CIAO PIERO CIAO di Mauro Savino

[Ciao Piero Ciao – progetto CENTO]

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Quanto mare a Livorno. Quanto vento a Livorno. Seduto nella notte di Stoccolma o ad acchiappare il cielo d’Irlanda e poi  Londra, chissà. Tokyo, chissà. Tutta quella pioggia. Tutto questo freddo. Tutte quelle volte. Che buffa questa vita che sorride come l’onda mentre saluta lo scoglio. Dove vai? Da Céline faceva freddo, nella notte senza raggi. Le tue sere senza letto, la tua giacca sempre quella, le tue scarpe senza albergo. Saresti morto di vino ma il dio di quelli che oramai sono “fuori” s’è preso la gola. La vita è uno spavento. E il sole è troppo sole, si sa. Vita da artista nel secolo della riproducibilità tecnica. Che vuoi farci Piero? Qui è arrivata l’estate sai? Sono andato a farmi il passaporto e per un attimo ho pensato di fare come avevi fatto tu: ci volevo far scrivere accanto a professione: “Poeta”. Volevo protestare contro me stesso. Riconoscermi “fuori” dopo aver cercato di stare dentro. Ma m’è mancato il coraggio. E poi certe cose riuscivano solo a te. Hai detto di non aver mai avuto tutt’ e tre insieme un piatto di pasta, un caffè e un taxi. Magari una volta la pasta e il caffè ce li metto io. Tanto il taxi non ci servirà.

(disegno e testo di Mauro Savino)

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