POETANDO/ Rubrica di poesie sulla poesia (17)

In quel transito notturno, improvviso, viscerale ed ermetico, dal silenzio alla voce, sono germogliate da sempre mille domande e interrogativi sulla poesia, eppure “ciò che in fondo desidero/ da una poesia/ è/ che possa essere letta/ lentamente/ che si possa invecchiare/ tra una parola e l’altra”. Ecco una delle tante, belle e significative idee di poesia, quella di Goran Tunstrom, ma di seguito riporteremo i testi di alcuni amici poeti del nostro tempo, che hanno raccolto la provocazione e che con piacere hanno contribuito ad arricchire il dibattito.

Poesie di Ada Crippa

Invito

Brulicanti cerchi impercettibili
tutt’attorno mi ronzano
e nella testa mi fischiano
un arcano richiamo.

Volteggiano diafane
immagini nei vortici
mentali che ad inseguir
ci provo:
ora li vedo
ora li perdo

come gnomi burloni
o micro bambini
a passeggio giocosi
nei flussi e sollecite
dita mi tendono
invitanti negl’alvei
delle: metamorfosi

…è un filo di magia
o una forza sconosciuta
che di nascosto gioca?

ma se l’afferro:
afferrerò – forse
p o e s i a.

*

Poesia

Una goccia dal fondo si stacca
salendo
s’apposta dietro le labbra
bussando
trasparenza di cristallo nell’aria
uscendo
sul foglio posandosi
frammento
del mare profondo

svelando.

*

Tu sei qui

Tu sei qui mia poesia
come un’altra da me

come me diversa
nei confini di acqua e di porpora
del corpo dell’ombra.

Tu sei qui
come sempre vicina
a me, attorno
io tuorlo, tu
albume che regge.

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