Nunzio Festa, La poesia meridiana con uno scritto su Andrea Di Consoli

“Da queste parti parlare di poesia significa urlare. O nessuno ti sentirà, perché la massa non s’accorgerà di te e di quest’argomento, di questo argomento che invece vorresti affrontare sul petto del territorio. Significa, parlare di poesia da queste parti, e diciamolo nuovamente, gridare contro.

E fare poesia significa stare dalla parte della terra e fare poesia significa rompere gli stendardi che il dio dell’impero ci mette nelle mani. Dovremmo, insomma, innalzarli come lui vuole o frantumarli con le nostre visioni? Le nostre dannazioni.

Non abbiamo nessun posto, che sia più bello degli altri, da custodire. Come al contrario vengono alcuni a dirci ogni tanto. Fra il Maggio d’Accettura e le tarante di Tricarico. Tra la podolica e il pecorino.

Noi piccoli germi del Sud. […]”

***

E’ l’incipit del saggio di Nunzio Festa pubblicato a cura dell’associazione LucaniArt nella collana “I Saggi” (n.2), libretti artigianali a tiratura numerata e limitata.

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