Ermengarda l’ultima principessa Longobarda di Francesca Santucci

Cattura

E’ uscita nella collana “I Saggi” a cura dell’Associazione Culturale LucaniArt, una plaquette di Francesca Santucci, contenente un saggio storico e un racconto ispirato ad Ermengarda, l’ultima principessa Longobarda.

*

Di seguito un assaggio del lavoro:

Sparsa le trecce morbide
sull’affannoso petto,
lenta le palme, e rorida
di morte il bianco aspetto,
giace la pia, col tremolo
sguardo cercando il ciel.
(A. Manzoni, “Adelchi”, atto IV)

La figura di Ermengarda, la sposa ripudiata da Carlo Magno, sarebbe rimasta intrappolata per sempre nell’oblio, dimentica di lei la storia, condannata a una sorta di damnatio memoriae già dagli storici suoi contemporanei, concentrati i cronisti, evidentemente, sui grandi personaggi maschili protagonisti del dramma che avrebbe cambiato il volto dell’Italia, se Alessandro Manzoni, nella tragedia “Adelchi”, non le avesse conferito nuova dignità in virtù del suo dolore, facendola passare dalla stirpe degli oppressori alla schiera degli oppressi, tanto che, ancòra oggi, la sventurata fanciulla sembra appartenere più alla poesia che alla storia. Fu appunto Alessandro Manzoni a riscoprirla, a “inventarle” un’anima, riproponendo la sua triste vicenda all’attenzione degli uomini, facendola, così, nascere a nuova vita: la vita della poesia. Vittima innocente delle feroci passioni degli uomini, agnello sacrificato sull’altare della necessità politica, grazie al poeta il suo nome divenne quasi il simbolo di un destino infelice e la sua patetica immagine entrò nella fantasia popolare, suscitando sempre un senso di triste compianto.

Te, dalla rea progenie
degli oppressor discesa,
cui fu prodezza il numero,
cui fu ragion l’offesa,
e dritto il sangue, e gloria
il non aver pietà,
te collocò la provvida
sventura in fra gli oppressi:
muori compianta e placida;
scendi a dormir con essi:
alle incolpate ceneri
nessuno insulterà.

(A. Manzoni, “Adelchi”, atto IV)

Ma chi era veramente Ermengarda? Perché sposò Carlo Magno? E perché dopo appena un anno di matrimonio fu ripudiata? E come e dove si concluse l’esistenza di questa leggendaria e sfortunata creatura?

[…]

Francesca Santucci

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