Gallipoli di Mauro Savino

E’ Gallipoli la nuova raccolta poetica a cui l’Associazione Culturale LucaniArt ha posto l’attenzione in questi giorni, curandone una pregevole plaquette d’arte. Le dieci poesie che fanno parte del libretto sono firmate dall’amico e poeta lucano Mauro Savino, che è già da svariati anni è anche collaboratore del Magazine, sia con i suoi scritti che con con i suoi disegni a china.

Mauro Savino è nato a Tricarico (MT) e vive a Roma.E’ laureato in Giurisprudenza e Filosofia. Poeta, scrittore, attore e performer, ha pubblicato nel 2004 la silloge Il respiro dell’acqua (Ediclub) e nel 2005 le due raccolte Benedizione selvaggia (Il Filo) e 30 Pugnali (Montedit).

Del 2010 è la plaquette Canzone d’Aprile (GDS). Sempre nel 2010, dopo aver recitato in diversi spettacoli a firma dell’autore lucano Mariano Lizzadro, approda al Teatro Vascello di Roma con lo spettacolo ART’E’ per la regia di Francesca Pace e realizza il concept per l’opera videoartistica Nux di Carlo Pontoriero, presentata al MACRO di Roma.

Nel 2011, dopo altri numerosi riconoscimenti in ambito poetico e letterario, è tra i finalisti del “Premio Tirinnanzi” presieduto da Franco Buffoni.

Nel 2010 il quotidiano spagnolo El Pais lo inserisce tra gli autori più rappresentativi ed eclettici nell’ambito di un reportage sulla situazione artistico-letteraria in Italia.

*

Da Stigliano, dalle sue pietre e notti, da una malinconia russa, da un autunno.
Forse, dal troppo amore e da una lontana solitudine.

IV.

Non conosco quest’uomo. E’ morto.

I morti sono un gesto primevo

semplice, radicale. Queste vie storte

senza nome, indicate con il dito

sono le stazioni di una via crucis

di arcadi con la faccia cotta e le mani tristi.

La morte in questo nuovo trascorrere vecchio

è nuda prima del corpo. Nella giacca ferma

sulla sedia gelata, in mezzo alla stanza.

E queste marie che si gridano dentro

restano mute, sedute.

La negritudine dei crinali di pietra

sopravvive con i cani

sfrangiata dal vento. Ha visto i morti.

Li ha visti liberi. Li ha visti tornare.

Sfrangiati dallo stesso vento.

(Mauro Savino, da Gallipoli, a cura dell’Associazione Culturale LucaniArt, settembre 2012)

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