Sulla Lucania, Norman Douglas

In quest’angolo di MagnaGrecia la natura si è manifestata con severa parsimonia: roccia e acqua! Maqueste rocce e queste acque sono una realtà, sono la materia di cui è formato l’uomo.
Un paesaggio così luminoso, così deciso a rifiutare ogni accessorio, esige d’essere espresso in forme semplici e coraggiose, ci porta verso la terra a cui apparteniamo, guarisce dalla malattia dell’introspezione e risveglia quella capacità che corriamo il rischio di perdere nella nostra morbosa malincnia iperborea: la capacità di un sincero disprezzo.
Disprezzo per quella teoria-spauracchio che vorrebbe indurci a trascurare ciò che è terreno e tangibile. Che cosa è una vita ben vissuta, se non la felice liberazione del caos primordiale da quelle comode vagherie intangibili che si celano intorno a noi, pronte a coglierci nei momenti di debolezza?

(Norman Douglas, da “Old Calabria”, Aldo Mariello Editore, Milano 1962)

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