magazine

Poesia: passione, libertà…
… ma anche terapia per una ricostruzione interiore e del proprio rapporto col mondo; inoltre la poesia dovrebbe essere, alla fine, ricerca di verità attraverso una personale proposta estetica.

I desideri di un poeta
Che la poesia aiuti a decodificare il mondo.

Una tua definizione di poesia

Ripropongo a questo proposito quanto detto di recente in altri luoghi della rete: “La poesia è un casolare disabitato, abbandonato al suo misterioso destino, aperto ad ogni visita di estimatori e viandanti. Talvolta il vecchio proprietario, il costruttore, ritorna con nostalgia a visitarlo. Il portone d’ingresso è sempre spalancato, le stanze invece hanno le porte socchiuse, le tapparelle a metà, l’arredo che sorprende. Ogni tanto, esplorandolo, si scopre una stanza inaccessibile, una porta chiusa a chiave, una botola che non si ha il coraggio di aprire.
Spesso la poesia ‘suggerisce’ quel che si era dimenticato o creduto indicibile; così come a volte si muove invece nell’ombra, o in spazi di silenzio, irriconoscibile come gli incursori in azioni di sabotaggio, per rimuovere preconcetti, ripulire e curare la parola, infiltrarsi nel quotidiano. La vera poesia, infatti, muove sempre qualcosa dentro di noi, anche solo di pochissimo, senza che ce ne accorgiamo ma in modo definitivo”.

da http://ainsi.wordpress.com/category/antonio-fiori/

Il ruolo della poesia oggi.
Resistenza alla deriva dei linguaggi, ricerca di verità, conforto quotidiano…

Da dove viene la parola del poeta
Dalla vita vissuta, dalla ‘traduzione’ degli incontri, degli amori e dei dolori

I tuoi poeti preferiti
L’elenco sarebbe troppo lungo. Se dovessi fare solo un nome: Giorgio Caproni. Se dovessi scegliere un vivente: Angelo Mundula.

Almeno tre libri di poesia da cui non ti separeresti mai.
Domanda difficilissima, che potrebbe chiudersi con la Commedia di Dante, Il Canzoniere di Petrarca e i Sonetti di Shakespeare. Ma non posso non aggiungere L’Opera in versi, di Caproni, L’Opera poetica, di Raboni e Il Cantiere e altri luoghi, di Mundula.

Un poeta sopravvalutato
Jacques Prevert

Un poeta sottovalutato
Guido Gozzano

La tua prima poesia.
Non era una poesia ma due versi di Antonio Machado annotati a vent’anni:

“La sete o l’acqua sei sulla mia strada?
Dimmi vergine altera, mia compagna”

Il punto di partenza della tua poesia
Un sopralluogo, una paura, un incontro inatteso…

Un verso che avresti voluto scrivere
……………” è giorno”
mentre intorno si addensano le ombre

(A.Mundula, ultimo verso di ‘Strade’ da Il Cantiere e altri luoghi, Sassari, 2006)

La poesia che più ti rappresenta:
forse ‘Salita’ (da Sotto mentite spoglie, Manni, 2002)

Viaggio su una tradotta d’anteguerra
che s’inerpica a fatica fino in vetta
e la gola tra i monti mi rinserra.

Tormento m’infligge di vertigine
lambendo lungamente i precipizi
mentre il cielo sembra spazientirne

e così poco sopporto questo peso
che mi chiedo perché sono salito
e perché dentro invece sono sceso.

Il tuo ultimo libro:
E’ un libro virtuale ma molto ‘reale’ credo, si intitola
‘La strada da scegliere’, Clepsydraedizioni, 2009
scaricabile dall’omonimo sito web: www.clepsydraedizioni.com

Le tracce tematiche che lo caratterizzano
Malinconia e inadeguatezza, sentimenti diffusi credo.

Una definizione della tua poesia
Lo spazio umano dell’incontro (è di Francesco Marotta, e mi riconosco interamente)

Keats sostiene che il timone della poesia è l’immaginazione, la fantasia le vele, e l’invenzione la stella polare. Cosa aggiungeresti?
L’ascolto: ascoltare ogni tanto, durante il viaggio, le voci indecifrabili che salgono dalla stiva.

