Spunti (di)versi con… Pierino Gallo

I POETI SI RACCONTANO 21
Interviste sulla poesia a cura di M. P. Ciancio per il blog letterario LucaniArt Magazine

 Poesia: passione, libertà…
Continuerei con: osservazione, dibattito, denuncia. Triade che spiega meglio il ventaglio universale del fare versi e il suo incidere con simboli forti la vita di ognuno.

I desideri di un poeta
Probabilmente quelli che esprime Omar Kayam in uno struggente componimento di Hikmet: “Riempi il tuo cranio di vino prima che si riempia di terra […]. In questo mondo che offre più grano che stelle ho fame / tu parli di vino e i miei soldi non bastano a comprare il pane”.

Una tua definizione di poesia
“Un ammasso di parole sconnesse, una pagina riempita di segni, un volto riprodotto con l’inchiostro. No, non è questo la Poesia. Non solo questo. L’arrendersi ad una vigilia che non ha mai fine, a quell’insidioso e continuo sospetto che ci sia davvero qualcosa per cui partire, per cui un sorriso si protende nell’attesa di una risposta. Attendere… attendere e poi di colpo lasciare che il filo si spezzi, come quell’aquilone che, da bambini, ha seguito il nostro percorso nascosto al primo bivio della strada. Allora, forse, attendere era possibile. L’ignota energia di un’immagine diventava voglia di scoprire, di indagare ciò per cui la vita è chiamata vita e l’uomo uomo. E il tragitto verticale del nostro aquilone diveniva frutto di una precedente sosta, quella della Poesia. Essa è bambino, uomo, casa, sorrisi, lacrime, un’immensa scatola di vetro in cui gli oggetti sono specchi l’uno dell’altro. Tutto è tutto nel suo grembo. Chiedersi se qualcuno ci ascolta vuol dire non morire mai, non rinunciare a dire e a dare. Questo è Poesia: mi ha colto di notte, all’improvviso, chiedendomi di parlare del mondo, di me stesso. Ritornare bambino fu, allora, il mio supremo sogno d’amore. Riabbracciare quell’ingenuità e quel sorriso pulito sarà il mio eterno cantare, il mio eterno inventare, la mia indimenticabile Poesia.” (da P. Gallo, Attese – raccolta di riflessioni poetiche, Cosenza, Orizzonti Meridionali, 2006)

Il ruolo della poesia oggi.
Scomodo vezzo d’esteta utile solo ad impedire il “giusto” scorrere delle cose! Meno male. Qualche mese fa, in occasione di un’intervista mi è stato chiesto: “La Poesia può salvare?” In quel frangente, mi limitavo a suggerire più che altro una maggiore sensibilizzazione al verso, anche tra i più giovani. Intanto, che si cominci.

Da dove viene la parola del poeta.
Mi piace richiamare qui quella tanto discussa “poetica del vago e dell’indefinito” che accomuna il nostro Leopardi ai francesi Chateaubriand e Lamartine: la parola del poeta nasce da un suggerimento improvviso che colpisce la vista, inonda i canali sensoriali e crea quel piacevole disorientamento che solo il verso sa rendere palese. In breve, la Poesia è eco dell’“ailleurs”, dell’altrove… Facendo un salto cronologico, cito sempre con una vena di malinconico affetto la “Grande Assente”, Alda Merini: “I poeti lavorano di notte / quando il tempo non urge su di loro, / quando tace il rumore della folla / e termina il linciaggio delle ore”. La notte è forse uno dei più ricchi luoghi dell’altrove.

I tuoi poeti preferiti
Alda Merini appunto, Charles Baudelaire, Nazim Hikmet, Pablo Neruda.

Almeno tre libri di poesia da cui non ti separeresti mai.
Les Fleurs du mal di Baudelaire, Vuoto d’amore di Alda Merini e Tutte le poesie di Hikmet.

Un poeta sopravvalutato
Difficile parlare di sopravvalutazione in Poesia. Bisognerebbe forse accentuare maggiormente la distinzione tra i veri poeti e gli autori di slogan per film alla Muccino. Non ho mai visto un verso di Montale o di Ungaretti riportato in un SMS o scritto sui muri…

Un poeta sottovalutato
Senza alcun dubbio Pier Paolo Pasolini, autore de Le ceneri di Gramsci (1957). Un recente lavoro personalmente condotto sulla silloge pasoliniana (“Pasolini tra Pascoli e Baudelaire. Intertestualità e influenze ne Le ceneri di Gramsci”, Castrovillari (CS), Il Coscile, 2008) ha rivelato una forte componente sperimentale e una spiccata combinazione di orientamenti letterari (dal filone umile e campestre del Pascoli, al crudo simbolismo sinestetico di Baudelaire, passando per suggestioni montaliane), ingiustamente poco elaborate dalla critica moderna. Scarsa resta infatti la bibliografia sul Pasolini poeta.

