Ci vorrebbe Guglielmo da Baskerville…!

Per te,  sorridente Elisa.

Chi non ricorda il bellissimo libro di Umberto Eco “Il nome della rosa”. O il film di successo tratto dal libro. In queste strane vicissitudini potentine degli ultimi giorni, il mio pensiero è corso a quel libro: una chiesa al posto di un monastero, una vittima come le tante vittime del racconto di Eco che il venerabile Jorge – bibliotecario del monastero, semicieco, viscido e cattivo che dal suo sapere ricavava il male e non il bene- uccideva perché non si conoscesse l’esistenza di un manoscritto di Aristotele – il II libro della Poetica – che riguardava il riso: Jorge diceva che ridere era deformante, non poteva essere un qualcosa creato da Dio, ridere era come un ghigno demoniaco e, dunque, ridere era del demonio e non di Dio. Per questo uccideva tutti coloro che scoprivano il manoscritto apponendo sulle pagine di esso un veleno. Ma quando arrivò Guglielmo da Baskerville e il suo aiutante Adso da Melk, l’assassino fu scoperto anche se questa terribile scoperta provocò un grande incendio che distrusse la grande biblioteca e l’archivio con tutti i codici miniati e antichissimi. E in quel rogo morì anche il venerabile Jorge: non si fece arrestare, preferì la morte! E anche in questo caso il sorriso c’è: l’indimenticabile sorriso di Elisa la cui vita è finita in un sottotetto di una chiesa, senza un fiore, senza una preghiera, senza una carezza sul suo corpo ormai gelido! Aspettiamo giustizia e il fuoco purificatore per quel luogo che nasce nel posto più antico della città: al centro del castrum romano che in età medioevale si chiamava Castrovetere, cioè il vecchio insediamento abitativo. Una città colpita nel suo cuore e non mi riesce proprio di dimenticare, nessuno dovrebbe farlo! E lo ricordate quel verso in latino che spiega tutta l’opera di Eco? Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus (“la rosa, che era, esiste solo nel nome, a noi restano soltanto nudi nomi”). A te Elisa, fresca come una rosa, mai ci dimenticheremo di te! E non rimarrai solo un nome, troppo a lungo sei stata solo un nudo nome: quel corpo gridava vendetta e sepoltura, quel corpo mummificato e scheletrito come un simbolo sulla vetta di una città accidiosa e insolente, piena di peccati, quel corpo che vegliava tutti noi, che sovrastava i nostri pensieri, le nostre teste! Quel sorriso, simbolo della tua spensieratezza, quel sorriso che non può piacere ai malvagi incapaci di ridere! Che giustizia sia e presto!

Ad Elisa Claps

Antares

Una risposta a “Ci vorrebbe Guglielmo da Baskerville…!

  1. Quando l’orrore supera l’immaginazione.
    Condivido la riflesisone di Antares; un govane sorriso spezzato non può essere ricompensato, ma almeno i familiari di Elisa avranno una tomba su cui piangere.
    E che giustizia sia e presto!

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