Poesia contemporanea. Michele Brancale

michele brancaleLa poesia di Michele Brancale è una poesia dal verso disteso e sicuro, a tratti colloquiale, che con tocchi di vera umanità “ci racconta” e “ci incontra” con la sua interiorità ricca di sguardi pacati e accoglienti sul quotidiano e sul futuro.
(Maria Pina Ciancio)

Di seguito tre testi scelti, tratti dalla raccolta poetica “Rosa dei tempi” apparsa recentemente per le Edizioni Passigli Poesia (marzo 2014), con prefazione di Gianni D’Elia.

*

Mi sposto nella città ma attraverso
il tempo. Lo vedo dal parabrezza
lo stesso luogo che è cambiato e sembra
uguale, quel limitare conteso
all’intorno dagli alberi cresciuti,
dalle facciate rinnovate, mentre
a volte appesantite dall’incuria
e dalla scansione dell’orologio
sembrano chiedere un po’ di sollievo.

Per la direttrice di quella strada,
o dai cavalcavia, si rivelano
lì come altrove, quelle apparizioni
che si fanno gratitudine arresa,
capace di dare senso alle cose,
a quella frase, a quell’immagine
di te e degli altri che sale da terra
e che soltanto tu riesci a vedere.

*

Aprendo gli occhi al dedalo dei giorni,
risorto sollevo il velo leggero,
in cui ripongo la notte passata
e la città riflesso d’ametista.

La brina è distesa oltre i vetri, freddi,
sui tetti delle case di rimpetto.
Fuori s’affacciano sulla mia sciarpa
gli ultimi cristalli di marzo.

Si è spento il momento di non vedersi.
Ho bruciato i fogli che imgombravano
lo spessore di te, il tuo profilo.

Non rimpiango la corsa a cui mi accingo,
svincolata dal peso, dal non senso,
dall’accumulo.
…………………………………. Questa è la notizia.

*

5

Per la certezza del tempo sospeso,
l’inconsistenza armata del rancore
nel sabato senza una direzione
che non sia sempre il ritorno di ieri.

Chiusi nei luoghi dove riscaldavi
il presente solo col tuo esserci,
non sappiamo cosa fare.
………………………….. ……..S’insinua
alle pareti un silenzio di luce.

Non si è fermato per te il mondo fuori,
dall’esterno la forza delle voci
irride alla sconfitta e all’impotenza.

Alla fine liberiamo il paesaggio
ordinario. La rassicurazione
delle abitudini per non cambiare.

*

“‘Rosa dei tempi’ – scrive D’Elia nella prefazione- ha una struttura da antico canzoniere medievale, da calendario cristiano, da oroscopo religioso, da breviario liturgico, da diario confessionale. Citando i cantari bizantini, Brancale organizza molto bene il suo messale ideologico, evangelico, convinto, alternando al canone delle stagioni climatiche e naturali il rovello intorno al male storico e sociale… In fatto di sentimenti, la precisione di Brancale è mirabile, e denota la massima di Pasternak, secondo il quale il realismo non è un semplice indirizzo letterario, ma costituisce un particolare grado di artisticità, il livello più alto di precisione di un autore…”.

____________________________

Michele Brancale (1966) lucano di origine, vive e lavora a Firenze. Ha scritto le raccolte di poesie La fontana d’acciaio(2007, Polistampa), Salmi metropolitani (2009, Edizioni del Leone, a cura di Paolo Ruffilli, pref. di Antonio Tabucchi), La perla di Lolek (2011, Giuliano Ladolfi Editore) e A regime di brezza mite (2012, plaquette per Lucaniart). Rosa dei tempi (2014, pref. di Gianni D’Elia), è edito da Passigli.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...