La qualità che apprezzi maggiormente in una poesia.
La capacità di creare straniamento (e successiva meditazione).

Il futuro della poesia
Nella preghiera (e nei turni di guardia dei poeti alla frontiera, ai posti di vedetta)

Un consiglio ai giovani poeti
Leggere (e rileggere) poesia. D’ogni epoca, ad alta voce, quando possibile in lingua originale.

Un tuo dono poetico ai lettori di LucaniArt

Quello che manca*

Questo ci manca, qualche cosa dentro
– un congegno o un gene
che dica al più presto dove vada l’eccesso
il pane del cenacolo e l’acqua samaritana
avanzati al banchetto
– uno strumento che sappia
riordinare in discarica il rifiuto del senso
generare speranza senza usare la chimica
ripulire l’aria dell’anima.

* ‘Quello che manca’ da AA.VV. Sopra le nubi sulla montagna crollata, Campanotto, 2008

(intervista a cura di Maria Pina Ciancio, esclusivamente per il sito internet LucaniArt Magazine)

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18 risposte a “Spunti (di)versi con… Antonio Fiori

  1. Tematica intimistica/mistica, la più vera, quella a cui non si può mentire, la più difficile da tradurre in versi, e forse anche da individuare.
    È ciò che traggo da questa intervista ad Antonio Fiori, che qui emerge per modestia (-l’inadeguatezza’ ‘l’ascolto’-) e per volitività (-Resistenza alla deriva dei linguaggi, ricerca di verità-)

    Grazie Mapi !
    p.s. mi è piaciuto davvero tanto il dono poetico di Antonio, ‘Quello che manca’, in particolare gli ultimi due versi.

    Grazie ancora e saluti cari
    Rina

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  2. interessante e coinvolgernte punto di vista di poeta dotato sul fare poesia e che delizia il suo dono in cui si legge: “…dove vada l’eccesso
    il pane del cenacolo e l’acqua samaritana
    avanzati al banchetto…” metafore timbriche di timbrico sentire..

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  3. Apprezzo la poesia di Antonio Fiori.Condivido sia le sue riflessioni che le sue valutazioni sui poeti sopra citati. Anche secondo me Prèvert è stato un po’”gonfiato” e il nostro Guido Gozzano, un poeta sempre sul crinale del lirismo e dell’ironia, decisamente sottovalutato. Come Antonio adoro Caproni. Auguri di cuore!

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  4. Antonio, è uno di quei poeti a cui penso, quando viene citata la poesia “onesta” nella miglior accezione del termine. Questa intervista non fa altro che ribadire il mio concetto che non vi è tanta differenza tra la poetica ed il suo autore,
    anzi minore è tale differenza tanto più la sua poesia risulta vera. Sono daccordo con Antonio,
    quando dice che la poesia deve stupire e anche far riflettere e credo che nell’ equilibrio tra le due cose stia il segreto della poesia che preferisco.
    Grazie a M.P. per la proposta e grazie ad Antonio
    per questa intervista.
    vincenzo celli

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  5. Leggo da tutti voi parole davvero incoraggianti e una condivisione di fondo della mia visione della poesia.
    Cerco di coniugare straniamento e riflessione, stupore e ragione. Non mi convince sempre il risultato, ma la strada dovrebbe essere questa, almeno per come ‘sento’ e sperimento io la poesia.
    Grazie di cuore a Rina, Erremme, Rosa e Vincenzo
    e un grazie particolare a Maria Pina, che con queste stimolanti domande mi ha permesso utili e ulteriori riflessioni sulla scrittura e sulal lettura della poesia
    Antonio

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  6. “ripulire l’aria dell’anima” è un bellissimo verso che suscita nuove energie ed evoca la possibilità di una rinascita, la possibilità di porsi in modo diverso di fronte alle cose di sempre. Mi sembra positivo lo spirito della poesia di Antonio Fiori in quest’epoca di disfacimento generale.

