“Ludopativa – La debolezza della volontà” di Andrea Costantino

ludopatica andrea costantinoHo ricevuto questo libro dall’Autore, Andrea Costantino, conosciuto insieme alla sua famiglia nei luoghi natali della Basilicata: il piccolo centro abitato di Castelsaraceno (PZ) e le ottime persone che lo abitano. Questo è avvenuto quando gli eventi culturali legavano la poeta Teresa Armenti al Premio Nazionale Biennale di Poesia “Città di Solofra” e alle ricerche che il Club Alpino Italiano sezione di Salerno attuava nel suo programma di valorizzazione di quel patrimonio montano.

Il libro uscito a maggio di quest’anno con il titolo “ Ludopatia – La debolezza della volontà ” è il racconto / diario dell’Autore circa la dolorosissima esperienza toccatagli per essersi imbarcato sulla nave dei “ giocatori” che navigando in spazi fluidi non lasciava il tempo di scendere più a terra. Ricordate le grandi imbarcazioni che risalivano il fiume Mississipi in America del Sud nell’Ottocento in piena espansione industriale e ai giocatori armati di trucchi e di pistole che riempivano le fumose sale da gioco? C’era sempre il morto di turno o i suicidi scaricati nelle acque torbide piene di alligatori.

Un film tragico che fotogramma dopo fotogramma mostra l’esistenza dell’Autore in lotta con le acque infide del fiume e l’isolamento che l’ha condotto a subire la pena del carcere e la perdita del ruolo lavorativo. Per un momento mi è tornata alla mente la trama del film degli anni Cinquanta dal titolo “ Sinuhe l’egiziano” dove lo stimato medico perde se stesso, i suoi beni, i beni dei suoi genitori, perché in preda alla febbre interiore della gelosia per una prostituta di alto rango.

L’akrasia cioè la debolezza della volontà , come scrive l’Autore nel sottotitolo al libro, fa da guida lungo tutto il percorso del racconto ad iniziare dall’episodio del nonno che lo aspettava tutte le mattine per offrirgli la somma di dieci lire in cambio del saluto, per finire all’uso improprio di beni altrui. Un percorso a bordo senza toccare una sola volta terra. La solitudine del viaggio affrontato incurante della madre, della moglie, del figlio. Una forza però emerge insostituibile ad ogni capitolo: la coesione di un paese intorno ai bisogni di ogni singolo componente: non una volta il paese è venuto meno alla richiesta di denaro che l’Autore rivolgeva ad amici e conoscenti.

Il gioco come ludus esiste da millenni ma quando diventa “ ludi enim pretium” allora non c’è più riparo al dolore che ne consegue. Oggi il sinonimo ludopatia è riferito alla malattia che si genera nell’essere umano di fronte ai giochi elettronici, ai videogiochi, alle scommesse on line. Ma il passato recente ci mostra come la schedina del totocalcio; il totip, legato al gioco del mondo dei cavalli; il Lotto legato al mondo dei sogni, hanno sempre imperversato richiamando il facile arricchimento, la risoluzione dei problemi economici esistenziali, il salto di qualità sociale.
Non c’entra il Destino, non c’è una Fortuna che aiuta gli audaci, non si raggiunge il facile arricchimento isolandosi sul “battello Mary” come cantavano i Creedence Clearwater Revival nel 1969. La modesta casa in campagna dove l’Autore si rifugiava nel corso dei drammatici eventi era frutto del lavoro paterno e materno. La forza che l’ha condotto alla salvezza materiale e spirituale è frutto del lavoro intensissimo della sua cara metà, come è dimostrato dalla dedica apposta nelle prime pagine del libro. La famiglia è l’ancora di salvezza che una volta gettata nelle acque torbide del fiume arresta il battello e permette al giocatore di toccare le rive del fiume e sporcarsi i piedi di fango.

Una anabisi necessaria per tornare a vivere quella parte di esistenza insieme a chi respira come noi, si affanna come noi nel proprio lavoro, per non sottostare alla solitudine di un mondo dietro le sbarre “ del gioco”.

A. Costantino, “ Ludopatia – La debolezza della volontà ” , Stampa in proprio, 2014

                        Luglio 2014

Vincenzo D’Alessio

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2 risposte a ““Ludopativa – La debolezza della volontà” di Andrea Costantino

    • Carissimo Valerio,
      avrei tanto desiderato incontrarti anch’io anche per consegnarti personalmente il mio scritto. E’ per me un’esperienza nuova ed entusiasmante che mi vede impegnato anche su temi di notevole rilievo sociale (leggi ludopatia e nuove dipendenze). Si tratta di una vera “mission” alla quale voglio dedicarmi .Sono senza editore e per questo ho stampato in proprio il mio libro. Ho iniziato un vero e proprio tour che mi sta portando in molti paesi della Basilicata e col tempo, chissà, spero di poterti fare visita a Torino. Per ora ti abbraccio con l’augurio di rivederti quanto prima. Andrea
      Mail: rosgiovinazzo@teletu.it

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