La stanza della gestazione poetica

(una rubrica a cura di Marina Minet)

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Agli inizi del 2003 comincia a pensare e ad interrogarmi sul perché della poesia «Da dove viene? Perché questo bisogno di scrivere?». Volevo capire l’origine di tutte quelle parole che a volte mi popolavano i gesti prima ancora di compiersi e i momenti, prima ancora di viverli. Ebbene, fu così che cominciai a scrivere seguendo un’istintività più rapida, collegando i ricordi più lontani ai pensieri presenti. Trovai l’esperimento molto interessante, terapeutico e creativo. Chiamai tutto questo “La stanza della gestazione poetica”. Oggi vorrei dedicare questo titolo privato a una serie di riflessioni basate sulla scrittura di grandi autori scomparsi e non, per cimentarmi con semplicità nella comprensione del loro mondo interiore, analizzando – scritti ed eventi che li riguardano – in maniera strettamente spontanea e soggettiva.

Marina Minet, 07/01/2015


  1. AMELIA ROSSELLI – Quando l’inconscio ci cammina accanto
  2. SYLVIA PLATH – La luce dell’imperfezione

2 risposte a “La stanza della gestazione poetica

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