Poesie di Luciano Nota

Cinque poesie di Luciano Nota, nato ad Accettura in provincia di Matera, tratte dalla sua ultima raccolta poetica.

NATURA MORTA

Se da me a te
l’anima è obliqua
se in qualche spazio
tu ti muovi
giulivo
rifugiandoti in contesti
sovrumani.
Se custodisci il tempo
l’assetto d’ogni cosa
consacra queste pere piene d’ansia
questa mela putrefatta questo scarto di lattuga.

STANOTTE

Entra nel mio covo
e non strigliare ti prego le suole.
Entra e parlami di te
del tuo lido.
Dimmi se vuoi del tuo credo
degli amanti.
Io ti dirò del diamante
che non ho mai posseduto.
Quanto alla rena
lasciata sull’assito
la coglierò stasera
prima di mezzanotte.
Stanotte sarà vampa
la terra nella mia scarpa.

MIO FRATELLO

Mio fratello
è chi assottiglia gli artigli
dell’ impavido falco.
Ha il dorso ad arco
e non scalza il midollo.
Ha un ampio varco
uno scrittoio
un ammasso di faville.
Non s’apposta dentro il fosso.
Appena desto
alloggia come perno
su un accordo di frequenze.
Collana dello sterno.

SIPARIO

Allargata la morsa
con tagli più antropici
ognuno col proprio strato
il suo allegato
si muova tra i vivi.
Se davvero c’è un sogno
un passaggio
ben venga il dosso duro.
Dal più criptico pantano
al supremo dei vivai
il fiore ha sempre un nome.
Ci adocchia
ancora fango
l’Imperituro.

LE ANZIANE LUCANE

Le puoi ancora incontrare con bluse rammendate e scialli neri
poggiate agli usci delle case.
Col santino nel grembiale
parlano ligie dei figli lontani
limano con cura i grani dei rosari.
Sono loro le anziane lucane
abili querce che sfuggono i tempi.
Con gli occhi dipinti d’antico
e la tremola mano
sembrano tutte mia madre.

Luciano Nota, “Tra cielo e volto”, Edizioni del Leone -2012- prefazione di Paolo Ruffilli, postfazione di Giovanni Caserta

 

13 risposte a “Poesie di Luciano Nota

    • A volte anche il sogno non riesce a coinvolgere chi scrive , ma nel profondo l’inconscio riapre ogni illusione e sospende ogni percezione. Poesie pacate, limpide, accattivanti. Mi piace mettere in luce il ritmo quasi sempre pacato e coinvolgente e quelle percezioni che anticipano le misure assolute di quei tratti cromatici che rendono cangiante le tensioni , in quanto l’apparenza trova un immediato riscontro in variopinti orizzonti, in inusuali testimonianze, fra accensioni e riprese, che nei tempi della poesia sono gli aspetti quotidiani dell’immagine soggettiva. Luciano Nota sospende le sue occasioni ad un tessuto sublimato, per non essere confuso con frange e strappi , ma per risolvere quel labirinto inesauribile che è la invisibilità di qualche destino. Antonio Spagnuolo

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    • La poesia di Luciano Nota è febbrile e vissuta con tale intensità che fa del reale un trampolino di lancio verso l’azzardo dell’onirico. Sì!, va oltre quel reticolo che rischia di contenerci. E la natura, le donne, gli usci delle case, ogni occasione dal minimismo all’eccelso si fa naturale ispirazione, si fa travaglio confidenziale che chiede alla parola di assoggettarsi alla sua immediatezza. Ed è qui la sua forza, la sua presa sul lettore. Sta proprio in quell’accostamento viscerale di termini che fanno di tutto per assecondare un animo, assolvendo al proprio dovere. E noi sappiamo quanto difficile sia per un sintagma abbracciare l’immensità dell’anima umana. Il verbo è mortale. Lo spirito eterno. Sta tutto qui il dilemma dell’esistere. Lo scandalo delle contraddizioni. E se le donne lucane “Le puoi ancora incontrare con bluse rammendate e scialli neri poggiate agli usci delle case.” o le puoi vedere “Col santino nel grembiale” a parlare “ligie dei figli lontani” o a limare “con cura i grani dei rosari.” è perché il poeta sa trasferire la mente e l’anima in quella direzione. E la mente e l’anima ritornano verniciate di quegli aromi, di quelle ataviche grazie, e cercano così di impossessarsi di ogni verbo possibile, ora semplice, ora assurdo, per universalizzare l’endemico e trasferirlo da simbolo tremante tanto consono agli esseri umani, in immagini pronte a farsi poeticamente durature.

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  1. che dire caro zio , sei un grande.
    A me piacciono tutte, in particolare ” Le anziane donne lucane “, “Stanotte e “Natura morta”.
    Spettacolare ed emozionante la prima, una favola o un’ avventura la seconda, romantica la terza.
    Ciao saluti da tuo nipote

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  2. Stupende le poesie, altrettanto stupendi i commenti.
    Liriche che scompongono ogni oggetto, figura, sensazione; sezionano il reale. Perfino in una natura morta il poeta cerca di vedere Dio. Istantanee che immortalano quei rari momenti in cui il senso dell’esistenza si schiude a noi. E’ questo che mi lascia sempre sconvolta: Luciano ha il dono benedetto di fotografare quell’attimo. Ogni parola è ricerca originale e raffinatissima, il risultato è una continua sorpresa. Di sicuro ‘Le anziane lucane’ dovrebbe diventare manifesto poetico della Basilicata intera, accanto a ‘Lucania’ di Scotellaro e di Trufelli, ed è di una dolcezza estrema. Però non sarei capace di scegliere la mia preferita tra le sue poesie.
    Ogni volta che le leggo piango per la bellezza.

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  3. “Tra cielo e volto” è la raccolta che più rappresenta Luciano Nota, è la pienezza della maturità poetica. Non dimentico “Intestatario di assenze” nè “Sopra la terra nera”, ma versi come “Le anziane lucane”, “Aironi”, “Vita” e “25 Agosto” sono la valenza assoluta del lirismo contemporaneo, la riconoscibilità della poesia generatrice di immagini di estrema bellezza.

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  4. Non conoscevo Luciano Nota come poeta. Lo trovo straordinario. Queste 5 poesie, più le altre lette (facendo una ricerca su internet)sul suo sito e quelle sparse qua e là in vari blog, mi hanno fatto conoscere un poeta di qualità. Complimenti all’autore.

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  5. Grazie all’amico Spagnuolo, al mio amato poeta Nardini, A Maria Grazia, a mio nipote, a Fabrizio, a Francesco, ma un grazie grande a Maria Pina per avermi ospitato in questo blog meraviglioso e mio (la Lucania e i lucani sono miei, terra e persone eccelsi), e spero di poter donarvi ancora liriche. Vi abbraccio tutti. Grazie!.
    Luciano

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  6. Quella dell’amico Luciano è davvero una poetica che oscilla “tra le audacie del subconscio e le accensioni dei ritrovamenti”; è un lirismo che affascina e che accende, ad ogni lettura, nuove sensazioni.

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