A Senise presentazione del libro “Mi chiamo Beba”

no-violenza-donne1

Martedì 14  Luglio  alle ore 18,00  Piazzetta San Francesco a Senise, nell’ambito delle attività di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto alla violenza di genere, svolte dall’ Associazione Rinascita Meridionale, con il patrocinio del comune di Senise, si organizza la presentazione del libro: MI CHIAMO BEBA, dell’autore Palma Lavecchia edito dalla casa editrice “ Infinito”.

Sarà presente l’autrice Dott.ssa Palma Lavecchia, il Capitano dei Carabinieri comandante della Compagnia Carabinieri di Senise Davide Palmigiani, il Sindaco di Senise Dott Giuseppe Castronuovo, La Consigliera alle Politiche Sociali Dott.ssa Filomena Amendolara, la criminologa e Presidente dell’associazione Rinascita Meridonale Dott.ssa Filomena Latronico.

Modera l’incontro il giornalista Dott. Nicola Melfi.

L’occasione sarà propizia per aprire un dibattito sul tema della violenza di genere.

Trama del libro

La violenza contro le donne è una terribile piaga sociale che assume forme che vanno dall’estremo del femminicidio allo stalking e alle tante declinazioni di violenze quotidiane e famigliari, fisiche e psicologiche.

Beba, diminutivo di Benedetta, la protagonista di questo libro, è una delle tante, troppe vittime della violenza maschile contro le donne. La sua è una storia di persecuzione, resistenza e rinascita che rappresenta il paradigma dei pericoli a cui vanno incontro le donne in un Paese maschilista e ignorante qual è l’Italia. La storia di Beba e della sua lotta per amore del figlio Mattia e della vita insegna a resistere e a non darsi mai per vinte. Ma soprattutto spiega, una volta per tutte, che se un uomo picchia una donna non lo fa per amore, ma solo per un senso distorto e malato di possesso. Quell’uomo non va protetto e le vittime non possono pensare di cambiarlo immolando la loro vita, ma va denunciato e fatto curare. È l’unico modo per farla finita col femminicidio e per avere una società migliore.

“Un terribile proverbio ispanoamericano recita: más te pego, más te quiero, ossia più ti picchio, più ti amo. Una frase paradossale che rivela un inconscio fantasma di violenza all’interno della coppia, basata sull’umiliazione”. (Alessandro Meluzzi)

Con il patrocinio della Provincia di Barletta Andria Trani, dei Comuni di Gaeta, Barletta, Montella e Veroli e dall’Associazione Libera espressione.

Riferimento in rete: http://www.infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=288

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...