Poesia contemporanea. Monia Gaita

monia gaitaLa raccolta di poesia “Moniaspina” di Monia Gaita, Edizioni L’arca Felice, ricorda la stessa scena complessa e precisa che incarna un sasso lanciato in un lago. Se al primo impatto, la traccia dei versi provoca istantaneamente una reazione di stupore, con l’avanzare della lettura, lo stesso evolve in più direzioni, arricchendosi sensibilmente in espansione, proprio come i cerchi concentrici che si estendono sopra l’immobilità di un lago, quando un sasso vi s’immerge a colpo d’urto, lasciando spazio a scenari interiori ed esteriori in movimento e ad una figurazione completamente nuova e profonda. Di seguito Vi propongo tre testi suggestivi e pienamente capaci d’esprimere la bellezza particolare della sua poetica.

Marina Minet

*

Olio d’olìbano

Sìmili a màglie di caténa,
desidèri,
déntro le dita
lunghebbromagre
dell’estate,
fra case dall’òcchio maliardo,
l’impegnativo àbito di luci
dei locali.

La riva s’impellìccia di schiumóso
e si bifórca più di ìpsilon,
innaffidàbile
il volére,
mèntr’inanèllo di gràzia perlinguale
pure le chiòme marcate delle vóci,
i maremmani pastóri di varianza
dei bancóni.

In càmera
dò una marginatura àmpia
ai fògli del sentire.
Sópra vi métto
marsala màndorla,
emozióni,
òlio d’olìbano,
prōcursus,
imperatòrie inségne,
saponària

(pag. 9)

*

Morònidi

Làcrime d’òppio
di solitùdine,
su queste strade
opprèsse nel respiro.

Orba da tutt’e due gli òcchi
la speranza,
nella foltézza orsina
di péli di rammàrico.

Brùcia com’una fiamma ossìdrica
il passato,
adèsso che ti ho pèrso
per ottacòrdipane,
cime di Pinatubo,
di monchézza.

Nelle vocali mute del presènte,
déntro trincianti in filòni di metallo,
ancòra cérco
Morònidi di luce

(pag. 13)

*

Mi propago

Sólo a pensarti
arròsto le zanzare della nòia,
acciòttolo la stanza di felice
ed accóvono grano fine come batista
al desidèrio.

Brùciano a sprón battuto i bengala dei tuoi òcchi,
gli azzurri bilama all’òlio canforato,
i canottièri di ristagno
sui minuti.

Prendo pasticche zuccherate di « ti amo »,
pasturo gréggi al glutamato d’entusiasmo
e mi propago
nei fili di corrènte,
fonòliti-mirtilli
del risvéglio

(pag. 27)

Monia Gaita, Moniaspina, Collana Coincidenze n.29, Edizioni L’arca Felice, 2010
(con uno scritto introduttivo di Mario Fresa e con interventi visivi di Giovanni Spiniello)

*

Altre pagine del blog in cui la scrittice campana di Montefredane è presente: rubrica di poesie sulla poesia e le trincee del grembo

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