Un pensiero di Mango sulla poesia

Il cantautore lucano di Lagonegro aveva pubblicato due libri di poesie “Nel malamente mondo non ti trovo (2004) e Di Quanto stupore (2007)

“E’ solo da poco che ho scoperto la poesia come scrittura, come liberazione dell’anima quando chiede aiuto, quando è massima espressione dell’uomo, come danza infinita, come amplesso di sempre toccato dal cielo e da rami d’ulivo. E’ Shakespeare, è Montale, è Garcia Lorca, è Baudelaire, è Majakovskij, è Pessoa, è Odysseas Elytis, è Pablo Neruda, è Nazim Hikmet e tanti altri ancora che da noiose letture giovanili si scompongono in mille mosaici attuali, fatti di marmo pregiatissimo, con venature che partono dal cuore fino a raggiungere le vette più alte e gli spazi più nascosti e le terre più sconfinate e lontane.
Tutto questo è per me poesia.
Ecco perchè ho voluto pubblicare questi libri, affinchè partissero anche dalle mie labbra sorgenti nuove per nuovi torrenti d’acqua sempre più limpida e fresca, in cui ogni tanto, tuffarmi, per orientare i miei confini e sconfiggere le mie barriere. I paraocchi gettarli, i limiti capirli, viverli gli amori e capirne, senza nostalgie, i dolori del tempo che mi passa accanto rubando un po’ dei miei colori.
Tutto questo è poesia. Ecco perchè.”

Mango

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