La tua prima poesia.
Da lettore: Alle fronde dei salici di Salvatore Quasimodo, saltata fuori casualmente da un volume fatto riversare, da bambino, sullo scrittoio di casa.
Da compositore: Dopo la vita, riflessione in versi su un’Assenza (un nonno scomparso e mai conosciuto).

Il punto di partenza della tua poesia
Una vecchia antologia ingiallita, una finestra aperta e un soffio vespertino.

Un verso che avresti voluto scrivere
“E’ puro schianto la ricerca di senso”-

La poesia che più ti rappresenta
Da lettore: In questa notte d’autunno di Hikmet.
a autore: Parigi, tratta dalla mia ultima fatica Geometrie dell’inganno.

Il tuo ultimo libro
Geometrie dell’inganno, Francavilla Marittima (CS), Aljon Editrice, 2008.

Le tracce tematiche che lo caratterizzano
Bonifacio Vincenzi, autore della prefazione, riassume bene le piste che sostengono il libro. Tre essenzialmente gli orientamenti o “Legami” che ne guidano la composizione: la realtà interiore di chi scrive; il mondo dell’arte o, se vogliamo, l’atelier dell’artista (da cui si sviluppa una vera e propria “poetica delle maschere” ); la pratica intertestuale (da cui una forte riflessione sui Padri letterari evocati), implicita già nel sottotitolo alla raccolta: (ovvero i soavi licor e i succhi amari), significativo richiamo tassesco.

Una definizione della tua poesia
Alfabeto, grammatica, codice espressivo imprescindibile per essere “Sinceri”.

Keats sostiene che il timone della poesia è l’immaginazione, la fantasia le vele, e l’invenzione la stella polare. Cosa aggiungeresti?
Completando la metafora marina aggiungerei: la vita è la bussola.

La qualità che apprezzi maggiormente in una poesia.
La freschezza e l’originalità dell’immagine, ma altresì l’eleganza stilistica nell’esprimere il pensiero.

Il futuro della poesia
Frammentazione, dispersione e banalizzazione. Pericolo costante legato all’utilizzo talvolta improprio della Rete.

Un consiglio ai giovani poeti
Mai aver paura del “silenzio”.

Un tuo dono poetico ai lettori di LucaniArt
Riporto per intero la poesia a cui mi sento più legato:

“Parigi,
5 del mattino,
stringo
tra le braccia
lo spazio
di gelo
autunnale,
il rumorìo
dei primi tram.Nessuno
s’accorge
che è più facile
amare
piuttosto
che vivere appena.”

(intervista a cura di Maria Pina Ciancio, esclusivamente per il sito internet LucaniArt Magazine)

7 risposte a “Spunti (di)versi con… Pierino Gallo

  1. … incominciasti con “lievità” il tuo approccio alla poesia. Alle fronde dei salici è drammatica per un adulto, figurarsi per un bambino.
    Una domanda al poeta: amare appena appena è più facile che vivere appena?
    Belle le tue riflessioni. Bravo

    Ps – uno slogan è per sempre, ma la poesia è eterna

    Mi piace

  2. ‘Intanto,che si cominci’.Giusto. La salvezza attraverso la poesia è possibile ma, come quella offerta dalla rivelazione cristiana, ha bisogno di un percorso e della nostra partecipazione di lettori. Diventare lettore vero di poesia credo sia molto più difficile che scrivere qualche buona poesia.
    Una bella intervista, che mi ha dato l’occasione di conoscere Pierino Gallo. Grazie
    Antonio

    Mi piace

  3. Ricordo che Pierino è oltre che poeta, critico e tenace studioso, folgrante sempre nelle sue intuizioni. Condivido della sua intervista molte cose, ma mi piace sottolineare il limite e il pericolo che come me sente annidarsi nell’uso spesso invasivo e selvaggio di internet: “Frammentazione, dispersione e banalizzazione. Pericolo costante legato all’utilizzo talvolta improprio della Rete”.
    Grazie Piero e grazie agli amici di passaggio che arricchiscono di umanità questi incontri letterari e di vita. Mapi

    Mi piace

    • Carissima Mapi è te che debbo ringraziare per la sempre costante attenzione che rivolgi alla mia penna poetica… Ringrazio altresì Antonio Fiori che spero di incontrare nel mio peregrinare accademico e poetico in giro per l’Italia. A te ancora un grosso abbraccio Mapi, promotrice di qualità indiscussa.

      Mi piace

  4. “Pasolini tra Pascoli e Baudelaire. Intertestualità e influenze ne “Le ceneri di Gramsci”, di Pierino Gallo. Busco este libro desde Chile, conocen de alguna libreria que lo tenga para poder pedirlo, Saludos

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...