Autoritatto poetico di Marina Raccanelli

[IV] –Rubrica “Profili” a cura di M. P. Ciancio

(foglio poetico a cura dell’autrice)

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7 risposte a “Autoritatto poetico di Marina Raccanelli

  1. c’è nella tua scrittura, o forse nei miei occhi, grazie ai tuoi filtri testuali, qualcosa di metamorfico.La scrittura sembra pronta a trasformare la parola in un’altra cosa,sembra che indossi un abito e subito questo diventa una seta o una graza, una grazia sempre per la stoffa che mostra.
    Quel trasparente, per via di qualle t alata, aperta quasi come una v, la tua voce viva,si può leggere come “viasparente”, parola che non cè certo ma che è tua, penso, una via che appare e sparisce per lasciar spazio al grigio, quel cupo- gufo che ho visto sulla spalla del tuo stare,e di lato, tra nuvole che la bora sferza, amplifica il rumore di quegli altri animali, sul trespolo della riga più sotto, le nere remore,uccelli pesanti,che si nutrono d’anima.
    Ma tu sei d’azzurro abitata, lo si vede dal volto, un azzurro verde arborescente e rosse, vivissime lingue, di fuoco, abitano il profondo del tuo lato sinistro, il crepaccio dell’occhio, sempre a sinistra, come il cuore, ma non solo sinistro il battito di una passione corale, di fuoco. Ciao Marina,grazie.ferni

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  2. Troppi errori, e allora correggo. Scusatemi. Mi sono data da sola le bacchettate. Un bacio a Mapi e un grande abbraccio a Marina.
    Testo corretto:
    c’è nella tua scrittura, o forse nei miei occhi, grazie ai tuoi filtri testuali, qualcosa di metamorfico. La scrittura sembra pronta a trasformare la parola in un’altra cosa, sembra che indossi un abito e subito questo diventa una seta o una garza, una grazia sempre per la stoffa che mostra.
    Quel trasparente, per via di quella t alata, aperta quasi come una v, la tua voce viva,si può leggere come “viasparente”, parola che non c’è, certo, ma che è tua, penso, una via che appare e sparisce per lasciar spazio al grigio, quel cupo- gufo, che ho visto sulla spalla del tuo stare,e di lato, tra nuvole che la bora sferza, amplifica il rumore di quegli altri animali, sul trespolo della riga più sotto, le nere remore, uccelli pesanti, che si nutrono d’anima.
    Ma tu sei d’azzurro abitata, lo si vede dal volto, un azzurro verde arborescente e rosse, vivissime lingue, di fuoco, abitano il profondo del tuo lato sinistro, il crepaccio dell’occhio, sempre a sinistra, come il cuore, ma non solo sinistro, il battito di una passione corale, di fuoco.
    Ciao Marina, grazie. ferni

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  3. Carissima Mapi, scusa se non ti ho ringraziato prima per aver pubblicato il mio foglio, lo faccio ora con molta gratitudine! semplicemente, ho navigato poco ultimamente, così non me n’ero accorta.
    Lo stesso discorso vale per la fervida Ferni, che mi ha commentato con una penetrazione così creativa e vulcanica da fornire al mio semplice collage una profondità “fantastica” che di per sè non possiede! la tua prosa, Ferni, ha qualcosa di speciale e di tutto tuo; mi rende orgogliosa di averti fornito uno spunto.
    Grazie di cuore anche a Roberto ed Eleonora!
    marina

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  4. condivido il commento di Ferni su quanto rileva di metamorfico nella tua scrittura sia segnica che poetica, ma in particolare mi colpisce la flessuosità- che in fondo conduce, appunto, alla metamorfosi- questo avvolgimento che hai del mondo e delle cose, che non taglia i contorni, non decide, non s’intromette aggressivamente ma rispetta e porta a sé. insomma, sa sedurre.
    un abbraccio
    lucetta

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