35. “Il Viandante Solitario” di Marco Ielpo

x153-1443434719-min-11856368_831585140270370_3169241992662621338_o.jpg.pagespeed.ic.5n6u-m-Z_w© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro

Marco Ielpo è un bravissimo e talentuoso chitarrista e cantante di Castelluccio Superiore, paese in provincia di Potenza. Nato negli anni ’90 e che quest’anno ha pubblicato il suo primo disco: “Il viandante Solitario”. Per me aver avuto la fortuna di poterlo ascoltare dapprima dal vivo al circolo Arci “Artemisia” di Baragiano e adesso mediante il suo disco è un’emozione forte ed uno stimolo. Un’emozione forte perché il suo modo di suonare mi coinvolge, mi trasporta e mi fa sognare. Ma è anche uno stimolo alla conoscenza del così detto “Fingerpicking”, dato che unanimemente a Marco Ielpo viene associata questa parola, questo modo di suonare. E devo ammettere la mia poca conoscenza di questa maniera di suonare la chitarra. Infatti a parte alcuni dischi di Beppe Gambetta ed un disco del 1983 del mitico Stefano Rosso: “La chitarra fingerpicking di Stefano Rosso”, conosco poco altro. Per me quindi è stata una scoperta, grazie alla musica di Marco Ielpo mi si sono aperti squarci su un mondo che conoscevo poco: quel modo di suonare la chitarra variegato e sconfinato definito “Fingerpicking”. Comunque, al di la ed oltre le classificazioni dei genere musicale, Marco Ielpo è un Musicista con un suo stile unico di comporre musica e di suonare la chitarra. Leggo dalla seconda di copertina del suo disco che: “Il Viandante Solitario” contiene i primi brani composti da me a partire dal 2012 … L’album prende il nome dall’omonimo brano … Questo disco è per me molto personale, in quanto è stato curato da me in ogni fase della sua realizzazione … sono felice di poter condividere ogni brano, ogni nota, ogni errore presente in questo album con altre persone, sperando di riuscire a trasmettere qualcosa”. Una vera e propria dichiarazione poetica e di umiltà, dote alquanto preziosa ed estremamente rara al giorno d’oggi. Le nove canzoni che compongono questo bellissimo disco, riescono a trasmettere emozioni e sensazioni che fanno viaggiare con la testa e con il cuore. “Welcome” il brano che apre questo disco è un breve frammento che sembra quasi dirci benvenuti in questo mondo, nel mondo di questo viandante solitario che la mia fantasia rimanda ad altri mondi, una sconfinata distesa del West o ad una pianura Australiana. Australiano come il grandissimo Tommy Emmanuel “maestro” dichiarato di Marco Ielpo, suo principale riferimento musicale oltre che molti altri musicisti jazz, blues e folk. Il disco procede in questo viaggio da viandante con: “Emozioni” un capolavoro di accordi e corde suonate, emozioni che scorrono copiose in una giornata o in un pomeriggio estivo qualsiasi. E’ la volta di “Tit for Tat”, brano che credo alluda ad una strategia paradossale usata nella teoria dei giochi per risolvere il dilemma del prigioniero, il paradosso nasce dalla seguente domanda: i due prigionieri cooperano per ridurre la condanna di entrambi o uno dei due ammazzerà l’altro per ridurre la propria condanna? Il tutto nello stile di Marco Ielpo con quel suo modo di “toccare” la chitarra, di suonare con le dita. “Thinking of You” è una canzone suonata con la tecnica del “The Engle”, un innovativo modo di suonare la chitarra con un martelletto, di cui Marco Ielpo e Luca Francioso sono gli unici Endorser Italiani ossia gli unici due in Italia ad usare questa tecnica. “Thinking of You” mi da la sensazione che sia una canzone di amore, in cui questo viandante solitario pare abbia scoperto un affetto, come se abbia il cuore contento. “Intorno a me” è una canzone blues cantata dallo stesso Marco Ielpo che narra di quello che accade quando il personaggio di questo disco alza la testa e guarda con i propri occhi a tutto quello che è cambiato intorno a lui e di come i suoi gesti quotidiani possano indurlo a commettere errori. “”Dreaming”, è un sogno di chitarra suonata in maniera percussiva con l’innovativa tecnica del “The Engle” in cui il viandante solitario sogna e immagina di fughe, magari nel vecchio West o in una sconfinata pianura australiana, magari a bordo di vecchi treni. Gli stessi vecchi treni di “Railway blues” che ricorda suoni e spezzoni di film western, pistoleri yankee e pellerossa indigeni, in una torrida estate senza tempo, ma forse anche i treni di qualche tratta ferroviaria Lucana. E quel suono pulito e sporco al contempo della sua chitarra che è la vera voce di Marco Ielpo, il suo linguaggio particolare. Così come nella successiva “Spirito” che è una vera e propria ballata col finale che sembra che le corde vengano letteralmente pizzicate. E il disco si conclude con un’altra canzone cantata che da il titolo all’intero album: “Il Viandante Solitario”. Ed è in questa canzone che Marco Ielpo raggiunge l’acme compositivo in una specie di punto di approdo del viaggio di questo viandante solitario. Una bella canzone che parla di questa figura di viandante precario che viaggia fra desolate strade lucane e di cani a cui viene sottratto l’osso, del duro lavoro e del sacrificio di chi nonostante tutto e tutti sfida il pregiudizio sociale e decide di vivere della propria arte, di chi decide di diventare se stesso assumendosene sia rischi che successo, oneri ed onori. I lunghi accordi blues della canzone finale di questo disco e le parole di questo giovane chitarrista sembrano la giusta chiosa di un viaggio fatto con addosso una chitarra e tante emozioni. Le emozioni che Marcio Ielpo dichiara nella seconda di copertina di sperare di riuscire a trasmettere a chi lo ascolta, riesce eccome a trasmetterle. Mi piace chiudere queste parole su: “Il Viandante Solitario” di Marco Ielpo con un duplice augurio: allo stesso modo con cui Tommy Emmanuel ha sempre dichiarato di essere stato ispirato dalla musica di Chet Atkins ed Hank Marvin ma poi è diventato uno dei più grandi interpreti di fingerpicking a livello mondiale auguro con tutto il cuore a a Marco Ielpo che dichiara di essere stato influenzato dalla musica di Tommy Emmanuel di raggiungere vette altissime e perché no di diventare più bravo ed apprezzato anche dello stesso Tommy Emmanuel e che soprattutto il suo viandante solitario prosegua il suo cammino, fra lande lucane ed amici, fra concerti e nuovi dischi.

Mariano Lizzadro

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