Spunti (di)versi con… Anna Maria Farabbi

I POETI SI RACCONTANO 18
Interviste sulla poesia a cura di M. P. Ciancio per il blog letterario LucaniArt Magazine

Poesia: passione, libertà…
Passione sì, nel senso di uno stato interiore dilatato sensorialmente, nel ricevere e nell’offrire, oltre che nel sentire.
Rigore nello studio interiore ed espressivo, in una disciplina che ha in sé la parsimonia della parola fino al raggiungimento di una significativa limpidità.
Estraneità da qualunque fame di riconoscimento.

I desideri di un poeta
Saper vivere e praticare con naturalezza quei tre cardini che ho citato.

Una tua definizione di poesia
Convivere con una mandorla atomica incastonata nel corpo, trascrivendo la sua energia lirica.

Il ruolo della poesia oggi.
Come sempre, testimoniare oltre la coniugazione delle due tempie anche l’esistenza espressiva di altri centri nevralgici nel corpo (il cuore la pancia). Cantare nello spazio e nel tempo proprio, ma sfondandolo, oltre ogni definizione.

Da dove viene la parola del poeta
Ho già risposto

I tuoi poeti preferiti
*

Almeno tre libri di poesia da cui non ti separeresti mai.
*

Un poeta sopravvalutato
*

Un poeta sottovalutato
*

Non voglio rispondere: lascio stare classifiche, graduatorie. Ci sono vicinanze che tornano come orbite ellittiche a seconda della mia rotazione, del mio divenire. Epifanie improvvise che rigenerano.

La tua prima poesia.
Tra i banchi di scuola, primo superiore:lezione d’italiano, dimenticando la bocca dell’insegnante, precipitavo le parole dentro un foglietto. Con una sensazione di stupore e benessere.

Il punto di partenza della tua poesia
La mandorla (ho già risposto prima)

Un verso che avresti voluto scrivere
Non ho mai desiderato scritture che non mi appartengono. Per me non è fondamentale la scrittura, ma la preistoria della scrittura. Non potrei desiderare un frutto senza aver vissuto pianta e radici.

La poesia che più ti rappresenta
Non so rispondere

Il tuo ultimo libro
solo dieci pani edito da Lietocolle nel 2009

Le tracce tematiche che lo caratterizzano
Dieci sostanze di canto spirituale, dentro cui si innesta la preghiera cristiana e la meditazione orientale, come se unico fosse il polmone profondo. Con il volto interiore rivolto alla madre.

Una definizione della tua poesia
Non so rispondere

Keats sostiene che il timone della poesia è l’immaginazione, la fantasia le vele, e l’invenzione la stella polare. Cosa aggiungeresti?
Starei zitta.

La qualità che apprezzi maggiormente in una poesia.
L’onestà.

Il futuro della poesia
Esiste. Non amando le definizioni, o le proiezioni, io credo nel futuro della poesia, come qualità espressiva in divenire. Se cambiano gli strumenti o le fruizioni, il suo asse centrale rimane piantato in terra e nel corpo di chi la vive. Di chi la vivrà.

Un consiglio ai giovani poeti
Non andare dietro né al re né alla regina, ma inoltrarsi da soli con entusiasmo nella vastità della creanza, sprofondando fin dentro le proprie viscere, oltrepassando il vento e i confini.

Un tuo dono poetico ai lettori di LucaniArt

Mi cercano nel paesaggio. Io sono uscita
morta diffusa:creo la quiete tra le tempie
mentre pellegrino scalza
nell’ombelico madre.
Chiedono se la mia voce esiste
o canta il linguaggio dei pesci
dove sono in che cosa si è trasformata
la radice dell’io.
Da animale a vegetale a minerale in pane,
La foresta bianco rosa dei ciliegi sulle sponde del fiume
Improvvisamente si è mossa: l’odore
e i petali nella brezza si staccano all’unisono
vibrando una leggerissima intima
bufera.

