Documentario su Rocco Scotellaro (parte 1 di 6)

Documentario su Rocco Scotellaro (Tricarico, 19 aprile 1923 Portici, 15 dicembre 1953), scrittore poeta e sindaco di Tricarico (MT), prodotto dalla DUEA FILM di Pupi Avati per SAT2000, regia e testi di Luigi Boneschi, trasmesso su TV2000 (canale 801 di sky o su digitale) giovedì 4 marzo 2010 alle ore 20.00. Durata totale circa 55 min.

Si tratta di una produzione per la quale il regista Pupi Avati si è avvalso della collaborazione del Comune di Tricarico e del Centro di documentazione Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra di Tricarico, che ha messo a disposizione materiale documentario e fotografico selezionato dal suo vice direttore Carmela Biscaglia. Importante è stata anche la collaborazione della famiglia del poeta per le foto gentilmente concesse da Maria Carmela Scotellaro e da Rocco Vincenzo Scotellaro, come pure quella di Vito Sacco per la digitalizzazione delle immagini. Il documentario si è avvalso della collaborazione di studiosi importanti come Franco Vitelli, di antropologi come Ferdinando Mirizzi, di sociologi come Gilberto Marselli, di conoscitori di problematiche meridionalistiche e scolastiche come Pancrazio Toscano ed anche di protagonisti delle lotte contadine come il senatore Angelo Ziccardi. Ha inoltre visto la partecipazione di Antonio Lotito in quanto dipendente dellEnte Riforma Agraria, di Michele Santangelo come pittore e allievo di Carlo Levi, di Innocenzo Bronzino in quanto imprenditore agricolo, di Giuseppe Baratta bracciante agricolo e testimone delle lotte contadine, di Giuseppe Miseo per la recitazione di alcune poesie di Scotellaro. Nutrita la presenza della Scuola Media Rocco Scotellaro di Tricarico con la prof.ssa Antonietta Vizzuso e gli alunni.

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sito internet: http://www.tv2000.it/

4 risposte a “Documentario su Rocco Scotellaro (parte 1 di 6)

  1. Grazie, Maria Pina, di questo bellissimo e doveroso ricordo di Scotellaro, grande voce del Sud; poeta impegnato eppure di grande tensione erotica, come in questi versi sanguigni di “È calda così la malva”:

    È rimasto l’odore
    della tua carne nel mio letto.
    È calda così la malva
    che ci teniamo ad essiccare
    per i dolori dell’inverno.

    Poeta dei sentimenti più puri dell’animo umano, di povertà e di autentica semplicità, come nel ricordo de “la faccia di mia madre al focolare”; il ricordo struggente di un passato quasi ancestrale, primitivo, non contaminato (come non contaminati, peraltro, sono ancora oggi taluni brulli paesaggi della Lucania).

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