POETANDO/ Rubrica di poesie sulla poesia (5)

In quel transito notturno, improvviso, viscerale ed ermetico, dal silenzio alla voce, sono germogliate da sempre mille domande e interrogativi sulla poesia, eppure “ciò che in fondo desidero/ da una poesia/ è/ che possa essere letta/ lentamente/ che si possa invecchiare/ tra una parola e l’altra”. Ecco una delle tante, belle e significative idee di poesia, quella di Goran Tunstrom, ma di seguito riporteremo i testi di alcuni amici poeti del nostro tempo, che hanno raccolto la provocazione e che con piacere hanno contribuito ad arricchire il dibattito.

Una poesia di Fernanda Ferraresso

“aveva un respiro la quiete, la notte, dentro i miei limiti, apriva anzitempo domani…”

In un legno
ho scavato una nave
e dentro vi ho deposto la mia navigazione
c’erano argille cotte…..al sole…..chiavi di volta
pozzi profondissimi
ventagli di sonorità dei venti
e a prua…..dove le onde prendono casa
ho posto un embrione di poesia
che culli la mia
rotta…..e muti i sogni
trovino sillabe oltre l’udibile
liberino la mente dalla gabbia del frastuono
questa confusione che accerchia
e spezza le corde delle vele
che vorrebbero bere l’aria
intatta la mia soletudine.

(Ferni)

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4 risposte a “POETANDO/ Rubrica di poesie sulla poesia (5)

  1. la bellezza di una scrittura che leggo e rileggo, sempre mi parla, dicendo all’orecchio del giorno di quale pasta è fatta la vita e l’essenza sta in quel cuore “soletudine”

    elina

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  2. rotta è una parla ambigua e polimorfa,per questo mi piace molto, indica la direzione, il senso del viaggio, solitamente per mare, e la si fa par tappe, inter-rompendo il tracciato, rias-sestandolo di tratto in tratto. Indica però anche la rottura, la frattura, che d’altra parte è necessaria ed è parte della nascita, si rompe il sacco perché il bambino maturato, nasca. Per questo ho depositato quell’embrione, a prua ,dove si sente la navigazione, l’inizio, il corpo dell’esistere, una soletudine che splende. Grazie a Maria Pina per queste sue finestre, aperte su visioni che, forse alla fine, forniranno un tracciato o un insime di mappe di navigazione nel mare liquidissimo di poesia. fernanda f.

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