[uno, da solo dieci pani, Lietocolle, 2009]

(Intervista a cura di Maria Pina Ciancio, esclusivamente per il sito internet LucaniArt Magazine)

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9 risposte a “Spunti (di)versi con… Anna Maria Farabbi

  1. Leggo Anna Maria ormai da tempo, ultimamente collabora con Cartesensibili come “voce libera” attraverso due rubriche in cui porta con passione i testi o le esperienze di molti poeti o artisti spesso trascurati. Questo, a mio modo di vedere, risponde alla domanda cui Anna Maria non ha risposto. Ci sono luci nelle voci di molti autori, che non sono alla ribalta, che non stanno nei carrozzoni o nelle carrozze ad alta velocità di cui oggi molto si parla, ma lavorano alacremente, con assidua volontà di andare alla ricerca di ciò che abita l’uomo, ed è più di un mondo, più di un universo che nasce ogni volta, dentro la loro parola.
    Testi-mo(e)nia queste presenze, Anna Maria,ed è facile operare una scelta, partendo da quelle rive di navigazione.
    Da parte mia sento la poesia di Anna nascere da un corpo tutto terrestre, presente nell’oggi, qui, ora, ma zolla per zolla c’è il respiro dell’intero cosmo fattosi piede del cammino.
    Il fiato è il farsi e il disfarsi di un essere che ha ed è corpo, ogni volta, non astrazione, non solo e principalmente mente.
    Sentire è gua(r)ire, sentire nel profondo il corpo stesso di quella creatura magnifica e mostruosa che laceriamo per nascere, che uccide sé attraverso il nostro corpo, all’interno di un ciclo così preciso e netto, gravido di altre forme, da risultare feroce, ma è vivissimo.
    All’interno di quel luogo, nulla ha un peso comune, ma tutto è relazione e l’io è solo una componente limitante, zavorrante, che impedisce il cammino verso l’altro, verso l’oltre, attraversando sè, ogni volta.
    Un bacio ad entrambi ed un grazie Maria Pina che, come Anna, porta..porta..porta!
    fernanda

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  2. non conosco benissimo la farabbi ma ho letto sue coseun po’ in giro e mi seduce per carica sensibile e “discrezione”, ottimo il dono poetico che ha voluto inserire qui… sarei lieto diospitarla tra le autrici e gli autori che fanno parte del gruppo “ex libris”, oramai nutrito e delizioso, mi si passi il termine da “giardino delle delizie” mediato da h. bosch..
    roberto matarazzo

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  3. “disciplina che ha in sé la parsimonia della parola fino al raggiungimento di una significativa limpidità.”

    Bellissima definizione della poesia che condivido e nel cui fine mi riconosco.
    Piaciuta molto quest’intervista che parla di poesia come di onesta’ e di ricerca solitaria. Speriamo che questa stupenda mandorla interiore ci offra ancora tanti e saporiti frutti da poter gustare in silenzio.
    daniela

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  4. Suggestivi i versi di Anna Maria che invitano a rientrare in noi stessi e cercare un pò di quiete lontano dalle apparenze e dai rumori del mondo. La natura può essere uno stimolo per vivere in un respiro più ampio, in sintonia con un’ eco interiore che nell’ effondersi intorno si ritrova.

    Rosaria Di Donato

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  5. Non conosco bene la Farabbi, ma l’onestà delle non/risposte e la poesia donata ai lettori di LucaniArtmi incuriosiscono e mi spingono a leggere i suoi lavori.
    Molte grazie a Mapi e alla poetessa.

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  6. E’ un duplice invito al viaggio quello di Anna Maria Farabbi: nella vastità del creato e nella profondità della creatura; un invito, in entrambi i casi, ad oltrepassare coraggiosamente i confini. Solo da queste sfide, sembra dirci Anna Maria, può nascere la poesia.
    Le risposte all’intervista, così scarne, essenziali e controcorrente, dicono di una libertà ormai conquistata. E difesa ad ogni costo, da ogni pur vaga allusione, da ogni ipotesi definitoria, addirittura rispondendo col silenzio a innocenti (all’apparenza) domande.
    Direi che è un insegnamento forte, una invidiabile dichiarazione di purezza possibile.
    Un saluto cordiale
    Antonio

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  7. Pingback: Notizie dai blog su SOLO DIECI PANI di Anna Maria Farabbi·

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