    Un saluto,

    Rosaria Di Donato

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  7. Bella, metaforica e poetica la tua definzione di poesia.
    E’ quella che mi ha conquistato di più.

    Ricordo agli amici di pasaggio che il 24 marzo,
    Antonio incontrerà gli studenti di un Istituto Tecnico di Alghero,
    per discutere con loro di poesia.

    Sarebbe bello esserci!

    Un saluto carissimo a tutti voi Mapi

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  8. Grazie Rosaria per aver colto questo desiderio di rinascita.
    Gentile come semprea Mapi anche con quest’ultima notizia.Si tratta di un incontro che avviene nell’ambito dell’attività didattica e in orario scolastico, dunque non aperto al pubblico, ma certamente gratificante e spero fruttuoso per i ragazzi, per la loro sensibilizzazione verso la poesia e l’origine della scrittura.
    Colgo l’occasione per segnalare un mio errore nella citazione dell’antologia edita da Campanotto e da cui è tratta la poesia conclusiva. Il titolo corretto è ‘Vicino alle nubi sulla montagna crollata’ (che è poi un verso di Pasolini)
    Grazie ancora, un caro saluto a tutti
    Antonio

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  9. sospensione, più che straniamento, riappacificazione con un cammino fatto di tanti segni, lasciati tra quelli che altri ci hanno dato, anche inconsapevolmente, costruendo mappe e reti che spesso diventano gabbie, anche mortali, o mortifere, persino per la scrittura poetica.
    Ci sono momenti, in ciò che Fiori lascia fiorire nei suoi orti,in cui la luce taglia radente, anche se non sembra sia dolorosa. Coglie la rosa del sentire e, nel cuore, c’è anche un grano di dolore. Grazie,ferni

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  10. Grazie Mapi per questa preziosa scoperta che mi hai permessa; Antonio sono sinceramente ammirata dalla tua Poesia e dalla tua Poetica. Mi accorgo ora che siamo insieme nella stessa antologia, e mi metto subito a cercare altri tuoi scritti per approfondire e nutrirmene ancora. Grazie!

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  11. poesia come fonte di equilibro interno Antonio…”che muove sempre qualcosa dentro” e qualche volta la porta via aggiungerei, a volte succede.
    grandiosa la definizione del futuro della poesia…
    arrivo solo ora, mi spiace, ma ne è valsa la pena.
    belle le parole di Ferni, si.
    un caro saluto a tutti.
    red

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  12. Davvero gentile il passaggio di Rossella Tempesta
    e grazie a Red, con il quale condivido un percorso di conoscenza poetica ormai irrinunciabile.
    Notte serena
    Antonio

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  13. Le parole di Margherita Rimi sono impegnative, mi onorano ma dicono anche che il poeta che si sbilancia sul valore etico e conoscitivo della poesia ne deve dare continuamente conto con la propria…
    Un caro saluto
    Antonio

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  14. Arrivo tardi, ma a integrazione delle giuste osservazioni che precedono, mi soffermo su queste parole di Antonio: Poesia, “…ma anche terapia per una ricostruzione interiore e del proprio rapporto col mondo; inoltre la poesia dovrebbe essere, alla fine, ricerca di verità attraverso una personale proposta estetica.” Sono importanti queste parole che condivido, tali da imporci prudenza nel troppo criticare l’attuale iperproduzione di poesia: al di là degli esiti – che si vorrebbero, certo, auspicabilmente alti, come nel caso di Antonio Fiori – non possiamo non augurarci una società di siffatti poeti (ce ne fossero, a decine di milioni!), non saremmo (politicamente) rappresentati come siamo, non vivremmo lo sconforto quotidiano della mediocrità al potere e nei nostri destini.
    Un caro saluto ad Antonio, a Maria Pina, agli intervenuti.
    Giovanni

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  15. Un grazie affettuoso a Giovanni, che sa leggere così bene dentro la poesia contemporanea e ci consente anche di sperare su una proliferazione virtuosa dei poeti
    A presto ritrovarci
    Antonio

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