Le trincee del grembo, Docici prove d’autore al femminile, Associazione Culturale LucaniArt 2014

Cattura

(a tutte le madri, 8 maggio 2014)

Tre sono i fili conduttori che accomunano le liriche di queste dodici poete contemporanee dedicate alla maternità.
Il legame simbiotico tra madre-figlio, che si manifesta nei suoi chiaroscuri e nelle estese sfaccettature del vissuto e del ricordo.
L’energia dell’amore vero e incondizionato, che mai si ritrae, che non si divide ma si moltiplica.
Il senso del mistero che non lo rende mai scontato, ma sempre in movimento, in evoluzione, con alti e bassi, incomprensioni e ricadute, speranze e paure, i mille abbracci non dati – a volte – e le parole non dette.
Buona lettura.

Teresa Anna Biccai
Maria Pina Ciancio

Frammenti delle poesie contenute nella plaquette n.19 a tiratura numerata e limitata, curata dall’Associazione Culturale LucaniArt:

Mia madre
era una grossa tartaruga millenaria
Sul suo guscio
diviso a quadrati
erano scritte storie d’amore
in caratteri cufici,
geroglifici, cirillici, latini,
in ebraico in arabo in cinese.

(Gina Labriola)

*


Trema l’acqua di lago
e trascolora.

Il mio nipote non ancora nato
beve l’azzurro
dalle acque di sua madre
(Eleonora Bellini)

*

Non è la pioggia che cruccia il mio riposo
né il vento forte che sento nelle vene.
Il mare del ricordo mi riempie tutto il seno
e cerca un faro, l’approdo della quiete,
la questua del perdono
e un fiore che sia vostro su di me (…)
(Marina Minet)

*


Il tempo è solo vento adesso
scompaginata preghiera
ululato di lupi,
lamento di agnelli
Silenzio fermo

Le mie braccia culla
la forza per l’ultimo sorriso
(Maria Pina Ciancio)

*


Una volta erano sole
le tue braccia quando tutto sembrava oscuro
quando camminare lungo il muro non era andare
in fondo al giardino ma fuori lungo un percorso solitario e solo
(Fernanda Ferraresso)

*

… mentre m’aggrappo alle tue mani,
robuste figlie dell’origine,
spianata in una nascita che folgora
e congiunge.
(Monia Gaita)

*

… e mi avvicino
a te: madre.
Madre
ancora e sempre
muta d’infiniti silenzi:
vissuti tutti
con rintocco.
Rintocco
di condanna
per la vita.
(Gabriella Gianfelici)

*

Sono una mamma
nel palmo della tua mano.
Nel tempo che costruisce vele di navi.
(Antonietta Gnerre)

*

… ed io non ho altre parole
significanti
per dire l’urgenza dolorosa di vita
che si fa mentre
un’altra da te si stacca
e da sola
vuol significare.
(Maria Luigia Longo)

*

Ancora disegno contorni di fumo
basta il tuo respiro ad accendere il lume.
(Elina Miticocchio)

*

… le sue mani
schermo di fine vita
cosparse di ragnature e enigmi,
inizio e fine
l’attimo supremo.
(Rosa Salvia)

*

… tu, che bassa come la Luna
e alta due Piramidi, sei da sola e ferma
come farai adesso, dimmi, a passarmi oltre
a sbiadirmi
lasciandomi nella confessione di questo dolore che allaga
e ho paura ad abbandonare in terra.
(Met Sambiase)

 


Poesie di Eleonora Bellini, Maria Pina Ciancio, Fernanada Ferraresso, Monia Gaita, Gabriella Gianfelici, Antonietta Gnerre, Gina Labriola, Maria Luigia Longo, Marina Minet, Elina Miticocchio, Met Sambiase, Rosa Salvia.

 

6 risposte a “Le trincee del grembo, Docici prove d’autore al femminile, Associazione Culturale LucaniArt 2014

  1. Grazie di cuore alle due curatrici, Maria Pina Ciancio e Teresa Anna Biccai. Un saluto affettuoso a tutte le poete che hanno partecipato. Personalmente ne sono stata davvero felice…Monia Gaita

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  2. Pingback: Poesia contemporanea. Monia Gaita | LucaniArt Magazine·

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