POETANDO/ Rubrica di poesie sulla poesia (13)

In quel transito notturno, improvviso, viscerale ed ermetico, dal silenzio alla voce, sono germogliate da sempre mille domande e interrogativi sulla poesia, eppure “ciò che in fondo desidero/ da una poesia/ è/ che possa essere letta/ lentamente/ che si possa invecchiare/ tra una parola e l’altra”. Ecco una delle tante, belle e significative idee di poesia, quella di Goran Tunstrom, ma di seguito riporteremo i testi di alcuni amici poeti del nostro tempo, che hanno raccolto la provocazione e che con piacere hanno contribuito ad arricchire il dibattito.

Scrivendo di Gabriella Gianfelici

Scrivendo
sfioro i confini
sciolgo il dubbio,
Vedo l’altra sponda
dove gettare
il ponte.
In mezzo uno scoglio
è come un lume
parte del mio stesso universo.
Arpeggiano i versi
si depositano su di me.
Mi stupisco sempre
delle sillabe intrecciate
del lungo e lento
smaniare della poesia:
mi trascina con sè.
Un sentiero che vibra.

(Gabriella Gianfelici)

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